Politica Economica

Visco: l’economia ristagna da un anno, ai rischi si aggiunge il coronavirus. Gualtieri: ottimismo su conti pubblici ma rimbocchiamoci le maniche

In Italia «l'attività economica sta sostanzialmente ristagnando dai primi mesi del 2018, anche a seguito del rallentamento registrato a livello europeo e globale. I segnali provenienti dagli indicatori congiunturali più recenti sono contrastanti». Il ministro dell’Economia Gualtieri: alcuni numeri indicano «un recupero nel primo semestre 2020, al quale l'azione di governo intende concorrere»



  • Gualtieri: ottimismo su conti pubblici ma rimbocchiamoci le maniche

    La parola d’ordine è crescita. Crescita come obiettivo dell’azione di governo, che trova segnali incoraggianti nei primi dati anticipatori pubblicati nel 2020. E come priorità per banche e imprese, che chiedono alla politica più coraggio e maggiore unità di intenti. «Abbiamo ereditato un Paese fermo, bisogna rimboccarsi le maniche per rilanciarlo», è la sintesi presentata dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso della tavola rotonda “Sistema bancario tra tassi sotto zero e Fondo salva Stati”¨ organizzata da Il Sole 24 Ore Radiocor in occasione del 26esimo congresso Assiom Forex.

    «Gli indicatori anticipatori del ciclo sembrano fare pensare a un recupero dell’economia nel primo semestre, al quale l’azione del Governo intende concorrere», ha sottolineato Gualtieri, notando che «la stabilità politica e la coerenza nelle decisioni sta contribuendo a rendere più chiaro e lineare il quadro nel quale agiscono gli operatori economici».

    Resta tuttavia ancora molto da fare secondo il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti: «Il Paese perde competitività, l’Italia è sul baratro - ha messo in guardia - e anche la Lombardia, che è sempre stata la locomotiva dell’economia italiana, ha rallentato». «La priorità è la crescita, sostenibile, inclusiva, ma comunque crescita», gli ha fatto eco Domenico Siniscalco, vice chairman di Morgan Stanley, spiegando che «il tema è l’unità d’intenti, bisogna darsi un obiettivo e perseguirlo». Tanto più che nell’attuale contesto, ha rilevato il presidente della Cdp Giovanni Gorno Tempini, «i tassi bassi sono un’occasione unica e da non perdere, ma proprio perché il denaro costa poco bisogna avere anche le idee».

    I tassi negativi hanno tuttavia anche un rovescio della medaglia, che colpisce in primo luogo le banche. «Rispetto al 2007 il margine di interesse è stato abbattuto del 30% e quindi questo all’inizio ci ha fatto un gran male», ha evidenziato l’a.d. di Ubi Banca Victor Massiah, secondo il quale «le banche italiane nei fatti non hanno fatto solo uno stress test su carta, l’hanno fatto sul campo e ne sono uscite discretamente bene». La difficoltà è stata tuttavia anche un stimolo per cambiare e le banche stanno cercando di «sopperire ai minori margini dovuti ai tassi negativi con diverse azioni relative al contenimento dei costi, alla differenziazione dei ricavi e ad aiutare le imprese in operazioni ordinarie e straordinarie».

    In ogni caso, è tornato a rivendicare Gualtieri, il miglioramento della fiducia e il conseguente calo dello spread hanno già consentito risparmi sostanziali, che «potrebbero aver superato i 3 miliardi nel 2019» in termini di minori spese per interessi. I dati dello scorso anno, inoltre, portano a «pensare a un rapporto deficit/pil inferiore alla previsione e i primi dati sul 2020 consentono qualche ottimismo sui conti pubblici dato che a gennaio il fabbisogno di cassa è stato inferiore allo stesso mese del 2019 confermando la tendenza al miglioramento che continua dagli ultimi quattro mesi».

