Blue Origin

Bezos, un miliardo di azioni Amazon l'anno per andare nello spazio

di Biagio Simonetta

Foto Reuters

2' di lettura

Vendere un miliardo di azioni Amazon, ogni anno, per finanziare l'azienda spaziale Blue Origin con l'obiettivo di trasportare le persone nello spazio per un bel viaggio intorno alla terra. È quello che ha intenzione di fare Jeff Bezos, fondatore del famoso marketplace e secondo uomo più ricco al mondo, con un patrimonio netto stimato in più di 78 miliardi di dollari. L'annuncio è arrivato durante il 33° simposio annuale sullo Spazio a Colorado Springs, dove Bezos ha parlato della sua idea di turismo spaziale: «In questo momento – ha detto il Ceo di Amazon - il mio modello di business per Blue Origin è il seguente: vendo circa un miliardo di azioni Amazon all'anno e utilizzo il ricavato per finanziare questo progetto spaziale. Credo sia un modello di business molto robusto».

L'obiettivo è presto detto: il turismo spaziale. «Voglio che gli esseri umani possano andare nello spazio» ha detto Bezos, ricordando quelle che sono state, mesi fa, le parole di un altro visionario come Elon Musk. Anche il Ceo di Tesla, con la sua azienda Space Exploration Technologies Corp (meglio conosciuta come Space X), ha il cruccio del turismo spaziale. E non è un caso che Blue Origin, azienda fondata da Bezos nel 2009, sia proprio la maggior concorrente di Space X. Entrambe le società hanno l'obiettivo di offrire il primo viaggio nello spazio a dei comuni passeggeri entro un paio d'anni. La fine del 2018 è la data più battuta, anche se è difficile capire a che punto siano i lavori e quanto i progetti siano fattibili.

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Blue Origin ha volato nello spazio suborbitale cinque volte dal novembre 2015 ad oggi. Lo spazio suborbitale è abbastanza in quota per i passeggeri da sperimentare l'assenza di peso, ma non tanto per orbitare attorno alla Terra. Sempre l'azienda di Bezos ha sperimentato diversi metodi per ridurre i costi dei viaggi, così da renderli sostenibili e fruibili a viaggiatori comuni (comunque benestanti). Il piano è quello di rendere il viaggio nello spazio acquistabile con un biglietto, come si fa per un viaggio in aereo. Ai passeggeri sarà offerta la sperimentazione dell'assenza di peso e una vista mozzafiato sulla Terra.

La concorrente Space X, invece, sta lavorando a una capsula spaziale di nome Dragon che, grazie al razzo Falcon 9 porterebbe gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Musk, in realtà, è andato anche oltre, prevedendo turismo spaziale intorno alla luna. Ma i tempi sono tutt'altro che noti.

Le parole di Bezos, al di là dell'effettivo stato dell'arte dei progetti in essere, confermano un fatto: i giganti tecnologici hanno il chiodo fisso del turismo spaziale. Oltre al CEO di Amazon e ad Elon Musk, un po' tutti gli altri attori della Silicon Valley hanno in serbo progetti spaziali. Da Mark Zuckerberg (Facebook), con StarShot, fino a Google che investe molto denaro in progetti come Space X e Lunar X Prize.

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