ricerca applicata

Bicocca, il vetro intelligente che vale un milione di euro

di Antonio Larizza


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2' di lettura

Il valore della ricerca dell’Università Bicocca esce dai laboratori e rientra dalla finestra: una finestra intelligente da un milione di euro.

Il Cda dell’ateneo milanese ha approvato la cessione di una famiglia di brevetti per lo sviluppo di un vetro capace di convertire la luce solare in energia elettrica pronta all’uso. L’acquirente è Glass to Power, società spin-off dell’ateneo, di cui l’università è socia al 5% (quota non diluibile fino al valore di 10 milioni di euro).

L’investimento intorno alla “finestra intelligente” rappresenta, per valore, una delle più importanti operazioni mai registrate in Italia per acquisire brevetti nati dall’attività di una università pubblica. I patti sociali riservano inoltre all’ateneo - che fino alla vendita aveva concesso allo spin-off i brevetti in esclusiva - royalties relative ai profitti della società. Risultato notevole in termini di valorizzazione economica. Ma ancor più importante sul fronte culturale, in un sistema accademico come quello italiano dove il brevetto è ancora poco considerato per la carriera del ricercatore - per cui contano di più le pubblicazioni - e dove il trasferimento tecnologico non viene misurato ai fini della carriera.

«Abbiamo vinto le resistenze culturali – evidenzia Danilo Porro, prorettore alla Valorizzazione della ricerca dell'Università di Milano-Bicocca – dimostrando che innovare significa anche creare valore. Il risultato ottenuto conferma come l’ecosistema Bicocca sia pronto a valorizzare le conoscenze, assistendo e supportando azioni di crescita e trasferimento a favore del territorio e dei cittadini».

Energia invisibile dal sole
Tutto inizia nel 2014, quando le intuizioni e l’attività di ricerca dei professori Sergio Brovelli e Francesco Meinardi del Dipartimento di Scienza dei materiali gettano le basi per la nascita della tecnologia Lsc (Luminescent solar concentrator), che fa uso di nanocristalli inseriti in lastre di plexiglass.

Nanocristalli che convertono la luce del sole in raggi infrarossi, che vengono riflessi all’interno del pannello fino ad arrivare al bordo dello stesso. Un bordo speciale, fatto di una sottile striscia di celle fotovoltaiche al silicio, capaci di convertire con un’elevata efficienza i fotoni infrarossi in corrente elettrica pronta all’uso. Già perché l’energia corre invisibile, passando dai vetri trasparenti delle finestre ai sistemi di accumulo presenti nelle abitazioni, così come avviene nei comuni impianti fotovoltaici. Le speciali lastre di plexiglass potranno essere utilizzate non solo per infissi, ma anche per rivestire gli edifici. A sviluppo ultimato la tecnologia produrrà 50 Watt a metro quadrato.

Dal prodotto al mercato
Per Glass to Power l’acquisizione dei brevetti è una tappa di un percorso già delineato, che punta a produrre e commercializzare i vetri fotovoltaici entro i primi mesi del 2019. A marzo la società - valutata 9 milioni pre-money da Bdo, società di consulenza finanziaria e certificazione - è stata trasformata in società per azioni. Il 15 maggio partirà la seconda campagna di equity crowdfunding per portare a compimento un aumento di capitale e raggiungere i 2 milioni e 250 mila euro. Poi i tempi saranno maturi per la selezione di partner industriali finalizzata al debutto sul mercato.

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