  • Massiah: banche italiane uscite bene da stress test sul campo

    «Le banche italiane nei fatti non hanno fatto uno stress test su carta, l’hanno fatto sul campo e ne sono uscite discretamente bene». Lo ha dichiarato l’a.d. di Ubi Banca, Victor Massiah, intervenendo alla tavola rotonda organizzata da Il Sole 24 Ore Radiocor in occasione del 26esimo congresso Assiom Forex. Massiah ha ricordato che anche gli istituti che non hanno superato questo “stress test” sono state aiutate dal sistema bancario attraverso il fondo di garanzia. Quanto al contesto generale di mercato, Massiah ha notato che la discesa dei tassi di interesse ha «abbattuto del 30% il margine di interesse delle banche» rispetto al 2007.

    «All’inizio quindi» i tassi bassi «ci hanno fatto un gran male», «però quando c’è una difficoltà è il momento di darsi da fare grande, uno stimolo per cominciare a cambiare». Le banche, quindi, stanno cercando di «sopperire ai minori margini dovuti ai tassi negativi con diverse azioni relative al contenimento dei costi, alla differenziazione dei ricavi e ad aiutare le imprese in operazioni ordinarie e straordinarie». Massiah, infine, ha sottolineato di sperare che non sia possibile avere un mondo di tassi negativi per sempre, soprattutto perché in Europa «il sistema pensionistico non è sostenibile con tassi negativi». «Questo non divide l’Europa, ,a vale sia per il Nord che il Sud Europa. Dobbiamo fare ragionamento di lungo periodo e chiederci se l’Europa si può permettere nel lungo periodo di avere tassi negativi».

  • Vandelli: «Fusioni tra banche? Quest’anno abbiamo condizioni migliori»

    Alessandro Vandelli, ad di Bper Banca, sottolinea come il 2019 - con l’acquisizione di Unipol Banca e altre operazioni- è stato un anno di «grande crescita con risultati positivi e una buona base di partenza per il 2020>. Nuove aggregazioni? «Oggi ci sono condizioni migliori rispetto al passato: la qualità degli attivi bancari è migliore e la Bce guarda con più favore alle fusioni».

  • Bisoni: «Nel nuovo piano Unicredit focus su clienti e sostenibilità»

    Cesare Bisoni, presidente Unicredit, guarda con fiducia al nuovo piano industriale al 2023 che punterà sul rafforzamento della base clienti e sulla sostenibilità con particolare riguardo ai valori di “etica e rispetto”. «I risultati 2019 sono stati molto buoni, abbiamo centrato tutti i target», ha aggiunto, sottolineando che il miglioramento della patrimonializzazione e della qualità degli attivi oggi permettono alle banche di sostenere maggiormente l’economia.

  • Del Bono: «A2A, dopo la Lombardia il Veneto. Siamo collaborativi non dominanti»

    Emilio Del Bono, sindaco di Brescia e primo socio di A2A insieme con Milano, si schiera a favore della politica della multiutility che si sta proponendo come partner industriale di Verona e Vicenza, allargando il proprio raggio d’azione dalla Lombardia al Veneto, dove ha rilevato anche una quota nella trevigiana Ascopiave. Una battuta anche sul rinnovo del cda di A2A, previsto per l’assemblea di maggio. «Abbiamo avuto sei anni di buona amministrazione e buon governo della società, per questo ringrazio il presidente Valotti e l’ad Camerano- ha detto - Ora siamo a un altro bivio e dobbiamo capire assieme al sindaco di Milano come imboccare un nuovo percorso».

  • Moratti: «Ubi è leader tra le banche nelle sostenibilità»

    Il presidente di Ubi Banca, Letizia Moratti, spiega: «Siamo pionieri nella sostenibilità’ grazie al lancio di un centinaio di bond sociali e della prima obbligazione green collocata lo scorso anno». L’Italia, prosegue, è pronta ad affrontare la sfida della green economy anche grazie alle tecnologie: «Ormai in questo settore lavorano più di 3 milioni di persone ovvero più del 13% degli occupati. Rispetto alle imprese europee siamo all’avanguardia». Ubi Banca è impegnata anche sul fronte della sostenibilità sociale per i dipendenti. Un impegno che si traduce «nel rafforzamento del welfare aziendale che aiuta a compensare un sistema pensionistico in seria difficoltà».

