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Bestiario gialloverde: enciclopedia minima di gaffe e bufale M5S-Lega

di Francesco Prisco


Dai “bari” al bacio Di Maio-Salvini, quando la street art parla di politica

8' di lettura

Bufale, provocazioni, gaffe, situazioni imbarazzanti il cui clamore, in più di una circostanza, ha abbondantemente superato i confini nazionali. L’anno che ci lasciamo alle spalle è stato generosissimo di tutto questo: con Movimento 5 Stelle e Lega, i partiti usciti vincitori dalle elezioni del 4 marzo 2018, l’«incidente diplomatico» da episodio è diventato una vera e propria costante delle giornate politiche. Vi regaliamo un’enciclopedia minima degli scivoloni cui abbiamo assistito negli ultimi 365 giorni. Una specie di «bestiario» del potere gialloverde. Dalla a di «agente provocatore» alla z di «zero per cento».

GUARDA IL VIDEO. Il graffito del «bacio» tra Salvini e Di Maio

Agente (provocatore). Settembre 2018, il vicepremier Luigi Di Maio lancia la legge «Spazzacorrotti». Su Facebook, ovviamente, in una specie di lettera aperta intestata ai «cari corrotti, cari corruttori». L’arma segreta contro il malaffare? L’agente provocatore. «Mentre ti propongono la tangente - posta Di Maio - ci potrebbe essere un infiltrato delle forze dell’ordine proprio al tuo fianco perché pensi che faccia parte della combriccola. E invece è lì per arrestarti, un moderno Donnie Brasco». Altro che politica: qua è tutto un cinema.

Una scena del film «Donnie Brasco»

Battisti (Cesare). Dopo una latitanza durata 37 anni, il 15 gennaio 2018, grazie ai buoni uffici del nuovo governo brasiliano guidato da Bolsonaro, atterra in Italia Cesare Battisti, terrorista rosso pluriomicida cui lo Stato dava la caccia invano. L’atterraggio, con i ministri dell’Interno Matteo Salvini e della Giustizia Alfonso Bonafede ad attenderlo all’aeroporto, va in diretta streaming sui profili dei rispettivi membri del governo. Bonafede si supera, pubblicando in serata un montaggio degli highlights di quella che per lui è «una giornata che difficilmente dimenticheremo» con tanto di sottofondo musicale. La gogna pubblica nell’epoca dei social network. Alla faccia dei diritti dei detenuti.

Re-impatrio «in streaming» per Cesare Battisti (Ansa)

Censimento (dei raccomandati). Come sorpassare a sinistra il collega Salvini che ti ruba costantemente la scena mediatica? Di Maio, ospite di «Porta a Porta» nel giugno 2018, s’inventa un «censimento dei raccomandati nella pubblica amministrazione». Idea spot di cui non ci sarà traccia nei provvedimenti del governo, ovviamente. Per giunta irrealizzabile: sradicare i raccomandati dall’italica Pa riesce persino più difficile che trovare la copertura per il reddito di cittadinanza. Perché la raccomandazione è pratica antica e trasversale, non sempre efficace ma di sicuro contagiosa.

VAI AL DOSSIER. 4 marzo 2019, cosa è cambiato a un anno dalle elezioni

Debito (cancella il). È il maggio del 2018, al centro della scena c’è il dibattito intorno al contratto di governo Lega-M5S. Come rimettere in sesto le casse statali? Nel testo in via di stesura spunta una misura rivoluzionaria: colpo di spugna al debito con la richiesta alla Bce di annullare bond per 250 miliardi. Cancella il debito, insomma. Come Jovanotti che, a Sanremo 2000 nelle vesti di superospite, chiedeva l’azzeramento del debito dei Paesi poveri. Geniale. Come avevamo fatto a non pensarci prima?

