DAL 1845

Besuschio, la pasticceria dov’è nato il panettone si trasforma in laboratorio del cioccolato

di Maria Tersa Manuelli

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Andrea e Giacomo Besuschio


2' di lettura

La pasticceria dove è “nato” il panettone milanese festeggia l'ingresso della sesta generazione e si rinnova, non solo nei locali. Nello storico locale di Abbiategrasso, fondato da Ambrogio Besuschio nel 1845 , entra Giacomo, da anni accanto al padre Andrea in laboratorio. Da settembre 2018 è anche al suo fianco nella guida della pasticceria di piazza Marconi. Venticinque anni e una laurea in Scienze dell'Alimentazione presso l'Università degli Studi di Milano, con una tesi sulle nuove coperture di cioccolato, Giacomo porta avanti la visione che vuole fare della Pasticceria Besuschio un locale sempre più all'avanguardia, aperto agli stimoli e alle suggestioni che ha raccolto nei suoi numerosi viaggi per il mondo.

Giacomo ha ereditato dal padre una precisione quasi maniacale nell'approccio alla pasticceria, ma anche la passione per il cioccolato: “se non potessi più lavorarlo non saprei che fare”, afferma. Papà Andrea, non a caso, è tra i maître chocolatier italiani più rinomati ed è proprio con il cioccolato che è riuscito ad esprimere tutta la sua creatività realizzando esperienze di gusto intramontabili come il “Porfido” un plumcake al cioccolato, le praline che seguono la stagionalità, le dragées e le spalmabili.

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Pasticceria Besuschio

La pasticceria
Il locale è stato completamente rinnovato, grazie al progetto dell'architetto Simone Colombo che, pur conservando i tratti più caratteristici degli spazi interni, ha trasformato gli ambienti in una vera e propria boutique, dove le creazioni sono valorizzate al meglio dietro le vetrine illuminate del bancone, come fossero gioielli. La ristrutturazione è iniziata due anni fa e oggi, oltre allo spazio di vendita, ha previsto la creazione di cinque laboratori dedicati a una diversa produzione (dolci dedicati al negozio, dolci dedicati al catering e cerimonia, laboratorio del cioccolato, dolci lievitati, produzione di gelati e dolci freschi). Cuore della pasticceria resta però il vecchio forno di famiglia a mattoni refrattari, composto da 60mila mattoni. Attivo da 80 anni, non viene mai spento. “Ricordo – racconta Andrea Besuschio – che i primi test per i panettoni erano stati fatti proprio in questo forno, tra il cavalier Motta, Alemagna e mio nonno. Allora si usavano degli stampi in carta-paglia che conservo ancora, assieme alle foto di loro tre e dei primi panettoni che tanto celebri diventeranno in seguito”.

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