Scuola

Bianchi: «I banchi a rotelle sono il passato». M5S contro le parole del ministro

I pentastellati in difesa dell’ex ministro Azzolina. Intanto, in altre 5 regioni via alle lezioni. Casi di classi in quarantena e di didattica a distanza.

di Redazione Scuola

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Tornano i banchi a rotelle, seppure a parole, ed è polemica nel governo. Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi li definisce «una cartolina del passato» e la componente M5S dell'esecutivo lo invita a «rettificare le sue parole», come dichiara la sottosegretaria Floridia. Anche il capodelegazione dei pentastellati e ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli, scende in capo per difendere l'ex ministra Azzolina e invita Bianchi a «non seguire i populisti perchè la scelta di quei banchi fu dei presidi, non del ministro». «Non faccio né fake news, né sto inseguendo nessuno», è la replica di Bianchi, che l'ex titolare del dicastero dell'Istruzione aveva voluto a capo della task force per gestire la riapertura delle scuole.

Oggi scuole al via in 5 regioni

Intanto la scuola è ripresa oggi in altre cinque regioni, Campania, Liguria, Marche, Molise e Toscana ma non mancano le difficoltà sia per le proteste del personale «anti-pass», sia per i contagi che iniziano a portare in dad le prime classi. Per evitare che si torni in maniera massiccia alla didattica a distanza, già si parla della eventualità che cambino le regole in tema di quarantena per gli studenti, sulla falsariga di quanto sta accadendo in Germania e Gran Bretagna in cui è stata avviata una riflessione proprio sulla determinazione delle quarantene per mantenere la didattica in presenza. Il ministro Bianchi, citando quanto sta avvenendo a Bolzano, parla di «prova del rischio» e punta ad estendere i tamponi salivari oltre le «scuole sentinella». Intanto a Savona, oggi, nel primo giorno in cui è suonata la campanella, un istituto comprensivo è rimasto chiuso a causa della mancanza di personale in sciopero: gli insegnanti e il personale Ata infatti hanno manifestato la contrarietà all'obbligo green pass per tutto il personale scolastico e, insieme ad alcuni sanitari, si sono riuniti davanti al palazzo della Provincia. Sempre nel Savonese, a causa dell'adesione allo sciopero contro il green pass di una maestra, gli alunni di una classe 5 sono stati rimandati a casa.

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Classi in quarantena e lezioni a distanza

E nonostante le rassicurazioni del ministro dell'Istruzione che l'anno sarà in presenza, che la Dad quale l'abbiamo conosciuta è stata archiviata e che le chiusure saranno «chirurgiche», arrivano le prime notizie di classi in quarantena e dell'attivazione delle lezioni a distanza. Succede, al secondo giorno di scuola, in una classe nel Modenese, alle medie di Vignola e il problema riguarda una prima. Anche nel sud della Sardegna un'intera classe della scuola primaria di Ussana è già in quarantena al secondo giorno di scuola a causa di un bambino che potrebbe essere positivo. In Alto Adige, dove l'anno scolastico è iniziato il 6 settembre, alcune classi sono in Dad per casi di positività tra alunni oppure professori. «A Bolzano abbiamo fatto “la prova del rischio”, l'esperimento è scattato e il sistema ha funzionato: sono state isolate le positività e non ci sono più state le situazioni dello scorso anno, quando si chiudeva tutto», spiega il ministro Bianchi.
Il sindacato Anief, che oggi ha fatto scioperare i propri aderenti nelle regioni in cui è partito il primo giorno di scuola, è risoluto: «Lo abbiamo denunciato, è inutile il green pass, fino a quando non si sdoppiano le classi, il ritorno in presenza sarà insicuro e poco sostenibile in assenza del rispetto delle regole sul distanziamenti». Proprio per evitare al massimo dad e quarantene il ministro Bianchi accelera sui tamponi salivari che anche oggi hanno varcato le soglie degli istituti scolastici nell'ambito del progetto ministeriale delle “scuole sentinella”. «Si andrà alla fase 2 - assicura Bianchi - quella del tracciamento: siamo passati al salivare, con la verifica molecolare, che dà un risultato con una accuratezza che arriva al 99,9%. Ora il controllo è a campione ma diventerà diffuso».

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