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Gas: dal Tap 9,5 miliardi di metri cubi, 12 nel 2023

Approvvigionamento, stoccaggi, bollette: le ultime novità dall’Italian Energy Summit organizzato dal Gruppo 24 Ore

6' di lettura

«C'è una situazione di difficoltà complessiva e fisiologica che dobbiamo affrontare. Proprio in questo momento è importante che ci sia una grande presenza nei ruoli di responsabilità, anche in questa fase di transizione politica», ha detto il presidente di Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) Stefani Besseghini, intervenendo all’Italian Energy Summit organizzato da 24 Ore Eventi in collaborazione con il Sole 24 Ore, alla vigilia della comunicazione da parte dell’Autorità delle variazioni del prezzo dell’elettricità per il mercato tutelato.

Rincari in bolletta dal 1° ottobre

«L'urgenza delle decisioni è inalterata, per esempio con la scadenza dell'anno termico. L'Autorità ha cercato di fare il massimo, nel limiti del ruolo di un regolatore, per cercare di rendere la situazione flessibile e adattabile al momento che si sta affrontando», ha aggiunto, sottolineando gli inevitabili aumenti rilevanti delle bollette legati al caro materie prime: dal 1° ottobre sono infatti attesi nuovi rincari per luce e gas del mercato tutelato.

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«Andremo incontro a una variazione estremamente rilevante per i consumatori, che si inseriscono in un quadro rilevante di variazione di tutto il sistema», conferma, aggiungendo: «Gli interventi per tutelare i consumatori vulnerabili avranno un ruolo per cercare di mitigare impatti, ma sarà un ruolo marginale perché le crescite che abbiamo conosciuto sono state importanti».

Stoccaggi a livello «prima del previsto»

Per quanto riguarda la campagna degli stoccaggi gas, il presidente di Arera ha osservato che «interventi combinati di governo, autorità, operatori e ha raggiunto gli obiettivi indicati», nonostante si pensasse a un certo punto che «fosse a rischio». Aver raggiunto il livello in obiettivo «prima del previsto», (in ottobre, ndr) è una condizione «positiva ma non bisogna mai pensare che il lavoro sia concluso», ha continuato Besseghini.

«Sugli stoccaggi avevamo un obiettivo del 90% e siamo molto avanti, ormai ci siamo: come sistema è stato fatto un lavoro egregio», ha confermato Stefano Venier, ceo di Snam, intervenendo durante i lavori: «Questo ci dà spazio per fare un passo in più: aggiungere in stoccaggio anche mezzo miliardo di metri cubi in più non solo ci dà una riserva aggiuntiva per l'inverno, ma aumenta la pressione nei gasdotti e ci dà la possibilità di erogare il gas con una velocità superiore», ha aggiunto. Il nuovo rigassificatore di Piombino, ha anche precisato il manager, «sarà disponibile per la prossima estate»: «Abbiamo la scadenza del 30 ottobre per il via libera e non ho motivo in questo momento che non si possa chiudere positivamente. Poi - ha aggiunto - avremo per Piombino sei mesi di intenso lavoro».

Starace (Enel): tetto al prezzo del gas e garanzie pubbliche

«Bisogna mettere un tetto, seppur temporaneo, alla volatilità dell'indice Ttf del gas: uno strumento fondamentale per ricondurre alla normalità il prezzo del gas che oggi è assolutamente sconnesso dal suo effettivo valore». Lo ha detto Starace, Ceo di Enel, partecipando all’Italian Energy Summit. «Mi auguro che in Europa si arrivi a definire questa misura, sostenuta in primis dal Governo italiano, che rimedi a una situazione che è causa del blocco di ingenti quantitativi di liquidità da parte delle imprese energetiche per onorare gli impegni che hanno preso sulla Borsa del gas per coprire il rischio generato della volatilità».

Starace ha anche auspicato un intervento del Governo, per esempio con lo strumento delle garanzie pubbliche, per supportare il sistema bancario nell'erogazione di liquidità alle imprese del settore energetico, alle prese con problemi di circolante. «In alcuni paesi l'esecutivo è intervenuto, dovrebbero farlo tutti, anche il Governo italiano, per mettere tutti sullo stesso piano». «Al momento non ci sono impatti sugli investimenti ma se gli attuali problemi si prolungano potrebbero esserci nei prossimi anni», ha aggiunto il manager.

Il numero uno di Enel ha definito le fughe di gas dai gasdotti Nord Stream un «episodio molto preoccupante», spiegando che è «una vicenda che appartiene a un fenomeno non più industriale ma legata ad altre cose, a un uso strumentale dei meccanismi di mercato che non vengono più usati per bilanciare domanda e offerta ma per cose che seguono una logica diversa rispetto a portare gas in Europa».

Descalzi (Eni): diversificazione per liberarci dal gas russo

Volumi aggiuntivi, rigassificatori e ottimizzazione dell'efficienza industriale ci porteranno a liberarci dall'importazione di gas dalla Russia, ma non dobbiamo dipendere da un solo Paese che è una cosa negativa per l'Italia: potere utilizzare delle risorse scoperte e sviluppate, in cui Eni ha investito, almeno a monte ci dà sicurezza che quelle risorse ci sono e ci saranno», ha detto Claudio Descalzi, ceo di Eni, intervenendo all'evento.

