ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùMedio Oriente

Guerra Israele-Hamas ultime notizie. Gaza, Croce rossa pronta a ricevere 50 ostaggi. Morto anche ultimo italo-israeliano disperso. Onu chiede «immediato cessate il fuoco»

Carri armati israeliani nei pressi del confine con Gaza
  • Tajani: «Morto anche ultimo dei 3 italo-israeliani dispersi»

    “Purtroppo anche Nir Forti è deceduto. Era l’ultimo dei 3 italo-israeliani dispersi. Mi stringo al dolore dei suoi genitori, li avevo incontrati durante la visita a Tel Aviv. Morire a 29 anni, barbaramente ucciso dai terroristi, è profondamente ingiusto. Prego per te, giovane Nir”. Lo ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

  • Onu chiede «immediato cessate il fuoco umanitario»

    Volker Turk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha chiesto un “immediato cessate il fuoco umanitario” a Gaza, invitando i leader a fare “scelte coraggiose”. “Il primo passo deve essere un cessate il fuoco umanitario immediato, che salvi le vite dei civili fornendo aiuti umanitari rapidi ed efficaci a Gaza”, ha dichiarato Turk.

  • Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi: sale a 35 bilancio nostri colleghi uccisi a Gaza

    L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha reso noto che è salito a 35 il bilancio dei dipendenti uccisi dal 7 ottobre a Gaza. “Non sono solo numeri, sono nostri amici e colleghi”, scrive l’organizzazione su X, ribadendo che molti lavoravano come insegnanti.

  • «Gruppi appoggiati da Iran aumenteranno attacchi a forze Usa»

    Gli Stati Uniti hanno informazioni di intelligence che indicano che le milizie sostenute dall’Iran intendono aumentare gli attacchi contro le truppe americane in Medio Oriente. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Teheran sta cercando di capitalizzare del contraccolpo subito dagli Stati Uniti nel sostegno a Israele.

  • Fonti Ue: «Su Israele cerchiamo testo bilanciato per vertice 27»

    “Sul Medio oriente stiamo cercando un testo bilanciato che abbia il consenso di tutti. La base di partenza, che è una buona base, è la dichiarazione dei 27 di domenica 15 ottobre”. Lo ha spiegato un alto funzionario europeo in vista del Consiglio Affari Generali che domani discuterà, tra i temi sul tavolo, delle conclusioni del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Nel pomeriggio i Rappresentanti Permanenti si sono riuniti sulla bozza delle conclusioni, che nella sua terza versione prevede che il Consiglio europeo sostenga la richiesta dell’Onu di una “pausa umanitaria”. A Bruxelles non si escludono, tuttavia, ulteriori limature se ciò sarà necessario per incassare l’approvazione unanime - che è necessaria - dei 27. La riunione degli ambasciatori 27 è stata più lunga del previsto e si è concentrata, in primis, sul conflitto tra Israele e Hamas. “Il testo va bilanciato, essendoci l’approvazione unanime”, ha osservato l’alto funzionario senza scendere in ulteriori dettagli. Tra gli argomenti più spinosi che i leader dovranno affrontare c’è anche quello della revisione del quadro finanziario pluriennale, che contiene i fondi all’Ucraina per il lungo periodo e più risorse per il capitolo migrazione. “Su questo punto la discussione è stata costruttiva”, ha sottolineato la fonte senza tuttavia smentire la possibilità di un vertice straordinario dei leader a fine novembre nel caso il dibattito sul bilancio annuale sia ancora in alto mare.

  • Biden: discuteremo cessate il fuoco dopo rilascio ostaggi

    “Dovremmo prima avere gli ostaggi rilasciati, poi possiamo parlare”. Lo afferma Joe Biden rispondendo a chi gli chiedeva di un cessate il fuoco a Gaza.

  • Hamas annuncia la liberazione di altri due ostaggi per ragioni umanitarie

    L’ala militare di Hamas, le Brigate al Qassam, ha annunciato la liberazione di due ostaggi israeliani. Lo ha annunciato il portavoce Abu Obeida in un post su Telegram secondo cui la mediazione è stata compiuta dall’Egitto e dal Qatar. “Abbiamo deciso di rilasciare le due donne - ha detto Hamas - per soddisfare ragioni umanitarie”.

