La pandemia sugli scaffali

Biblioteche fra prenotazione da remoto, mostre virtuali e teleconferenze: la risposta al lockdown arriva dal digitale

Consegne a domicilio con il supporto di Protezione civile, farmacie, negozi, fino al drive-through. E la formazione ha viaggiato sui social

di Nicoletta Cottone

Biblioteche: come è stato speso il contributo di 30 milioni per l’acquisto di libri sul territorio

I punti chiave

  • Servizi innovativi da remoto e Interazione via Skype col personale
  • Potenziata la comunicazione via web
  • Trenta milioni di contributi per l’acquisto di libri

4' di lettura

Servizi su prenotazione, sanificazione dei libri e, in alcuni casi, consegne e resi a domicilio o tramite drive-through. La pandemia ha colto di sorpresa anche le biblioteche, ma ha accentuato la digitalizzazione dei servizi, la fantasia nel proporli e ha chiesto agli utenti uno sforzo digitale per continuare a usufruire dei servizi. Aiutati da una formazione che ha viaggiato soprattutto via social. Dopo una prima chiusura al pubblico legata all’emergenza, il governo ha permesso la riapertura all’utenza delle biblioteche con alcune restrizioni, legate al distanziamento, all’obbligo di sanificazione delle mani e dei libri per evitare i contagi. In pochissimi casi è consentita la scelta dei libri nelle corsie.

Passarelli: «Servizi innovativi da remoto»

«Nel periodo della pandemia - sottolinea Paola Passarelli, direttore generale Biblioteche e diritto d'autore del Ministero della cultura - le biblioteche hanno dimostrato complessivamente non solo una eccellente resilienza, ma sono riuscite a tramutare le criticità in opportunità». Si va, spiega la dg, dall'introduzione di servizi innovativi da remoto, come la possibilità di interagire via skype con il personale. alla richiesta agli addetti di ricerche che l’utente non poteva eseguire personalmente. Si è ampliata l’offerta di risorse digitali, sia tramite le teche digitali dei singoli istituti, sia attraverso portali diversi (internet culturale, internet archive, ecc.). «Sono state realizzate – racconta Paola Passarelli - iniziative ed eventi da remoto - dagli incontri ai convegni, alle mostre virtuali - , in sostituzione di quelli reali tuttora sospesi. Grazie all’ampio ricorso ai software di teleconferenza si è ovviato alle restrizioni in materia di riunioni di lavoro e spostamenti».

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Potenziata la comunicazione via social

É stata potenziata la comunicazione con gli utenti attraverso i social (fb, twitter, ma anche canali dedicati su youtube), per mantenere un contatto fra la biblioteca e i propri utenti. Sono state attivate, spiega Paola Passarelli, «forme di collaborazione con gli altri soggetti della filiera del libro per consentire anche in una situazione di emergenza di poter utilizzare le risorse delle nostre biblioteche, come il progetto Librioteca della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, in collaborazione con le librerie indipendenti della città. Forse anche grazie a tutto questo le nostre biblioteche sono tornate al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica - basti pensare ai tanti appelli in occasione della loro chiusura -, improvvisamente consapevole del loro insostituibile ruolo nelle attività di studio, ricerca, approfondimento, conoscenza».

Trenta milioni di contributi per l’acquisto di libri

La direzione generale diretta da Paola Passarelli è intervenuta anche dal punto di vista finanziario assegnando fondi ministeriali aggiuntivi di funzionamento, con l’obiettivo di coprire i costi di sanificazione e l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione, indispensabili per le aperture al pubblico. E c’è stata una ulteriore dotazione ministeriale per attrezzature informatiche e digitalizzazione della Pa. «Molto virtuosa – spiega Paola Passarelli - è risultata la misura governativa pari a 30 milioni a favore delle biblioteche pubbliche relativa a contributi per l’acquisto libri, che ha portato effetti positivi sull'intera filiera». Sono state approvate le domande di 4.786 istituti bibliotecari.

