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Beta Utensili, nuovo sito a Seregno Ricavi record e trattative per la F1

L’idea di scommettere sulla crescita futura prenotando in anticipo forniture e servizi ha determinato la disponibilità delle risorse necessarie per assecondare lo sviluppo

di Luca Orlando

A doppia cifra. Nell'anno in corso il gruppo brianzolo si attende ricavi in crescita del 25% a quota 210 milioni. Aumenti a doppia cifra sono previsti anche nel 2022

3' di lettura

Lo scorso anno la scelta strategica di Beta Utensili è stata precisa e non scontata: scommettere sulla crescita futura prenotando in anticipo forniture e servizi, in modo da avere tutte le risorse necessarie per assecondare lo sviluppo. Decisione vincente, alla luce dei risultati, che vedono il gruppo brianzolo nel 2021 superare per la prima volta la soglia dei 200 milioni di ricavi, un progresso del 25% rispetto allo scorso anno che porta il business ben oltre i livelli pre-Covid. «Oggi magari pare scontato - spiega il presidente e ad Roberto Ciceri - ma nei momenti più difficili della crisi scommettere su un rimbalzo veloce non lo era affatto.

Meglio del mercato

Grazie a quella impostazione stiamo sovraperformando rispetto al mercato, che è in crescita ma con valori più limitati. E siamo ora nelle condizioni di spingere ulteriormente l’acceleratore, approfittando anche nel 2022 di una situazione più favorevole rispetto a quella dei nostri concorrenti». Il mercato è quello degli utensili professionali, area vasta che abbraccia le manutenzioni industriali (la parte principale del business) ma anche ferramenta, o ancora le officine legate al mondo dell’auto. Canali serviti dal gruppo nato nel 1923 con una miriade di referenze diverse, oltre 20mila. Che spaziano dalla piccola chiave a brugola da pochi millimetri (la referenza più venduta in termini numerici) all’avvitatore pneumatico, l’articolo singolo che garantisce il fatturato più alto.

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Lo smaltimento degli ordini

«Negli anni abbiamo lavorato molto sull’organizzazione e sui flussi di lavoro - spiega Ciceri, quarta generazione imprenditoriale e socio di maggioranza con il 51% delle quote - con il risultato di smaltire gli ordini in estrema rapidità: nelle 24 ore le nostre misurazioni indicano un’efficienza del 97%». All’upgrade organizzativo interno si è accompagnata una crescita per linee esterne, con cinque acquisizioni realizzate in pochi anni, strada utilizzata anche per ampliare le linee di business. «Grazie alla nostra esperienza nel mondo delle corse abbiamo deciso di puntare sul segmento del design e del layout dei luoghi di lavoro, area in cui garantiamo ai clienti un servizio chiavi in mano per organizzare al meglio i propri spazi e le proprie attività.

Trattative con la Formula 1 in corso

In questo ambito siamo anche in trattative avanzate per diventare partner tecnici di una scuderia di Formula 1: non ci interessa avere un adesivo sulla vettura ma piuttosto comunicare la nostra competenza. Nel caso specifico nella gestione di un’officina, quella di un scuderia di Formula 1, in cui è richiesta la massima efficienza».Il prossimo anno le stime del gruppo vedono un altro progresso a doppia cifra, trend che spinge Beta Utensili ad un rilancio anche in termini di investimenti.

Alti margini

«Lavorando nella fascia alta di gamma i nostri margini sono interessanti - aggiunge l’imprenditore - ma questa ricchezza (in quattro anni quasi 50 milioni di utile netto ndr.) viene da sempre in massima parte reinvestita nella crescita. La forza della domanda, inconsueta rispetto al passato, ci spinge ad adottare piani ancora più aggressivi. Per questo, il prossimo anno inizieranno i lavori per un nuovo sito produttivo da 20mila metri quadri a Seregno, a pochi chilometri dalla nostra sede, un impegno di 18-20 milioni di euro che dal 2023 ci consentirà di avere nuovi spazi e più capacità produttiva».

Previsto l’aumento dell’organico

Prevedibile anche l’aumento dell’organico, arrivato a 900 unità dopo l’allargamento del perimetro grazie alle acquisizioni: nel 2016, anno del riassetto azionario con l’arrivo di Tip (Tamburi Investment Partners) e la riorganizzazione delle quote della famiglia, gli addetti erano poco più della metà. In prospettiva il gruppo guarda ad una possibile quotazione in borsa, target che era stato in effetti posto entro cinque anni dal riassetto azionario. «Le acquisizioni realizzate finora - aggiunge Ciceri - erano tutte alla nostra portata ma non escludiamo nel medio termine di realizzare operazioni più robuste. Qualora dovesse accadere, la quotazione potrebbe essere una strada utile. E avere a bordo un socio di grande esperienza finanziaria come Tamburi è da questo punto di vista un vantaggio in più».

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