    Hamas ha ricordato che “il nemico fin da venerdì scorso ha rifiutato di accettare la loro liberazione, e sta ancora trascurando il dossier dei suoi prigionieri”. Il rilascio - ha aggiunto Obeida a nome delle Brigate al Qassam - è avvenuto “nonostante l’occupazione abbia commesso più di 8 violazioni delle procedure, concordate con i fratelli mediatori, che l’occupazione avrebbe dovuto rispettare durante questo giorno per completare il processo di consegna”. Israele ha confermato il rilascio degli ostaggi dopo le due donne liberate nei giorni scorsi.

  • Macron domani in Israele parlerà di ’Stato palestinese’

    Il presidente francese, Emmanuel Macron, discuterà - nella sua visita domani in Israele - della creazione di uno Stato palestinese, “come previsto dall’ipotesi dei ’due Stati’, che la Francia ha sempre sostenuto”. Lo ha reso noto in serata una fonte dell’Eliseo. La stessa fonte ha precisato che Macron - che potrebbe incontrare anche Abu Mazen, presidente dell’Autorità palestinese - discuterà anche di una “fine della colonizzazione” da parte israeliana.

  • Usa contro il cessate il fuoco, «beneficerebbe Hamas»

    “Al momento vogliamo che Israele abbia tutto quello che occorre per difendersi e che i civili a Gaza ricevano gli aiuti”. Così il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, ha risposto ad una domanda sugli appelli per un cessate-il-fuoco. “Beneficerebbe Hamas”, ha detto il funzionario.

  • Eliseo: Hezbollah «non entri nel conflitto»

    La Francia si appella allo Hezbollah libanese affinché non entri nell’attuale conflitto in Medio Oriente tra Hamas e Israele. Hezbollah “non deve entrare nel conflitto”. Questa eventualità “porterebbe soltanto disgrazie”: hanno affermato fonti dell’Eliseo alla vigilia della missione di Emmanuel Macron in Israele.

  • Sánchez vede gli ambasciatori di Israele e Palestina in Spagna

    Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ha incontrato nel pomeriggio a Madrid sia l’ambasciatrice israeliana in Spagna, Rodica Radian-Gordon, sia il capo della missione diplomatica palestinese, Husni M.A. Abdelwahed. “Ho espresso la mia solidarietà al popolo israeliano dopo gli attentati terroristici subiti il ;;7 ottobre”, ha scritto Sánchez in un tweet in cui ha dato conto del primo incontro, “gli ostaggi devono essere rilasciati immediatamente e senza condizioni”. Come già fatto ieri dopo una conversazione con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il premier spagnolo ha inoltre ribadito che gli sforzi della comunità internazionale devono “concentrarsi ”sulla protezione di tutti i civili e sull’evitare una catastrofe umanitaria”. Per raggiungere questo obiettivo, ha aggiunto, “gli aiuti devono raggiungere la popolazione palestinese che ne ha bisogno in quantità sufficiente e in modo sostenuto”. In un secondo tweet, Sánchez ha indicato di aver espresso ad Abdelwahed la sua “solidarietà” per la “drammatica situazione a Gaza”. “È necessario trovare una soluzione politica al conflitto e offrire al popolo palestinese un orizzonte di pace credibile, basato sull’urgente materializzazione della soluzione dei due Stati - Palestina e Israele - affinché coesistano in pace e sicurezza”, ha aggiunto il premier spagnolo

  • Media Israele: «Croce Rossa pronta a ricevere 50 ostaggi»

    Secondo fonti di Gaza, la conclusione di un accordo per il rilascio di alcuni ostaggi con doppia cittadinanza è attualmente in corso, con la mediazione del Qatar. Lo riporta il canale israeliano I24, sottolineando che “la Croce Rossa è in procinto di accogliere un gruppo di circa 50 rapiti con doppia cittadinanza”. Secondo le fonti, il trasferimento “avverrà nella zona di Khan Yunis, nel sud della Striscia”. “Se non dovessero emergere nuovi ostacoli, si prevede che un accordo verrà raggiunto nelle prossime ore”, riferisce I24, precisando che nell’ambito dell’operazione nelle ultime ore sono stati sospesi i raid israeliani su Gaza

