arte a Firenze

Biaf chiude con un buon successo di affari

Quasi 30mila visitatori alla Biennale internazionale dell’Antiquariato. I 77 galleristi hanno concluso molte vendite. Tanti i bollini rossi l’ultimo giorno dopo una maratona di dieci giorni di esposizione.

di Roberta Olcese e Marilena Pirrelli


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7' di lettura

È arrivata la tanto attesa svolta. La Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze che ha chiuso i battenti domenica 29 settembre a Palazzo Corsini è diventata un appuntamento imperdibile per il collezionismo internazionale, una tappa prima di Tefaf New York . La XXXI edizione in 60 anni chiude con quasi 30mila visitatori in dieci giorni e molte vendite tra le oltre 5000 opere esposte. Questa volta il segretario Fabrizio Moretti è riuscito nell'impresa senza ricorrere al supporto mediatico di artistar contemporanee come Jeff Koons e Urs Fischer che con la loro presenza e le sculture installate in piazza della Signoria le scorse edizioni hanno contribuito a creare notorietà all'evento. Molti i musei in visita tra cui Davide Gasparotto, Senior Curator del Getty Museum di Los Angeles, Jeremy Warren, curatore della Wallace Collection di Londra, lo storico dell'arte Philippe Costamagna, il direttore e i curatori della Frick Collection di New York, tra cui la curatrice Aimée Ng che si è detta “incredibilmente impressionata dalla qualità delle proposte”. È passato il pubblico delle grandi occasioni sin dall’inizio, da Carlo Puri Negri a Letizia Moratti e Ginevra Elkan, Vittorio Sgarbi in occasione della grande festa di inaugurazione che si conclude come da tradizione con gli spettacolari fuochi d'artificio sparati dall'Arno.

Fin dalla prima sera - durante la pre-preview esclusiva conclusa con fuochi d'artificio sull'Arno - si parlava del busto Corsini realizzato da Gian Lorenzo Bernini notificato ed esposto nello stand di Carlo Orsi per 10milioni di euro. Il busto è stato esposto a Milano lo scorso dicembre in occasione dei 50 anni di Sotheby's e anche se non era ufficialmente in vendita pare costasse la metà di quanto richiesto oggi. La più interessata ad averlo è Anna Coliva direttrice della Galleria Borghese che ha attivato da tempo un fundraising negli Stati Uniti. La Galleria Borghese oltre ad avere una sensibile associazione di Amici è anche molto vicina al Getty di Los Angeles. Oltre alla Galleria Borghese, ad aver mostrato interesse c’è anche Flaminia Gennari Santori, presidente delle Gallerie nazionali Barberini Corsini . La scultura ritrae Papa Urbano VIII Barberini nel magnifico busto in bronzo databile al 1658, opera dove si manifesta il genio dell'artista nel trattare la materia e le superfici in maniera quasi impressionistica, facendole vibrare al contatto con la luce. Il busto giunse a Firenze in dote in occasione delle nozze tra Tommaso Corsini e Anna Barberini. Mentre la presenza degli Uffizi si è chiusa con l’acquisto di tre opere.

Ecco gli acquisti fatti a Biaf

Ecco gli acquisti fatti a Biaf

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Non solo musei. Proprio grazie al fundraising tra gli abitanti di Avenza ormai giunto in dirittura d'arrivo, in provincia di Massa Carrara, il parroco potrà riportare a casa il trittico con «San Pietro in Trono tra Sant'Antonio Abate e Maria Maddalena» del Maestro di Sant'Ivo, commissionato nel 1438 proprio per la chiesa del paese, grazie anche all'impegno della galleria Salamon & C. che lo ha proposto ad un prezzo di favore di soli 160.000 euro.

