CULTURA D’IMPRESA A TRENTO

Biblioteca Lunelli per la promozione di vino e territorio

La Bbl ha 2mila volumi, molte edizioni rarissime, ed è ospitata a Villa Margon

di Natascia Ronchetti


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Marcello Lunelli, a destra nella foto è vicepresidente di Cantine Ferrari di Trento e tra i promotori della Biblioteca di cultura enologicaBruno Lunelli (Bbl)

2' di lettura

Ci sono preziosi testi storici, come quello scritto nel 1622 dal medico Francesco Scacchi, che per primo “sdoganò” il vino con le bollicine, confutando la tesi dell'epoca che facesse male alla salute. Poi collezioni di guide, dalle più recenti al Catalogo Bolaffi, curato da Luigi Veronelli e pubblicato mezzo secolo fa. Con una raccolta di quasi duemila titoli - e tra questi i volumi che costituiscono il lascito di Italo Roncador (uno dei grandi nomi della viticoltura trentina) - ha aperto a Ravine di Trento, nel complesso di Villa Margon, la Bbbl, Biblioteca Bruno Lunelli. Un omaggio del figlio Franco e del nipote Marcello all'imprenditore che ha gettato le fondamenta delle fortune di Cantine Ferrari contribuendo in modo determinante alla diffusione e al successo delle bollicine italiane.

La biblioteca è privata ma aperta al pubblico, previa prenotazione telefonica, per scoprire tutto ciò che riguarda la storia e il mondo del vino, dalla terra alla cantina. «Tutti i titoli sono catalogati secondo standard internazionali e consultabili anche telematicamente - dice Marcello Lunelli, vicepresidente delle Cantine Ferrari -. Comprendono anche libri di Arturo Marescalchi, fondatore dell'associazione enologi italiani. Adesso abbiamo l'onere e l'onore di incrementare questo patrimonio sia attraverso la ricerca di altri testi storici sia attraverso le nuove pubblicazioni».

Bruno Lunelli, successore di Giulio Ferrari (che aveva portato in Trentino lo chardonnay) fu alla guida delle omonime cantine a partire dal 1952 e unì spirito imprenditoriale e tradizione per diffondere in Italia le bollicine e più in generale il metodo classico. Il suo è un nome scolpito nella storia del vino trentino: gettò infatti le basi della vocazione alla spumante, raccogliendo intorno a sé molti vignaioli e spingendoli a produrre i vini base. Meriti che gli sono valsi incarichi di prestigio - è stato presidente del consiglio di amministrazione dell'Ente provinciale per il turismo, dell'associazione commercianti, della Banca di Trento e Bolzano - e il riconoscimento da parte del Comune, che qualche decennio fa gli ha intestato una piazza nel centro storico della città.

Nella biblioteca - che partecipa al Catalogo bibliografico trentino - si trovano libri non facilmente rinvenibili. Alcuni sono di natura scientifica e altri di natura letteraria. Tra questi anche un atlante della viticoltura italiana datato 1887. Cantine Ferrari, controllata da Lunelli Holding, è oggi una impresa con un fatturato di 102 milioni di euro (ha cento ettari di vigneti di proprietà) che produce vino spumante (metodo classico) sia per il mercato italiano che per quello estero: una produzione di 5,5 milioni di bottiglie. La quota delle esportazioni è oggi pari al 20%. «Ma stiamo investendo, in particolare sul mercato tedesco, statunitense e scandinavo, per portarla entro i prossimi cinque anni al 30%» spiega Marcello Lunelli. La Casa vinicola, che impiega 240 persone, fa parte del Consorzio Trentodoc, che ne disciplina la produzione. Tra i suoi “gioielli” anche la storica cantina Bisol di Valdobbiadene (Prosecco superiore), entrata a fare parte del gruppo trentino nel 2014, i vini toscani della Tenuta Podernovo e quelli umbri della Tenuta Castelbuono. Per i distillati c’è il marchio Segnana. Surgiva è l’azienda di acque minerali. Da Locanda Margon ristorazione con due stelle Michelin.

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