  • Ancora disperso l’italo-israeliano Nir Forti

    Confermato anche il decesso di Liliach Le Lavron, la donna con cittadinanza anche italiana dispersa dal 7 ottobre dopo il terribile attacco di Hamas in Israele, si continua a sperare per l’italo-israeliano Nir Forti. La morte della donna è stata appena confermata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il marito Evitar Moshe Kipnis è stato trovato morto la settimana scorsa. Lo stesso Tajani l’11 ottobre dava notizia che mancava all’appello anche Nir Forti. Disperso dopo l’attacco di Hamas in Israele, il 30enne era al rave di Reim con la fidanzata, trovata morta qualche giorno dopo, e sarebbe stato ferito. Secondo le forze israeliane (Idf), sono almeno 222 le persone che Hamas tiene in ostaggio nella Striscia di Gaza dal giorno dell’attacco.

  • Von der Leyen sente Abu Mazen: «Israele protegga i civili»

    Nel corso del colloquio telefonico, scrive von der Leyen in un ulteriore tweet, la presidente della Commissione ha sottolineato che è fondamentale prevenire un’escalation e una ricaduta regionale più ampia”. La Commissione dell’Ue, ha aggiunto, “sosterrà tutti gli sforzi per trovare una soluzione duratura verso la pace, basata su una soluzione a due Stati”

  • Biden invia ufficiali in Israele per le operazioni a Gaza

    L’amministrazione Biden ha inviato in Israele un generale dei Marine e altri ufficiali in veste di consiglieri per le operazioni militari israeliane a Gaza. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali fra gli ufficiali c’è il tenente generale James Glynn. Gli ufficiali - precisa Axios - non dirigono le operazioni ma offrono consigli militari e condividono con Israele le lezioni imparate dalla battaglia contro l’Isis s Mosul.

  • Tajani: «Morta la donna italo-israeliana dispersa dopo attacco Hamas»

    “Ho appreso del decesso di Liliach Le Havron, italo-israeliana e moglie di Evitar Kipnis, il cui corpo era stato ritrovato nei giorni scorsi. Entrambi erano scomparsi dopo l’attacco di Hamas. Rinnovo le condoglianze ai figli e alla famiglia. Per l’Italia un altro giorno di lutto”. Lo annuncia su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

  • Israele: Croce Rossa riceverà 50 ostaggi con mediazione Qatar

    La Croce Rossa si starebbe preparando a ricevere 50 ostaggi di doppia nazionalità nella zona di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta il canale televisivo israeliano 24news che cita fonti interne a Gaza secondo cui l’accordo sarebbe vicino alla finalizzazione grazie alla mediazione del Qatar che sta svolgendo un ruolo cruciale. Secondo il canale israeliano, se non dovessero emergere nuovi ostacoli, si prevede che un accordo verrà raggiunto nelle prossime ore. Nell’ambito delle intese e per consentire al personale della Croce Rossa di raggiungere in sicurezza la zona, le fonti riferiscono che non vi sono stati attacchi aerei israeliani su Gaza nelle ultime ore.

  • Lavrov: rischio escalation da forze Usa in Medio Oriente

    Il continuo rafforzamento militare americano in Medio Oriente comporta il rischio di una “escalation” del conflitto tra Israele e Hamas palestinese. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov da Teheran. Riferendosi all’invio di navi da guerra da parte degli Stati Uniti in Medio Oriente, Lavrov ha affermato che “più uno Stato adotta misure proattive di questo tipo, maggiore è il rischio, il pericolo di un’escalation del conflitto”.