  • Gualtieri, Italia resterà contraria alla ponderazione sui titoli di Stato

    L’Italia resta nettamente contraria alla modifica del trattamento prudenziale dei titoli di Stato in portafoglio alle banche, oggi pari a zero. Lo ribadisce il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Un’opposizione che resterà fino a quando non ci sarà «un pieno supporto degli Stati membri per un safe asset europeo». Gualtieri, parlando alla tavola rotonda al congresso Assiom Forex organizzata in collaborazione con Radiocor, spiega che fino a quanto questa strada (del safe asset europeo, ndr) ambiziosa non sarà percorsa «noi saremo sempre contrari alla modifica del trattamento prudenziale dei titoli di Stato».
    Secondo Gualtieri “gli interventi che teoricamente potrebbero indebolire il nesso tra rischio sovrano e rischio bancario comunque non lo eliminerebbero e potrebbero, invece, minare il ruolo di stabilizzazione del mercato del debito pubblico da parte delle banche, un ruolo importante, anticiclico da parte delle banche e sarebbe sbagliato ostacolarlo. Per questo l’Italia ha una posizione chiara e netta e anche il Comitato di Basilea ha deciso di non procedere in questa direzione. L’Europa, quindi, osserva ancora Gualtieri, “non deve essere l’unica giurisdizione che si priva di un asset liquido e privo di rischio.

  • Gualtieri, abbiamo ereditato un Paese fermo, bisogna rimboccarsi le maniche

    «Noi abbiamo ereditato un Paese fermo e bisogna rimboccarsi le maniche per rilanciarlo». Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, durante la tavola rotonda organizzata al 26esimo congresso Assiom Forex in collaborazione con Radiocor. In questo senso, ha aggiunto l’esponente del governo Conte, la manifattura è “strategica”.

  • Gualtieri, l’obiettivo per l’ex-Ilva è la partnership pubblica-privata con Mittal

    «Ieri (venerdì 7 febbraio, ndr) sulla questione dell’Ilva abbiamo raggiunto un accordo preliminare con Arcelor Mittal sulla base del rinvio dell’udienza e l’obiettivo è arrivare, entro quella data, a un accordo condiviso sul nuovo piano industriale per l’ex Ilva». Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, durante la tavola rotonda organizzata al 26esimo congresso Assiom Forex in collaborazione con Radiocor. L’obiettivo, precisa l’esponente del governo Conte, è quello di arrivare a «una partnership pubblico-privato per creare un campione della siderurgia a bassa emissione a livello europeo».

  • Gualtieri, rilanciare gli investimenti, ma anche orientarli

    «Non bisogna solo rilanciare gli investimenti pubblici e privati» ma occorre «saperli riorientare verso le grandi sfide dell’innovazione della sostenibilità». Lo afferma il ministro dell’economia Roberto Gualtieri parlando all’Assiom Forex. Secondo Gualtieri l’Italia «può essere protagonista, serve una moderna politica industriale» e dobbiamo «sostenere lo sforzo delle imprese italiane», e la trasformazione «come ad esempio nel mondo della componentistica».

  • Gualtieri, su spesa per interessi risparmi per oltre 3 miliardi

    «Da successive stime preliminari credo che molto probabilmente nell’anno appena trascorso il risparmio effettivo» della spesa per interessi «rispetto alle previsioni del Def di aprile, potrebbe aver superato i 3 miliardi di euro». Lo ha indicato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri all’Assiom-Forex a Brescia. In precedenza Gualtieri parlando degli «impatti sulla finanza pubblica» ha sottolineato come sia «emerso nel 2019 con evidenza l’importanza della percezione di affidabilità del Paese». E in questo senso «basta confrontare la previsione di spesa per interesse del Def di aprile con quelle della nota di aggiornamento di fine settembre che ci ha portato ad un risparmio di spesa per interesse di quasi 2,7 miliardi», ha detto, spiegando poi che da stime preliminari successive, questa potrebbe aver superato i 3 miliardi.