Sanremo 2019. Lo sketch in cui Virginia Raffaele avrebbe «evocato» Satana (Ansa)

Esorcismo. Febbraio 2019, lunghissima coda di polemiche a Sanremo. L’esorcista don Aldo Buonaiuto accusa Virginia Raffaele: in uno dei rarissimi sketch comici veramente riusciti dell’edizione, avrebbe addirittura evocato per cinque volte Satana. Per carità: don Aldo è esorcista e fa il suo mestiere. Si capisce meno, però, il post che Salvini poco più avanti si sentirà in dovere di pubblicare su Facebook: «Capisco e condivido le preoccupazioni espresse da don Aldo Buonaiuto. Non bisogna sottovalutare il problema delle sette sataniche e serve affidarsi agli esperti che ci aiutano a combatterlo. È un fenomeno preoccupante, apparentemente lontano dalla esperienza quotidiana, eppure molto più vicino e più frequente di quanto si pensi», continua l’inquilino del Viminale. Poveri diavoli: anche per voi è finita la pacchia.

Di Battista sventola il franco Cfa in diretta a «Che tempo che fa»

Franco (africano). Alessandro Di Battista per un anno ha girato il mondo. Quanto ci è mancato! Per farsi perdonare, ospite a «Che tempo che fa» nel gennaio 2019, sventola un Franco Cfa, moneta comune a tutte le ex colonie francesi d’Africa. Secondo l’esponente pentastellato e l’altro dioscuro del Movimento Di Maio, sarebbe una delle principali cause di emigrazione dall’Africa. Peccato che a leggere i dati di Viminale, Eurostat e Frontex non emerga alcuna connessione tra la moneta e il fenomeno. Più che una notizia, quella diffusa da Di Battista e Di Maio, è una femmina di Syncerus caffer. Volgarmente detta bufala africana.

Il premier Giuseppe Conte al termine del sopralluogo tra le macerie del Ponte Morandi (Ansa)

Giustizia (tempi della). Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, non è politico di professione. Nessuno lo rimproveri se si autodefinisce presidente della Repubblica (11 febbraio 2019) o se, quasi novello Baudelaire, confonde paradisi fiscali e «paradisi artificiali» (12 febbraio 2019). Conte di mestiere fa l’avvocato, capisce di leggi e codici. Poi però succede che nell’agosto del 2018 crolla il ponte di Genova e si lascia prendere dall’emotività. Ed ecco il premier annunciare la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia: «Non possiamo attendere i tempi della giustizia penale». Lo chiamavano garantismo.

Higuain in campo con il Chelsea (Ap)

Higuain. In Italia esisterà mai qualcuno che odia l’ex attaccante di Napoli, Juventus e Milan più dei tifosi napoletani? A quanto pare sì e si chiama Matteo Salvini: «Spero che non si faccia più vedere a Milano, si è comportato in maniera indegna. Non mi piacciono i mercenari», dichiara alla radio all’indomani della cessione del centravanti argentino al Chelsea il ministro dell’Interno. Giusto per provare a usare un eufemismo: non esattamente un tema di competenza del ministero dell’Interno. Perché il problema, in Italia, non è l’ultrà in sé, ma l’ultrà in me.

Alberto Bonisoli, ministro dei Beni culturali (Ansa)

Infestanti (piante). Basta con le chiacchiere da bar: le grandi migrazioni sono processi culturali, lasciamo che ne parlino gli uomini di cultura. Il ministro dei Beni culturali gialloverde Alfredo Bonisoli, per esempio. Che a settembre 2018 si inerpica su una suggestiva metafora botanica: «Quando arrivano alcune specie di piante da fuori, se non c’è un processo artificiale che regola l’acclimamento, la specie diventa un infestante e manifesta i suoi effetti negativi». Ok, torniamo pure a parlarne al bar.

Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli a Genova dopo il crollo del ponte Morandi (Ansa)

Luogo vivibile (il nuovo ponte Morandi). A Genova crolla il ponte, subito sale in cattedra il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: «Non vogliamo solo rifare velocemente il ponte Morandi, ma anche renderlo un luogo vivibile, un luogo di incontro in cui le persone si ritrovino, possano vivere, giocare, mangiare». Sopra o sotto il ponte autostradale in questione, caro ministro?