  • Sanità Gaza a Egitto: «Lasciate uscire i feriti»

    Il ministero della Sanità a Gaza ha chiesto agli egiziani di accogliere i palestinesi feriti. “Ci appelliamo alla Repubblica araba d’Egitto perché apra il valico di Rafah e permetta l’ingresso di assistenza medica e carburante, così come la partenza di persone ferite e ammalate”, recita l’appello del ministero della Salute controllato da Hamas. Il dicastero ha anche esortato le rappresentanze del Comitato Internazionale della Croce Rossa nei paesi vicini perché raccolgano donazioni di sangue per i feriti a Gaza, e facciano pressione sull’Onu per la consegna di carburante destinata agli ospedali della Striscia. Secondo i dati del ministero deal Salute di Gaza, che non possono essere verificati in maniera indipendente, sono 5.807 i palestinesi morti e 15.273 i feriti da quando Israele ha iniziato a bombardare la Striscia in seguito all’attacco di Hamas del 7 ottobre in cui sono stati uccisi almeno 1400 civili israeliani.

  • Fonti Egitto: «Hamas libera oggi altri ostaggi stranieri»

    Una fonte della sicurezza egiziana ha riferito all’ANSA che alcuni prigionieri con doppia nazionalità detenuti da Hamas stanno per essere rilasciati al valico di Rafah per essere consegnati alle ambasciate dei loro Paesi. La stessa fonte ha sottolineato che sono già state inviate delle ambulanze al valico. Non ci sono al momento conferme ufficiali né da parte di Israele né da parte di Hamas, ma anche il network Al Arabiya riferisce del rilascio imminente di una cinquantina di persone. Una possibilità evocata anche dal quotidiano israeliano Haaretz, che cita fonti vicine ai negoziati.

  • Norvegia: disposti a contribuire a indagine su crimini di guerra

    La Norvegia è disposta a contribuire a un’eventuale indagine su presunti crimini di guerra a Gaza e in Israele. Lo ha annunciato la ministra della Giustizia norvegese Emilie Enger Mehl. “I crimini di guerra non sono mai accettabili. I colpevoli di qualsiasi crimine di guerra devono essere chiamati a risponderne”, ha dichiarato Mehl in un comunicato, “se riceviamo una richiesta di contribuire a un’indagine, siamo pronti a fornire rapidamente le risorse necessarie. Indipendentemente da chi ci sia dietro”. “La comunità internazionale deve unirsi per proteggere i principi fondamentali in guerra”, ha aggiunto la ministra.

  • Von der Leyen sente Abu Mazen: «Israele protegga i civili»

    Telefonata tra la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e il presidente palestinese Abu Mazen. “Sono tempi molto difficili per il popolo palestinese che è stato tradito da Hamas, ho detto al telefono al Presidente Abbas. Ho trasmesso a lui e alle famiglie di coloro che hanno perso vite innocenti le mie più sentite condoglianze. Ho chiarito che, nei suoi legittimi sforzi per combattere i terroristi di Hamas, Israele deve cercare di proteggere le vite dei civili e rispettare il diritto umanitario internazionale. L’Ue sta collaborando con i partner per rispondere alle esigenze umanitarie”, ha dichiarato von der Leyen.

  • Casa Bianca: Israele deciderà sua strategia militare a Gaza

    Il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, afferma che i leader politici e militari di Israele decideranno come condurre la loro campagna militare a Gaza. “È importante ricordare che l’esercito e le forze di difesa israeliane prendono le proprie decisioni. Decidono loro cosa fare e quando farlo. Tutto ciò che stiamo cercando di fare è assicurarci che sappiano che siamo qui come risorsa. Certamente per quanto riguarda le informazioni e il contesto abbiamo molta esperienza in questo genere di cose, così come dal punto di vista dell’assistenza alla sicurezza”, ha detto Kirby in un’intervista a Nbc News. Il portavoce della Casa Bianca ha affermato inoltre di sperare che nelle prossime ore arrivi a Gaza un ulteriore convoglio di aiuti umanitari dall’Egitto, il quarto in tre giorni. Le osservazioni di Kirby fanno seguito alle notizie secondo cui l’amministrazione Biden avrebbe esortato privatamente Israele a ritardare il lancio di un’incursione di terra a Gaza per dare più tempo ai negoziati sugli ostaggi.