  • Gualtieri, recupero dell’economia nel primo semestre 2020

    Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, dopo la battuta d’arresto del Pil nel quarto trimestre 2019 (-0,3%) vede, visti alcuni indicatori, «un recupero nel primo semestre 2020 al quale l’azione di governo intende concorrere». Parlando all’Assiom Forex Gualtieri ha espresso «soddisfazione e fiducia sul buon andamento della finanza pubblica». Parlando all’Assiom Forex ha spiegato come «i dati del 2019 sul rapporto deficit/pil sono inferiori alle previsioni e anche i primi dati del 2020 consentono qualche ottimismo sui conti pubblici». Il ministro ha citato anche «il fabbisogno di gennaio inferiore allo stesso mese del 2019, confermando la tendenza al miglioramento degli ultimi 4 mesi».
    Gualtier ha anche parlato dell’impatto sull’economia cinese del coronavirus, «un impatto per il momento difficile da quantificare, che potrebbe essere limitato a pochi decimi di punto, anche se non si possono escludere effetti più ampi».

  • Gros-Pietro (Intesa Sp), risolvere gli ostacoli che impediscono le fusioni in Ue

    «Le nuove tecnologie e il nuovo modo di fare banca comportano delle fortissime economie di scala. La debolezza relativa delle banche europee rispetto alle banche americane sta nel fatto che è difficile fare consolidamenti che vadano cross border, ed è un tema che va affrontato». Così il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro a margine dell’Assiom Forex, parlando del futuro del sistema bancario. «Fino a quando - avverte - non si risolvono i divari e le asimmetrie regolamentari, fiscali e anche legislative che interessano i diversi Paesi, il consolidamento cross border è più costoso e rischioso, in sostanza non viene quasi fatto e, quindi, continuiamo a rimanere più deboli rispetto ad altre banche».

  • Patuelli (Abi), da Visco un discorso costruttivo

    «Mi sembra molto concreto, costruttivo, molto franco e schietto, quindi molto vero». Così il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha commentato l’intervento tenuto dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dal palco al 26esimo congresso Assiom Forex. Tra i punti contenuti nel discorso, Patuelli sottolinea quelli «concreti per il mondo bancario italiano» che per gli istituti di minori dimensioni sono «indirizzati verso aggregazioni o collaborazioni per prodotti e servizi». Inoltre - ha sottolineato Patuelli - nel settore bancario in Italia «le problematiche ci sono, ma i progressi oggettivamente ci sono e i casi di crisi aziendali sono eccezioni che confermano la regola e si stanno per fortuna rarefacendo temporalmente».

  • Sia, Gorno Tempini: volontà indicate chiaramente

    Il consiglio di amministrazione di Sia, il gruppo attivo nel settore dei pagamenti, controllato da Cdp, «ha chiaramente comunicato quello che è suo intendimento: favorire la crescita della società attraverso un rafforzamento patrimoniale che passa dalla quotazione ed eventualmente attraverso operazioni di finanza straordinaria». Lo ha detto il presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Gorno Tempini, a margine dei lavori della 26esima edizione del Congresso Assiom Forex, in corso a Brescia, sottolineando che «queste sono valutazioni che come azionisti ci sentiamo di condividere pienamente».

  • Visco, positiva la riduzione dei titoli di Stato dai bilanci

    Negli ultimi mesi, con il miglioramento delle condizioni di mercato - osserva il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al congresso Assiom-Forex - le banche hanno ridotto la consistenza dei titoli di Stato nei propri bilanci; alla fine di dicembre, al netto di quelli detenuti dalla Cassa Depositi e Prestiti, essa ammontava a 313 miliardi, il 9,8 per cento del totale delle attività; aveva raggiunto il picco di 403 miliardi all’inizio del 2015. Dallo scorso maggio, in particolare, gli intermediari hanno effettuato vendite nette per quasi 40 miliardi. Trova conferma la capacità delle banche di agire in controtendenza rispetto al mercato. Visco osserva poi che nei primi nove mesi del 2019 la redditività delle banche è aumentata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al netto delle componenti straordinarie il Roe è salito in media dal 5,8 al 6,6 per cento, anche se è ancora inferiore al costo del capitale di rischio. Continua a rafforzarsi la base patrimoniale: a settembre il coefficiente relativo al capitale di migliore qualità (Cet1 ratio) si è attestato in media al 13,6 per cento, contro il 13,3 della fine del 2018.

