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Bici in crescita: vendite a 1,35 miliardi di euro, ma cala l’attivo commerciale

Aumentano sia le bici tradizionale che l’ebike. Ancma: «Un settore dalle grandi potenzialità per ripartire dopo la crisi»

di Pierangelo Soldavini

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EPA

Aumentano sia le bici tradizionale che l’ebike. Ancma: «Un settore dalle grandi potenzialità per ripartire dopo la crisi»


2' di lettura

Siamo tutti chiusi in casa, niente pratiche sportive e niente spostamenti in

città, salvo quelli indispensabili. E quindi niente, o poca, bicicletta. Ma intanto la due ruote si preparano a ripartire da nuovi posizioni di forza, dal momento che potrebbero sfruttare l’occasione per imporsi come mezzo di trasporto salutare e sostenibile

Ma soprattutto perché il settore sembra avere le carte per funzionare da leva per la ripartenza dell’economia. Lo testimoniano anche i dati del mercato delle due ruote, arrivato lo scorso anno a raggiungere un valore di 1,35 miliardi di euro di vendite, che si confronta con 1,3 miliardi due anni fa.

Stando ai dati resi noti oggi da Confindustria Ancma, l’associazione dei produttori di biciclette e motociclette,il 2019 è stato un anno positivo per il mercato delle biciclette in Italia con più di 1,7 milioni di bici vendute, in crescita del 7% rispetto all'anno precedente, grazie al continuo aumento a doppia cifra delle ebike (+13% a 195mila pezzi venduti) e alla ripresa della bici tradizionale (+7% a 1,52 milioni).

Torna a crescere, a differenza degli altri anni, la bicicletta tradizionale, soprattutto city e trekking, in tutte le zone d'Italia, il che sembra deporre a favore della diffusione di un utilizzo più ampio della due ruote, troppo spesso accusata di essere monopolizzato dalla componente sportiva.

Insieme alla produzione torna a crescere anche l’export, aumentato del 16% a 1,58 milioni di unità. Ma il balzo del 38% delle importazioni a 469mila bici, sia pur bilanciato dal dimezzamento dell’import di ebike, è risultato in una netta contrazione dell’attivo commerciale del settore, diminuito di quasi un quarto a 36 milioni di euro.

La flessione dell'import di biciclette a pedalata assistita, sottolinea Ancma, è l'effetto diretto dell'introduzione dei dazi antidumping contro la concorrenza sleale asiatica che stanno riportando la produzione in Europa e in particolare in Italia vista la sua tradizione manifatturiera nel settore.

«La bicicletta ha scenari di sviluppo molto ampi – commenta il presidente di Ancma Paolo Magri -. L'auspicio è che si continui con la politica di diffusione dell'uso della bici, delle infrastrutture e delle politiche di mobilità sostenibili per vedere città più smart e soprattutto, dato il momento, più sicure in considerazione dei molteplici aspetti positivi che ricadrebbero sulla nostra salute”.

A preoccupare infatti i produttori sono le considerazioni che la bicicletta, in Italia, sia solo un mezzo per fare attività sportiva e che non venga valorizzata come mezzo di trasporto urbano. Per questo Ancma chiede con forza un'attenzione elevata per questo veicolo, dall'uso, alla vendita, alla fabbricazione, perché protagonista anche in questo delicato e complicatissimo periodo di Coronavirus.

La bicicletta permette di mantenere infatti le distanze di sicurezza, attiva il metabolismo della persona e come tale ne aumenta le difese immunitarie, preziosissime per aiutare ad arginare il virus.

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