  • Presidenza Ue: da Europa serve chiarezza con mondo arabo

    In questi momenti abbiamo bisogno di “chiarezza”, “una chiarezza che l’Europa ha verso Israele”, condannando l’attacco di Hamas e il diritto di difesa entro i limiti del diritto umanitario, ma serve “chiarezza anche con i palestinesi e i partner del mondo arabo”, che deve riguardare “la protezione della popolazione civile palestinese” e l’accesso degli aiuti umanitari a Gaza. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares in un punto stampa al termine del Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. “Nelle prossime settimane i nostri sforzi devono concentrarsi sulla protezione della popolazione civile”, e sul “garantire un flusso costante” di aiuti umanitari, ha aggiunto Albares, sottolineando che “è necessaria una pausa umanitaria per far arrivare aiuti ai palestinesi”.

  • Gallant: «Operazione di terra a Gaza si farà, sarà attacco letale»

    Ci sarà l’operazione di terra di Israele nella Striscia di Gaza e sarà un attacco “letale”. Parola del ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, che ha visitato l’area nei pressi della costa di Gaza con la Marina israeliana. Alle truppe, riporta il Times of Israel dopo le notizie del rinvio dell’offensiva, Gallant ha chiesto di “rimanere preparate per l’offensiva perché si farà”. “Sarà un attacco letale - ha aggiunto - Sarà un attacco combinato da terra, mare e cielo”. “Fate il vostro lavoro, siate pronti - ha incalzato - Vi dispiegheremo”.

  • Ministro Difesa Israele: «Esercito a lavoro per prossima fase»

    L’esercito “si sta preparando a fondo per la prossima fase che sarà un attacco mortale su più fronti: via aria, mare e terra”. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant anche in riferimento all’annunciata offensiva di terra dentro la Striscia di Gaza.

  • Mea culpa Nyt su accuse a Israele per missile sull’ospedale

    Il New York Times ha ammesso di aver “sbagliato” nell’affidarsi “pesantemente” alle affermazioni di Hamas secondo cui Israele sarebbe stato responsabile del missile esploso il 17 ottobre sull’ospedale Al-Ahli Arab a Gaza senza prima verificarne la veridicita’. “Il resoconto iniziale del Times attribuiva a fonti palestinesi la responsabilita’ di Israele osservando che gli israeliani stavano facendo verifiche. E tuttavia inizialmente, sia nei titoli, che nei news alert e sui canali social, ci siamo basati troppo pesantemente sulle affermazioni di Hamas senza mettere in chiaro che non potevamo immediatamente verificarle”, ha scritto il giornale sulla sua pagina Instagram. Il Times e’ l’ultima organizzazione giornalistica ad ammettere che le prime notizie dell’esplosione erano viziate dalle fonti, mentre successivamente e’ emerso che la causa fu un missile diretto verso Israele. Cnn, Ap e il Wall Street Journal hanno recentemente pubblicato i risultati delle loro indagini per correggere l’iniziale versione dei fatti, mentre la Bbc si e’ scusata per aver dato sulle prime la colpa a Israele.

  • Israele: «Attacchi droni e artiglieria contro 2 cellule di Hezbollah in Libano»

    Le forze israeliane (Idf) confermano attacchi con droni contro altre due cellule di Hezbollah nel sud del Libano accusate di aver tentato di sferrare attacchi contro Israele con missili anticarro. Secondo le Idf, nel mirino c’erano la zona contesa del Monte Dov, nell’area delle Fattorie di Shebaa, e la regione della comunità di Mattat, nel nord di Israele. Le forze israeliane hanno anche confermato attacchi dell’artiglieria.

  • Times of Israel, esercito per l’offensiva di terra subito

    L’esercito israeliano ritiene che per raggiungere gli obiettivi della guerra contro Hamas, stabiliti dal governo, occorra iniziare l’offensiva di terra a Gaza “il prima possibile”. Lo riporta il Times of Israel secondo cui, dopo 16 giorni di attacchi aerei sulla Striscia, l’esercito ha sostenuto con il governo di essere pienamente pronto all’offensiva di terra nella Striscia e crede di poter ottenere gli obiettivi stabiliti, anche con il rischio di pesanti perdite tra i soldati e i ripetuti attacchi degli Hezbollah al nord.

  • Ministro degli Esteri Israele domani al Consiglio sicurezza Onu

    Il ministro degli esteri Eli Cohen partirà questa sera per New York dove domani interverrà al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Lo ha fatto sapere il suo portavoce.