Le vendite. Molto soddisfatti tutti i 77 espositori presenti che hanno potuto registrare importanti vendite e aperto molteplici trattative con istituzioni pubbliche e private e collezionisti. Molto probabilmente rivedremo alla prossima Biaf anche le gallerie estere che per la prima volta hanno partecipato quest'anno - Simon C. Dickinson, che esponeva tre Canaletti, e Peter Finer di Londra, Nicholas Hall di New York, Galerie Canesso di Lugano e Parigi, la Galerie Sisman di Parigi – felici di aver partecipato ad un appuntamento per il collezionismo internazionale, grazie anche alla location, all'atmosfera e all'ambiente conviviale. Dickinson ha venduto una veduta veneziana con San Giorgio Maggiore dalla Giudecca di Francesco Guardi (Venezia, 1712-1793), olio su tela valutato oltre 1 milione di sterline. «Mi piace venire a Biaf» ha dichiarato Maurizio Canesso di Parigi, e precisa: «Gli affari sono lunghi anche perché molti quadri sono notificati, ma abbiamo ottime trattative in corso su Fra Galgano, Guido Reni e Assereto». I collezionisti non sono mancati e gli antiquari sottolineano a una voce che la manifestazione: «è ben frequentata anche da appassionati di ritorno. Direttori di musei stranieri ma anche regionali italiani». Ha funzionato la convenzione con la Frick Collection di New York. Da Domenico e Tomaso Piva erano esposti una rara coppia di comodini Maggiolini con la scheda di Giuseppe Beretti. Anche in questo caso le trattative sono ancora aperte e Tomaso Piva ha spiegato: «i Maggiolini sono piaciuti moltissimo, il prezzo è importante ed è quindi difficile chiudere in mostra. Abbiamo venduto, invece, oggetti preziosi da wunderkammer: strumenti scientifici, mappamondi oggetti da vetrina». In particolare una piccola collezione di gratta tabacco da fiuto francesi in avorio legno e smalto dei primi del Settecento e ancora un micromosaico. «Se hai gli oggetti i compratori arrivano» ha concluso l'antiquario.
I collezionisti non sono mancati e gli antiquari sottolineano a una voce che la manifestazione «è ben frequentata anche da appassionati di ritorno. Direttori di musei stranieri ma anche regionali italiani». Si è dichiarato contento anche Cesare Lampronti : «Abbiamo lavorato bene, tra le vendite ci sono un Capriccio di Pannini e due quadri del veneziano Bisson, mi sono accorto che il pubblico oggi cerca soggetti stravaganti, buffi, anche fuori dal normale». Fra le new entry i giovani titolari della galleria Caretto & Occhinegro , hanno dichiarato di aver venduto 8 delle 15 opere in mostra già durante le serate inaugurali anche a clienti internazionali con cui si relazionavano per la prima volta. Tra queste l'olio su tavola del 1614 circa «Paesaggio Litoraneo con Torre Saracena» di Roelandt Savery e Jacob Savery II e l'olio su rame «La Famiglia di Dario ai piedi di Alessandro» di Frans Francken II del 1620 circa. Vittorio Sgarbi ha anticipato tutti e ancora prima della preview ha acquistato un dipinto di Sebastiano Mazzoni da Tommaso Ferruda della galleria antiquaria Santa Tecla.
I dipinti ormai rappresentano il 70% delle opere esposte a Biaf.
Per il XX secolo da Robertaebasta erano esposti pezzi importanti italiani e francesi. Tra le vendite opere di Depero e Dorazio, ma soprattutto un collezionista privato appassionato di alta epoca e design ha acquistato la libreria a tre corpi in radica di Gio Ponti, esposta negli ultimi anni in diversi musei italiani e stranieri, che risale alla fine degli anni Venti, decorata con intarsi con figurazioni riferite ai quattro elementi – acqua, fuoco, aria, terra – e figure legate a quegli anni, come l'automobile, il whisky, la pompa per biciclette e il motoscafo.

