Riciclo

Bibite vuoto a rendere, Gdo: «Vietato improvvisare»

Le imprese temono aumenti dei costi e spazi insufficienti

di Enrico Netti

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Il mondo della Grande distribuzione organizzata guarda con preoccupazione all’emendamento, contenuto nel Dl Semplificazioni (si veda l’anticipazione pubblicata dal Sole-24 Ore ieri), con cui in Italia verrà introdotto un sistema di cauzione per i contenitori in plastica, vetro e metallo al fine di arrivare al recupero e riciclo degli stessi. Le insegne della Gdo vorrebbero invece migliorare i sistemi di raccolta dei contenitori già adottati. Preoccupa soprattutto l’idea che un nuovo modello di raccolta porti maggiori costi, una rimodulazione degli spazi nei punti vendita oltre a un aumento delle emissioni di CO2 legate alla movimentazione dei resi. «Le aziende della distribuzione già da tempo sostengono iniziative e sensibilizzano il consumatore finale per favorire percorsi virtuosi di recupero e riciclo di materiali, in grado di coniugare gli impatti positivi di tipo ambientale all’esigenza di dare efficienza alla gestione logistica e industriale dell’intero processo che ridà vita a preziose materie prime, in ottica di economia circolare — spiega Alberto Frausin, presidente di Federdistribuzione. — Ne è un esempio il recente accordo che abbiamo raggiunto con il Coripet per favorire, nei nostri punti vendita, la raccolta del Pet, secondo la logica “bottle to bottle” e introducendo meccanismi premiali per i consumatori».

A differenza di altri settori come per esempio l’Ho.re.ca. dove sistemi basati su cauzione e riutilizzo sono già applicati e potrebbero essere estesi anche al consumatore finale con premialità, come mondo della distribuzione sosteniamo che sia prioritario aumentare ulteriormente l’efficacia dei processi di raccolta differenziata. Già oggi sono in grado di garantire – per esempio attraverso l’utilizzo di eco-compattatori – la riduzione dei costi e delle emissioni collegate alle diverse fasi di gestione, incluso il trasporto. Basti pensare a quanta “aria”, cioè volume a vuoto, occorre movimentare, per rendersi conto di quanto sia necessario prestare attenzione a tutti gli aspetti che possono avere un impatto ambientale».

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Da tempo le catene della Gdo collocano nei punti vendita compattatori per i contenitori in Pet, punti per la raccolta degli oli alimentari esausti che “premiano” gli utilizzatori con buoni sconto e punti da raccogliere legati ai programmi fedeltà. «Serve un progetto vero, completo e articolato nei tempi e modi di realizzazione perché tornare dopo decenni al meccanismo del “vuoto a rendere” non è un progetto che si può improvvisare - avverte Maura Latini, amministratrice delegata di Coop Italia. - Ci sarà bisogno di un cambiamento organizzativo tra chi produce, distribuisce, vende e poi ritira i vuoti cauzionati, ci sarà bisogno di nuovi spazi nei punti vendita e di aggiornamenti delle barriere casse per metterle in grado di gestire l’iter della cauzione dalla vendita alla restituzione. Questa volta su un argomento così complesso dovrebbero ascoltare le imprese».

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