  • Putin sente Lula, lavoro congiunto per de-escalation

    Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. I due - si legge in una nota del Cremlino riportata dalle agenzie russe - hanno discusso “nel dettaglio” della situazione “fortemente deteriorata nella zona del conflitto israelo-palestinese”. Putin e Lula - viene spiegato - “hanno espresso seria preoccupazione per il crescente numero di vittime civili, hanno sottolineato l’importanza fondamentale di un cessate il fuoco tempestivo, dell’evacuazione dei cittadini stranieri dalla Striscia di Gaza e della garanzia di un accesso senza ostacoli all’enclave per le organizzazioni umanitarie”. Il leader russo e quello brasiliano infine hanno espresso la volontà di effettuare un “lavoro congiunto” per adottare misure “attraverso l’Onu” per la “de-escalation della crisi”.

  • Knesset approva spostamento di 3 mesi delle elezioni locali

    La Knesset ha approvato, vista la guerra in corso, lo spostamento di 3 mesi delle elezioni locali in Israele che si sarebbero dovute tenere il 31 ottobre prossimo. Lo riferiscono i media.

  • Borrell: «Ue rilanci processo per soluzione a due Stati»

    “Non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo finale, che è una soluzione a due Stati” per il conflitto israelo-palestinese. “Sono trent’anni che ne parliamo, e ogni volta sembra che si allontani, mentre il numero dei coloni territori della Cisgiordania si è moltiplicato per tre nei trent’anni che sono passati dagli accordi di Oslo. Abbiamo deciso che l’Europa deve impegnarsi a lanciare un processo politico” a questo fine. Lo dice l’Alto Rappresentante dell’Ue Josep Borrell, a Lussemburgo al termine del Consiglio Affari Esteri.

  • Sunak: razzo su ospedale partito da Gaza

    La prima ricostruzione dell’intelligence britannica avalla, almeno in termini di “probabilità”, la versione israeliana di un razzo palestinese fuori controllo dietro l’esplosione che ha fatto strage in un ospedale della Striscia di Gaza. Lo ha reso noto il primo ministro Rishi Sunak oggi in Parlamento, dove ha riferito sulla sua missione della settimana scorsa fra Israele, Arabia Saudita ed Egitto. “Il governo del Regno Unito - ha detto il premier Tory al riguardo, citando un rapporto dei suoi 007 - ritiene che quella esplosione sia stata causata probabilmente da un missile lanciato dal Gaza verso Israele o da parti di esso”.

  • Israele: Ungheria, ’forti divisioni tra gli Stati Ue’

    “Non è esagerato affermare che c’è una forte divisione tra gli Stati membri su come affrontare” il conflitto israelo-palestinese, “da quale punto di vista, quali conclusioni trarre”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, in conferenza stampa in Lussemburgo. “C’è - ha spiegato - una distanza difficile da colmare tra due opinioni estreme. C’è stato anche un avvertimento contro i doppi standard e la mancanza di coerenza tra le guerre israeliana e ucraina”. Il ministro ha quindi ribadito la posizione di Budapest di pieno sostegno a Israele, sottolineando la necessità che la comunità internazionale si impegni per “evitare un’escalation”. Il ministro ha infine ribadito il suo sostegno al commissario europeo per l’Allargamento, l’ungherese Oliver Varhelyi, per la posizione espressa sui fondi Ue alla Palestina. “In questa situazione - ha detto - è perfettamente normale controllare l’erogazione di tutti i fondi dell’Ue che possono potenzialmente cadere nelle mani di organizzazioni terroristiche”

  • Iran, bloccati 10 attacchi informatici dall’anno scorso

    “Dall’anno scorso, abbiamo rilevato e respinto dieci grandi attacchi informatici, in cooperazione con le organizzazioni di intelligence del Paese”. Lo ha affermato il capo dell’Organizzazione per la Difesa civile dell’Iran, Gholamreza Jalali. “In seguito agli attacchi da parte del movimento islamico Hamas contro Israele, due settimane fa, abbiamo bloccato una serie di tentativi da parte del nemico che voleva lanciare attacchi informatici contro l’Iran”, ha aggiunto il funzionario della Repubblica islamica, citato da Tasnim. Il mese scorso, i servizi segreti di Teheran avevano arrestato una persona accusata di essere coinvolta in numerosi atti di sabotaggio contro il data base della rete elettrica di uno dei maggiori parchi industriali nella città di Isfahan, nell’Iran centrale.