LA RIPARTIZIONE DEI CONTRIBUTI PER L’ACQUISTO DEI LIBRI
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Dal prestito digitale alla consegna “drive through”

Il prestito è andato in onda con varie modalità: ritiro in sede, prestito digitale, prestito a domicilio con priorità per anziani soli e con patologie, o impossibilitati a muoversi. In alcuni casi sono stati attivati punti di prestito sul territorio grazie ad accordi ad hoc con la Protezione civile, le farmacie, i negozi, le botteghe, i centri commerciali. Istituiti anche il prestito “da asporto”, con consegna e restituzione di libri all’aperto, anche tramite “drive through” agli automobilisti lettori in coda in specifiche corsie di accesso.

Maiello: «Organizzazione da remoto puntando sul digitale»

«Le biblioteche - sottolinea Rosa Maiello, presidente nazionale dell’Associazione italiana - sono state abbastanza reattive e sono riuscite a organizzarsi da remoto puntando sul digitale. Le principali difficoltà hanno riguardato il materiale cartaceo, soprattutto letterario monografico, non digitalizzato. Nel dramma collettivo della pandemia, grazie a Internet, molti scambi sono avvenuti grazie al digitale, aiutando da remoto lettori e ricercatori. Con i bambini è stato più complesso, perchè le biblioteche destinate all’infanzia prima del Covid lavoravano soprattutto in presenza. ha potuto proseguire le attività solo chi disponeva di un ampio giardino».

Giannini: «Biblioteche flessibili e pronte al cambiamento»

Il 76% dei bibliotecari ha dichiarato di lavorare in smart working nel report sulle biblioteche italiane dell’Istituto di Scienza e tecnologie dell’informazione Faedo del Cnr, studio condotto da Silvia Giannini, Stefania Lombardi e Anna Molino. «Le biblioteche non si sono fermate - ha sottolineato Silvia Giannini - e hanno fatto tutto ciò che potevano fare. Ognuna nel rispetto della propria mission, per non fermare i servizi. La nostra indagine ha dimostrato che le biblioteche sono flessibili e pronte al cambiamento, al di là della pandemia che ha cambiato il mondo. Una categoria che cerca di adattarsi ai cambiamenti con disponibilità, ma che nell’era digitale avrebbe bisogno di fondi per la formazione, per ora lasciata a carico del dipendente».

La proroga dei prestiti

Dal report emerge che la prima operazione è stata quella di prorogare i prestiti in atto, mentre inizialmente il 77% delle biblioteche non ha effettuato il servizio di prestito. Il prestito digitale è invece andato avanti, utilizzando piattaforme dedicate a disposizione delle biblioteche italiane. La maggior parte delle biblioteche è comunque rimasta attiva con il prestito tradizionale, in alcuni casi erogato soprattutto a ricercatori e docenti, previo appuntamento. Attivo anche il prestito interbibliotecario.

Protezione civile, farmacie, negozi e botteghe per le consegne

Il ricorso per la consegna alla Protezione civile e alle farmacie comunali locali dei libri «sembra essere stata attivata e incrementata - sottolinea il report - per favorire la lettura in periodo di emergenza». Nonostante la chiusura forzata, alcune biblioteche sono riuscite a fornire agli utenti documentazioni non presente nella propria biblioteca. Per la trasmissione dei documenti sono state utilizzate principalmente le mail o piattaforme per la trasmissione.

Le acquisizioni hanno rallentato il passo, bene òe donazioni

Le acquisizioni hanno rallentato il passo nel corso della pandemia, in alcuni casi per la forzata chiusura dei fornitori. Sono andate in porto, invece, le aquisizioni per donazione, con specifici appuntamenti con il donatore. Hanno funzionato le acquisizioni di pacchetti di risorse elettroniche dagli editori, grazie ad accordi in forma consortile, effettuati, per esempio, da istituzioni ed enti di ricerca.

Formazione dell’utenza via social

Il 42% delle biblioteche ha anche provveduto alla formazione dell’utenza. I canali social sono stati i più utilizzati (Facebook, Instangram, Youtube, Linkedin), seguiti dalle mail. Come? Con dirette gratuite su Facebook e Youtube, risultate in aumento. Ben 130 biblioteche hanno dichiarato di usare solo i canali social. In misura minore video conferenze, piattaforme e-learning e webinar. Poi ci sono state le più tradizionali comunicazioni all’ingresso, in chat e le consegne a domicilio di libri, il prestito digitale o per posta. E per i più piccoli video letture dedicate.

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