Il vicepremier Luigi Di Maio (Ansa)

Medusa. Quando parla di temi universali, il vicepremier Di Maio s’infervora. Parla di acqua e discetta: «Serve una rivoluzione culturale, l’acqua è un bene primario, se pensiamo che il corpo umano è costituito, per più del 90%, di acqua». Peccato che il dato corretto si collochi tra il 60 e il 70 per cento. Non disperiamo, tuttavia: può essere che il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico abbia in gran segreto aderito all’ennesima corrente anticomplottista di area pentastellata. Tra terrapiattisti e teorici delle scie chimiche, stai a vedere che c’è pure chi sostiene che l’essere umano sia una particolarissima specie di medusa.

Netflix. Poche chiacchiere: quello gialloverde è il governo del cambiamento. Sostiene le novità, promuove l’innovazione: ha da venire «una Netflix italiana», dice Di Maio, una Tv in streaming che sia «un volano importante per far conoscere il nostro stile di vita e per far ripartire la nostra industria culturale». E infatti non esiste una Netflix italiana. Ne esistono almeno cinque: Ray Play, Infinity Tv, Now Tv, Chili Tv e The Film Club. Mettetevi comodi e buona visione.

Il ministro della Salute Giulia Grillo (Ansa)

Obbligo (flessibile). Quello dei vaccini è un argomento serio per qualsiasi ministro della Salute che si rispetti. La base del Movimento 5 Stelle è storicamente critica nei confronti dei vaccini, spesso additati come pericolosa invenzione delle big pharma che si arricchiscono sulla pelle dei cittadini. La difficile sintesi se la intesta Giulia Grillo, ministro pentastellato alla Salute: per i vaccini dovrà esserci «un obbligo flessibile». Quando si dice governare con l’ossimoro.

Il vicepremier Luigi Di Maio festeggia sul balcone di Palazzo Chigi la Manovra del Popolo (Ansa)

Povertà (abolizione della). «La storia», diceva il Poeta, «non si ferma davvero davanti ad un portone». Al massimo sale sul balcone: quello austero di Palazzo Chigi dal quale, il 27 settembre 2018, Di Maio festeggia il varo della Manovra del Popolo con reddito di cittadinanza incorporato. «Abbiamo abolito la povertà», afferma solenne. Massimo rispetto per le cariche istituzionali ricoperte, ma di fronte a certe parole qualsiasi individuo di buonsenso non può che porre all’interlocutore che le proferisce una fatidica domanda: ci sei o ci fai?

Il vicepremier Matteo Salvini, grande promotore di quota 100 (Ansa)

Quota 100. «Chiedete alle persone che incontro e che mi dicono grazie se preferiscono restare sotto sequestro della Legge Fornero ancora per uno, due, tre o quattro anni. Oppure se preferiscono di poter scegliere se recuperare quanto hanno versato», sono le parole con cui Salvini lancia quota 100. Poi quota 100 arriva per davvero, ma non supera affatto la Fornero: è una finestra che resta aperta per uno, due, tre anni, solo se hai 62 anni d’età e almeno 38 di contributi. Per tutti gli altri: Fornero, what else?

Il post Instagram con cui Elisa Isoardi dice addio a Salvini

Rispetto (dell’amore vero che c’è stato). Entrare nelle stanze del potere è l’emozione che tutti i narratori vorrebbero provare. Certe stanze, però, sarebbe meglio che rimanessero chiuse. Quella che appare nella celebre fotografia che Elisa Isoardi pubblica su Instagram per dire addio a Salvini, per esempio: «Non è quello che ci siamo dati a mancarmi, ma quello che avremmo dovuto darci ancora. Gio Evan. Con immenso rispetto dell’amore vero che c’è stato. Grazie Matteo», scrive la conduttrice televisiva. Il rapporto tra corpo e potere era un ambito d’indagine cui era affezionatissimo il filosofo Michel Foucault. Ah, se avesse fatto in tempo a vedere Salvini al governo...