  • Visco, bisogna chiarire i rischi ai risparmiatori alla ricerca di rendimenti

    «La ricerca di rendimenti da parte dei risparmiatori, e quella di risorse finanziarie da parte delle piccole e medie imprese, stanno determinando un ampliamento dell’offerta di strumenti di investimento rivolti anche a investitori non professionali, che devono essere messi in grado di comprendere appieno i maggiori rischi, anche con riferimento alle strutture di costo degli stessi». Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo al 26esimo congresso Assiom Forex. Le vicende che nel corso degli ultimi anni hanno interessato alcune banche in crisi, prosegue, «hanno portato al centro del dibattito il tema della tutela dei clienti di prodotti bancari e finanziari». Secondo Visco è importante che «accanto alle iniziative legislative e agli interventi di vigilanza volti a migliorare la qualità delle informazioni sulle caratteristiche, sui costi e sui rischi dei prodotti offerti, gli intermediari definiscano la propria strategia di collocamento dando priorità alle esigenze delle clientela».

  • Visco: per le assicurazioni l’impatto dei tassi bassi è stato limitato

    «Le compagnie di assicurazione hanno risentito in misura limitata del basso livello dei tassi di mercato», osserva ancora il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al congresso Assiom-Forex. «Le strategie prudenti adottate in passato, volte ad allineare la durata finanziaria delle attività con quella delle passività, ne hanno contenuto l’effetto sui bilanci; nel più lungo periodo i rischi potranno essere contrastati attraverso una maggiore diversificazione delle attività in portafoglio e continuando ad adattare al mutato contesto di mercato gli impegni nei confronti degli assicurati».

  • Visco, sono offensive le accuse di aver favorito la Popolare di Bari

    «Considero privo di fondamento e altamente offensiva l’insinuazione di una estrema accondiscendenza dei vertici della Banca d’Italia» verso la Popolare di Bari, sottolinea il governatore Ignazio Visco parlando all’Assiom Forex. Per Visco secondo cui «è di impossibile comprensione» l’ipotesi di «conflitto di interessi» dell’istituto centrale fra funzione di vigilanza e concessione della linea straordinaria di liquidità alla Bari perché «regolate da norme della Bce».

  • Visco, l’Italia è un Paese ricco di tradizione, non si avvilisca

    L’Italia è un Paese «ricco di storia, di tradizione e diversità, che vanno non solo ricordate ma vissute». Così il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco parlando a braccio durante il suo discorso all’Assiom Forex. «Credo - ha aggiunto - sia molto importante non avvilirsi nel ricordo degli anni difficili che hanno accompagnato quest’ultimo periodo».

  • Visco, politica monetaria è stata efficace, il tiering non ha generato tensioni

    «L’introduzione del sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve bancarie in eccesso rispetto a quelle obbligatorie», il cosiddetto tiering, è «avvenuta senza generare tensioni» e «mira a preservare la capacità delle banche di fornire credito a imprese e famiglie». Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo al 26esimo congresso Assiom Forex. Visco ha notato che «il meccanismo di trasmissione della politica monetaria continua a funzionare in modo efficace, sostenendo investimenti e consumi. La riduzione del tasso applicato sui depositi delle banche presso l’Eurosistema - ha aggiunto - si è traslata sui rendimenti di mercato a breve termine e la ripresa degli acquisti netti di attività finanziarie ha esercitato una nuova pressione al ribasso su quelli a lungo termine». Visco ha infine ricordato che l’annunciata revisione della politica monetaria Bce «sarà svolta attraverso analisi accurate e con spirito di apertura; dovrà valutare se ci sono elementi che richiedono un aggiustamento, considerando che, in un quadro di profondi cambiamenti strutturali nel mondo e nell’area dell’euro, le sfide connesse con gli attuali bassi livelli di inflazione sono diverse rispetto a quelle, ormai storiche, legate a un’inflazione elevata».

  • Visco, difficile valutare impatto sul Pil del coronavirus, non escludiamo nulla

    «Stiamo valutando l’impatto del coronavirus sull’economia italiana, è difficile stimarne gli effetti» che comunque «potrebbero essere temporanei e contenuti» a «pochi decimi di Pil, ma non si possono escludere effetti più grandi». Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo al 26esimo congresso Assiom Forex. Ai fattori di rischio sull’economia, prosegue il governatore, si sono infatti aggiunte «le possibili ricadute della diffusione del nuovo coronavirus, specie sull’economia cinese che negli ultimi anni è stata uno dei principali motori della crescita mondiale».