Anche ottocento. Ancora tra gli altri dipinti venduti, una «Veduta di Firenze dal Ponte Vecchio», olio su tela di Giovanni Signorini del 1846 da Paolo Antonacci; un'Allegoria della Pazienza, olio su tavola del 1552-1555 circa attribuito a Giorgio Vasari e un olio su tela con «Natura morta di fiori e frutta» di Andrea Belvedere (Napoli, 1652-1732) da Frascione Arte ; da Galleria Maurizio Nobile «Paride» una tela di Alessandro Rosi (Firenze 1627-1697), «All'interno del bazar», olio su tela di Ippolito Caffi (Belluno, 1809 – Lissa, 1866), uno dei lavori più noti tra le opere orientaliste dell'artista, venduto da Antonacci Lapiccirella Fine Art che ha venduto anche «La siesta», olio su tela del 1860 circa di Joseph Edouard Stevens (Bruxelles, 1816 –1892) raffigurante due levrieri, entrambi sono andati a collezionisti francesi. «Caffi è uno dei pochi artisti con mercato internazionale - hanno spiegato F rancesca Antonacci e Damiano Lapiccirella -. Il quadro che abbiamo venduto rappresentava un caffè orientale, è più raro probabilmente ambientato in Egitto dove Caffi è stato». Un olio su tela con «Arlecchino respinto dall'amante» di Giovan Domenico Ferretti (Firenze, 1692-1768) del 1746-1750 circa proposto da Enrico Frascione è stato venduto, così come «Apollo e le muse», olio su tela di Antiveduto Gramatica (Roma, 1570-1626 circa) e «Blind Love: A Man Playing Draughts with a Courtesan», olio su pannello di Angelo Caroselli (Roma, 1585-1653) da Robilant+ Voena , mentre non ci sono notizie per la bella scultura di Canova esposta.
Evidente presenza dei musei italiani ed esteri è segnalata anche da Cantore Galleria Antiquaria in particolare hanno fatto sapere che vi è un forte interesse da parte di un importante museo italiano per un olio su tela di Agostino Carracci (1557- 1602) “Ritratto di Olimpia Luna”.
Per le sculture sono state vendute due rare teste di gargoyle vendute da Nicholas Hall ; due sculture in bronzo da Galleria Berardi: «Tigre che attacca un elefante» di Iginio Montini (Cividale del Friuli, 1874 – Firenze, 1954) e «Dopo la posa o Fanciulla che si pettina» realizzata nel 1887 da Paolo Troubetzkoy (Intra, 1866 – Suna, 1938) acquistata da un importante museo straniero; due busti in marmo di Carrara degli antichi filosofi Eraclito e Democrito di Antonio Gai (Venezia, 1686-1769), raffigurati, secondo la consolidata tradizione iconografica e letteraria, l'uno piangente e l'altro ridente di fronte alla vanità della condizione umana, e un rilievo con elefante indiano in marmo bianco scolpito in nord Italia nel sedicesimo secolo, proposti da Gallo Fine Art ;
Da Copetti Antiquari è stato acquistato il bozzetto per il cancello interno delle Fosse Ardeatine realizzato nel 1949 da Mirko Basaldella (Udine 1910 – Cambridge 1969).
Tra i disegni proposti da Romano Fine Art , «Santa Lucia» realizzato nel 1835 con matita, china grigia e acquerellature grigie su carta liscia da Giacinto Gigante (Napoli, 1806-1876). La Galleria Berardi ha venduto immediatamente la prima sera una bellissima mattinata sul mare del 1929 di Giuseppe Sartorio. Molto bene è andata per Alessandra Di Castro, il suo stand come sempre ricco di ricerca proponeva, micromosaici, arredi d’epoca con marmi antichi, gioielli con sculture, bozzetti su rame.
Per il contemporaneo, Tornabuoni Arte ha suscitato molto interesse «Superficie 607», un'opera in sughero su faesite laminato in oro del 1967 di Giuseppe Capogrossi (Roma, 1900-1972) proposta a 650mila euro.

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