Mahmood vince il 69esimo Festival di Sanremo (Ansa)

Sanremo. Ultima edizione da incorniciare: vince Mahmood, al secolo Alessandro Mahmoud, ragazzo milanese di padre egiziano. Come nulla ti spunta un dibattito sovranista e anti-elitario. «Mahmood... mah! La canzone italiana più bella? Io avrei scelto Ultimo, voi che dite?», twitta Salvini. Anche Di Maio aggiunge la sua. E se la prende con la giuria di qualità: «Per l’anno prossimo, il vincitore deve essere scelto solo dal televoto», scrive su Facebook. Parafrasando Churchill, gli italiani perdono le guerre come fossero Sanremo e Sanremo come fosse una guerra.

Tunnel (del Brennero). «Sapete quanti imprenditori italiani utilizzano con trasporto su gomma il tunnel del Brennero e purtroppo dobbiamo subire limitazioni settoriali da parte delle autorità del Tirolo che danneggiano fortemente la economia italiana?». Also sprach Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture. Peccato che il tunnel del Brennero sia un’infrastruttura in corso di costruzione. E un ministro delle Infrastrutture dovrebbe saperlo.

Di Maio «incorona» Lino Banfi membro della commissione italiana all’Unesco (Ansa)

Unesco. Muore Folco Quilici, l’Italia deve sostituire un suo rappresentante all’Unesco, agenzia delle Nazioni unite che tutela il patrimonio culturale del pianeta. Chi ci mettiamo? Di Maio non esita un secondo: Lino Banfi. Ma come? Il brigadiere Zagaria che «ama la mamma e la polizia» di tanti filmacci anni Settanta diventa commissario alla cultura? Com’è potuto succedere? Qualche retroscenista vuole che la destinazione iniziale del comico pugliese, già nonno d’Italia per gli offici da Nonno Libero nella serie Tv Un medico in famiglia, fosse l’Unicef. Ma con tutti questi acronimi dell’universo Onu si sa come va a finire: come nulla prendi una sigla per un’altra.

La foto con cui dalla tribuna di Facebook Salvini propone l’abolizione di San Valentino

Valentino (san). È il 14 febbraio 2019, san Valentino, festa degli innamorati. Non tutti gli italiani, tuttavia, hanno qualcosa da festeggiare. «Un abbraccio a tutte voi Amiche, che fate vivere, sognare e crescere questa Pagina e l’Italia. San Valentino? Avete ragione voi, probabilmente sarebbe una “festa” da abolire... Vi voglio bene!», scrive capitan Salvini su Facebook. Chi lo avrebbe mai detto: anche per i Baci Perugina è finita la pacchia.

Di Maio in missione diplomatica in Cina

Xi Jinping (per brevità chiamato Ping). Novembre 2018, missione diplomatica in Cina del vicepremier Di Maio. Da lui raccontata con dovizia di particolari su Facebook: «Ho ascoltato con molta attenzione il discorso del presidente Ping questa mattina e le sue parole parlano di un progetto di sviluppo di cui noi vogliamo essere protagonisti». Molta attenzione. Pure troppa: tanta da non accorgersi che il presidente cinese non si chiama Ping, ma Xi Jinping. O quello di Gigino era forse un diminutivo affettuoso?

Zero (per cento). Aprile 2018, la maggioranza gialloverde è di là da venire, il governo Conte è ancora qualcosa di inimmaginabile. Di Maio sgombra il campo da ogni dubbio: «C’è lo 0% di possibilità che il Movimento 5 Stelle vada al governo con Berlusconi e con l’ammucchiata di centrodestra», scrive su Facebook. «M’importa meno di zero», replica Salvini. Sappiamo tutti com’è andata a finire. Non sarà un «matrimonio» vero e proprio, ma è un abbraccio appassionato. Ci scappa pure un bacetto, come quello del murale che il graffitaro Tv Boy realizza, proprio in quei giorni, a pochi passi dal Parlamento.

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