  • Visco, acquisto Refinitiv da parte di Lse non pregiudichi il pubblico interesse

    «Nell’esercizio delle prerogative assegnate dall’ordinamento, le autorità italiane seguono con attenzione gli sviluppi dell’operazione» di acquisizione di Refinitiv da parte del London Stock Exchange, controllante di Borsa Italiana. Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo al 26esimo congresso Assiom Forex. «Le sue implicazioni per le società controllate in termini di governance, assetti organizzativi, equilibri finanziari e indirizzi strategici - ha messo in guardia - non dovranno pregiudicare la tutela degli obiettivi di pubblico interesse». Visco ha poi ricordato che «le società che gestiscono le infrastrutture dei mercati finanziari italiani» sono «inserite in un gruppo che fa capo alla Borsa di Londra, ormai insediato al di fuori dell’Unione europea».

  • Visco, la vigilanza sulle banche piccole è intensa, no connivenze né dirigismo

    L’azione di vigilanza della Banca d’Italia, «anche sulle banche di piccola dimensione, è intensa. È condotta nell’ambito dei poteri assegnati all’autorità di controllo e nel pieno rispetto della natura di impresa dell’attività bancaria, oltre che delle disposizioni di legge, senza volontà dirigistiche né connivenze». Così il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nel testo dell’intervento al congresso Assiom-Forex dove non cita esplicitamente l’ultima crisi della Popolare di Bari. Visco spiega che nel gestire i casi di difficoltà la Vigilanza utilizza e dosa con cura tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione dell’autorità di controllo. L’intensità delle misure correttive imposte agli intermediari è strettamente commisurata al grado di deterioramento delle situazioni aziendali. Gli interventi di successo non finiscono sui giornali; sono la maggioranza, ma non possono essere la totalità».

  • Visco: in Italia l’effetto dei bassi rendimenti è stato finora neutrale

    «In Italia gli effetti dei bassi rendimenti sugli intermediari finanziari sono stati finora pressoché neutrali. Per le banche l’impatto negativo sui margini di interesse è stato compensato da quello favorevole sulla quantità e sulla qualità del credito». Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo al 26esimo congresso Assiom Forex. A queste dinamiche, ha aggiunto, «si è accompagnato un aumento dei ricavi da commissioni: queste - ha messo in guardia Visco - devono riflettere l’utilità e l’efficacia dei servizi offerti alla clientela, non effimere posizioni di rendita».

  • Visco: l’economia ristagna da un anno, ai rischi si aggiunge il coronavirus

    In Italia «l’attività economica sta sostanzialmente ristagnando dai primi mesi del 2018, anche a seguito del rallentamento registrato a livello europeo e globale. I segnali provenienti dagli indicatori congiunturali più recenti sono contrastanti» osserva il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che ricorda le proiezioni della Banca d’Italia «crescita molto contenuta quest’anno e più elevata nel prossimo biennio» ma molto dipenderà dall’andamento dell’economia globale e dei nostri principali partner nell’interscambio europeo.

    Le dispute commerciali internazionali si sono attenuate ma sono cresciute le tensioni geopolitiche, anche se con conseguenze finora limitate sulle quotazioni petrolifere. Restano ancora da definire, nel periodo transitorio che si concluderà alla fine dell’anno, i termini dei futuri rapporti economici tra l’Unione europea e il Regno Unito, uscito formalmente dall’Unione lo scorso 31 gennaio.
    Ai fattori di rischio si sono ora aggiunte le possibili ricadute della diffusione del nuovo coronavirus, specie sull’economia cinese che negli ultimi anni è stata uno dei principali motori della crescita mondiale. L’effetto potrebbe essere contenuto in pochi decimi di punto percentuale non si può escludere effetti più grandi».

