Il gasdotto della discordia

Biden dà luce verde a Nord Stream 2 per non creare attriti con la Germania

L’amministrazione americana ha deciso di esonerare dalle sanzioni la società che gestisce il progetto per non creare attriti con la Germania

di Antonella Scott

Affidabile e sicuro. Il segnale che indica l’ingresso degli impianti di Lubmin, Germania, luogo di arrivo del gasdotto russo-tedesco

2' di lettura

Un via libera condizionato della Casa Bianca a Nord Stream 2 alla vigilia di un summit tra Joe Biden e Vladimir Putin: potrebbe essere un modo per rasserenare un quadro tempestoso, e dare qualche possibilità di successo all’incontro su cui mercoledì sera a Reykjavik - a margine dei lavori del Consiglio Artico - si confronteranno i capi delle due diplomazie, Serghej Lavrov e Antony Blinken. Se le indiscrezioni di cui parla il quotidiano russo Kommersant saranno confermate, Putin e Biden potrebbero vedersi il 15 giugno prossimo, in Svizzera.

In realtà, la vicenda Nord Stream 2 segna una svolta positiva nel legame tra Washington e Berlino. Non è un ramo d’ulivo per Mosca. Nord Stream 2, secondo braccio del gasdotto controllato da Gazprom e fortemente voluto dalla Germania in cui approda, ha vissuto in questi anni sotto la minaccia delle sanzioni americane che per un certo punto ne hanno bloccato la costruzione, ora completata al 95 per cento.

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Un partner troppo importante

Ma Heiko Maas, ministro degli Esteri tedesco, ha confermato la decisione americana di esonerare dalle sanzioni la compagnia che gestisce il gasdotto e il suo chief executive Matthias Warnig, cittadino tedesco e uomo molto vicino a Putin con cui divide un passato nei servizi di intelligence. L’esonero presidenziale risparmia la Nord Stream 2 AG pur confermando la violazione delle sanzioni americane, così come ribadisce le restrizioni contro otto navi ed entità russe che si stanno affrettando a ultimare i lavori. È un «passo verso di noi», ha commentato Maas, e dimostra «le relazioni davvero eccellenti» costruite con l’amministrazione Biden. La Germania, ha detto il ministro tedesco, «è un partner importante su cui gli Usa possono contare».

È per non mettere a rischio questo legame che Biden - tuttora convinto che Nord Stream 2 renda l’Europa troppo dipendente da Mosca, e danneggi l’Ucraina riducendone l’importanza come via di transito del gas russo - ha accettato di non inserire la Nord Stream 2 AG nella “lista nera” trasmessa al Congresso. Incrinare il legame con un partner come la Germania, ha concluso l’amministrazione Biden segnando anche in questo uno stacco rispetto alla presidenza Trump, non sarebbe nell’interesse nazionale degli Stati Uniti.

Resta da vedere quanto il “perdono” concesso a Nord Stream potrà comunque contribuire a migliorare il clima tra russi e americani, che hanno davanti a sé diversi fronti che potrebbero beneficiare dall’unione degli sforzi di Mosca e Washington: dal Medio Oriente al clima.

Se l’esonero dalle sanzioni verrà confermato, ha commentato il viceministro degli Esteri russo Serghej Ryabkov, citato dall’agenzia Tass, «una transizione graduale verso una normalizzazione dei nostri legami bilaterali potrebbe avere una possibilità».

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