Dall'inizio della crisi in Ucraina «come Eni siamo stati molto rapidi sulla diversificazione dei fornitori di gas, l'Algeria ha più che raddoppiato il suo contributo, ci darà 3 miliardi addizionali da questo inverno e arriveremo a regime a 9 miliardi in più: complessivamente il contributo del Paese sarà di 20 miliardi e rimpiazzerà, per noi, buona parte del gas russo».

«I grandi contributori di gas prima della crisi erano Russia, Algeria e una parte della Norvegia e il Tap. Tutto questo è dovuto cambiare, oltre all'Algeria anche la Norvegia quest'anno arriverà già a 4 miliardi. Poi si sono aperti capitoli da zero come Egitto, Qatar, Nigeria, Angola, Congo, Indonesia e Mozambico. Servono però rigassificatori, che oggi sono completamente saturi visto che sul 2022 avremo già 10 miliardi addizionali di gas che nel 2023 diventeranno 17,6 miliardi, di cui 7 da Lng che devono trovare posizionamento», ha aggiunto Descalzi.

Donnarumma (Terna): è ora di investire in rinnovabili

«Se vogliamo veramente fare un passo in avanti e dare una risposta concreta alle problematiche del caro energia e della sicurezza energetica, cercando di renderci indipendenti dal gas, serve un massiccio programma di investimenti in rinnovabili e accumuli: non possiamo tergiversare ulteriormente», ha commentato l'amministratore delegato di Terna, Stefano Donnarumma, intervenendo all'Italian Energy Summit.

«Coerentemente con il suo ruolo di regista del sistema elettrico nazionale, oltre a investire 18 miliardi di euro nei prossimi dieci anni per sviluppare la rete e abilitare le fonti rinnovabili, Terna ha da tempo evidenziato la necessità di promuovere lo sviluppo di capacità di accumulo di grande taglia, fondamentale per accumulare grandi volumi di energia nelle ore centrali della giornata, quando la produzione del fotovoltaico è strutturalmente sovrabbondante, per restituirla soprattutto nelle ore serali e notturne. Per realizzare gli accumuli previsti dal PNIEC al 2030 si può stimare un investimento complessivo necessario pari a circa 15 miliardi di euro che porterà un duplice beneficio: da un lato avrà un impatto positivo sul PIL pari a oltre 40 miliardi di euro; dall'altro, grazie agli accumuli, sarà possibile immettere in rete circa 16 terawattora all'anno di energia rinnovabile che altrimenti sarebbe “tagliata” e sostituita da produzione a gas, con un costo addizionale di oltre 2 miliardi di euro all'anno. Negli ultimi dieci anni, tuttavia, gli investimenti in questo comparto sono stati insufficienti», ha aggiunto il manager.

Rinnovabili e accumuli consentiranno dunque un'importante riduzione della bolletta: «Se già oggi il prezzo dell'energia elettrica fosse dipendente solo dal costo industriale delle fonti rinnovabili e non – come oggi accade – ancorato al costo della produzione a gas, il prezzo di riferimento della componente energia della bolletta dell'ultimo trimestre sarebbe inferiore di quasi il 90%», ha concluso Donnarumma.

Merli (Erg): Europa può diventare prima per rinnovabili

«La situazione sul fronte energetico è drammatica ma l'Europa ha una straordinaria opportunità: diventare il primo continente a trazione rinnovabile nei prossimi 5-10 anni. Solare ed eolico potrebbero sostituire il gas». Così Paolo Merli, ad di Erg, è intervenuto durante l'Italian Energy Summit. Questo, ha spiegato, è un «momento unico per l'Italia e per l'Europa, che è la vittima di questa situazione geopolitica. Lo dimostrano le valute, con euro e sterlina svalutate del 20% contro il dollaro. In Italia siamo in una fase di transizione democratica che però rallenta la transizione energetica». «Ci auguriamo che il nuovo Governo prenda posto rapidamente, scelga figure credibili nei ministeri chiave e si metta subito al lavoro perché ci sono elementi di grande difficoltà da risolvere. In ogni caso, il fatto che la tematica energetica sia sul tavolo europeo mi tranquillizza di più», ha fatto notare Merli.

Monti (Edison): nucleare va rimesso in agenda

«Il tema del nucleare va rimesso in agenda. Potrebbe dare un contributo a mix energetico del Pease». Lo ha detto Nicola Monti, ad di Edison, partecipando ai lavori. Inoltre, ha continuato, «bisogna continuare a investire in modo selettivo nella diversificazione» delle fonti di approvvigionamento. Il gas naturale dalla Russia rappresenta «il 7% del nostro portafoglio e dall'anno prossimo sarà sostituito con gas naturale liquefatto in arrivo dagli Stati Uniti».

Dal Tap 9,5 miliardi di metri cubi

«Il gasdotto Tap ha già trasportato 16 miliardi di metri cubi di gas, di cui 14 all'Italia. Incrementa la sicurezza degli approvvigonamenti, questa è una nuova rotta alternativa, anche se quando siamo partiti con l’infrastruttura questo tema non era percepito in modo così importante. Stiamo aumentato la liquidità sul mercato italiano ed europeo», lo spiega Luca Schieppati, managing director di Tap, intervenendo all'Italian Energy Summit. «Con i volumi che stiamo trasportando in Italia quest'anno porteremo più di 9,5 miliardi di metri cubi, 2,5 in più rispetto all'anno scorso, rispettando il contributo chiesto a Tap dal Governo: questo comporterà ulteriori possibilità, stiamo cercando di incrementare ulteriormente i volumi, il presidente dell'Azerbaigian, ha detto che l'anno prossimo saliremo a 12 miliardi di metri cubi».

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