  • Visco: serve un taglio delle spese e la razionalizzazione della rete

    I due gruppi bancari nati dalla riforma del credito cooperativo (Iccrea e Cassa Centrale), «che quest’anno saranno assoggettati al comprehensive assessment da parte della Bce, devono procedere con tempestività alla riduzione delle spese e alla razionalizzazione della rete distributiva, affrontando con decisione i casi di singole Bcc in difficoltà». Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo al 26esimo congresso Assiom Forex. Visco sottolinea che il Meccanismo di vigilanza unico è «consapevole del fatto che alle banche cooperative non si può richiedere di conseguire gli stessi obiettivi di redditività degli altri intermediari; ciononostante - sottolinea - quest’ultima deve essere sufficiente a mantenere adeguati livelli di capitale, indispensabili per continuare a finanziare con efficacia l’economia».

  • Visco: deficit fiducia pesa su spread, politiche guardino oltre l’anno

    C’è un deficit di fiducia sull’Italia «che pesa, ancor più di quello dei conti pubblici, sullo spread Btp-Bund e sull’iniziativa privata. Per rimuoverlo il Paese ha bisogno di “politiche economiche che guardino oltre l’orizzonte annuale del bilancio pubblico». Così il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nell’intervento al congresso Assiom-Forex. Per sostenere la crescita, una «definizione di un quadro organico di riforma entro il quale inserire i singoli interventi può da sé fornire un impulso espansivo» aggiunge Visco.
    Il problema, nota il Governatore, è che «non si è ancora riusciti a sconfiggere la cronica vulnerabilità legata alle prospettive di medio termine della finanza pubblica e della crescita economica. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e le corrispondenti obbligazioni tedesche, sceso al di sotto dei 140 punti base, resta quasi il doppio di quello registrato dai titoli pubblici di paesi come la Spagna e il Portogallo». Il motivo secondo il numero uno della Banca d’Italia è che pesano “le incognite sull’attuazione o sulle eventuali misure sostitutive degli aumenti dell’Iva con le clausole di salvaguadia nel 2021 e 2022 e timori ancora presenti su alcune tendenze della spesa corrente; vi si aggiungono valutazioni pessimistiche sul potenziale di crescita della nostra economia che presumono una carenza nella capacità di intraprendere le azioni di riforma che possono liberare le risorse produttive del Paese. Sono percezioni che vanno contrastate migliorando il contesto per l’attività imprenditoriale e per l’innovazione, riducendo l’incertezza, anche normativa, che frena gli investimenti privati, fondando gli interventi in materia di tassazione su una visione complessiva del sistema tributario, dando piena attuazione al programma di investimenti pubblici del Governo.

  • Castagna: «Banco Bpm ha svoltato, ora un piano per crescere»

    Secondo Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm, l’istituto ha appena chiuso tre anni «sopra le aspettative sia in termini di redditività che di capitale» e ora può guardare al futuro «con grossa tranquillità». A breve verrà approvato il nuovo piano, che «sarà focalizzato sull’attività ordinaria». Grandi aggregazioni? «Siamo gli unici ad averla fatta, ora vorremmo fare un anno stand alone per lavorare in tranquillità sulla crescita».

  • Bariatti: «Mps è sana, con scissione crediti pronti a fusioni e acquisizioni»

    Stefania Baratti, presidente di Banca Mps, sottolinea come i conti 2019 siano «molto positivi e dimostrano la vitalità della banca e la volontà di tornare sul mercato». «Siamo una banca solida e sana, che lavora - aggiunge - e una volta chiusa la maxi scissione di crediti deteriorati, un’operazione importante per evitare ulteriori rettifiche, tutte le opzioni strategiche saranno sul tavolo dell’azionista».

  • Marco Bertotti (segretario generale Assiom Forex): Italia fuori dalla speculazione, spread resterà sotto quota 150

    Per il segretario generale Assiom Forex, Marco Bertotti, l’Italia è uscita dal radar della speculazione portando a una «compressione dello spread e dei rendimenti dei titoli decennali ormai vicini ai minimi da 4 anni». Per quanto riguarda le prospettive per le borse- che sono ormai tornate ai livelli pre coronavirus- «i nostri operatori prevedono stabilità». Anche sul fronte delle prossime mosse delle banche centrali, gli operatori «non si aspettano novità. La Bce non si muoverà fino ad autunno e anche la Fed restera’ in stand by».

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