  • Francia, «Israele ha diritto a difendersi, risparmi i civili»

    La premier francese, Elisabeth Borne, ha ribadito davanti al Parlamento che “Israele ha diritto a difendersi”, esortando però gli israeliani a “risparmiare i civili”. “Giustificare - ha detto la Borne davanti ai deputati - vorrebbe dire assolvere il terrorismo e accettare che colpisca di nuovo”, in Israele o in Francia. Ma, ha aggiunto la Borne, “ogni vita perduta è una sconfitta per la comunità internazionale. I palestinesi non possono essere abbandonati al loro destino”. Per questo, la Francia chiede da diversi giorni “una tregua umanitaria”.

  • Israele, i soldati si addestrano per l’operazione terra

    I soldati dell’esercito israeliano, sia quelli in servizio sia quelli richiamati, stanno conducendo una “serie di esercizi in modo da aumentare le capacità per l’operazione di terra a Gaza”. Lo ha fatto sapere il portavoce militare spiegando che si stanno addestrando “squadre di combattimento che uniscono forze di fanteria, corpi corazzati e altre unità in una serie di diversi scenari” di guerra

  • Turchia nega di aver chiesto a capo Hamas di lasciare il Paese

    Le notizie secondo cui “il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ordinato agli alti funzionari di Hamas di lasciare immediatamente la Turchia” dopo l’attacco di Hamas in Israele “sono completamente false”. Lo scrive in un post sul social X il Centro per la lotta alla disinformazione, un ufficio subordinato alla presidenza turca. In precedenza il sito statunitense Al-Monitor aveva riferito che al leader di Hamas Ismail Haniyeh, che si trovava a Istanbul quando i militanti hanno attaccato Israele il 7 ottobre scorso, sarebbe stato chiesto di lasciare la Turchia dopo che un filmato mostrava lui e altri membri in una “preghiera di gratitudine” mentre guardavano le notizie dell’incursione.

  • Israele: bozza vertice Ue, «sostegno a pausa umanitaria»

    “Il Consiglio europeo sostiene l’appello del segretario generale delle Nazioni Unite Guterres per una pausa umanitaria al fine di consentire un accesso umanitario sicuro e l’arrivo degli aiuti a chi ne ha bisogno.” E’ quanto si legge, nel capitolo relativo al Medio Oriente, nella terza bozza delle conclusioni del vertice dei 27 che si terrò a Bruxelles giovedì e venerdì. La bozza tornerà ad essere discussa dai rappresentanti permanenti dei 27 al Coreper di questo pomeriggio e a quello, informale, di mercoledì mattina. “L’Ue lavorerà a stretto contatto con i partner regionali per la protezione dei civili”, si legge ancora nel testo.

  • Israele intercetta un drone di Hezbollah e due di Hamas

    Israele ha intercettato oggi quasi simultaneamente un drone degli Hezbollah giunto dal Libano e due droni di Hamas lanciati da Gaza. Lo ha riferito la radio militare. Il primo drone è stato abbattuto da una batteria di Patriot all’altezza di Akko (S. Giovanni d’Acri) dopo che aveva sorvolato un tratto di mare. I due droni di Hamas sono stati abbattuti mentre erano diretti verso la zona di Israele limitrofa alla striscia di Gaza. Non si segnalano danni né vittime.

  • Media: 3 ministri di Netanyahu minacciano le dimissioni

    “Almeno tre ministri” israeliani stanno considerando la possibilità di rassegnare le dimissioni per obbligare il premier Benyamin Netanyahu ad assumersi pubblicamente le proprie responsabilità in seguito all’attacco a sorpresa sferrato da Hamas il 7 ottobre. Lo ha appreso il sito Ynet, del quotidiano Yediot Ahronot, senza peraltro pubblicare i loro nomi. Il sito pubblica anche un sondaggio di opinione secondo cui il 75 per cento degli israeliani addossano a Netanyahu la responsabilità della totale sorpresa del Paese per l’attacco di Hamas. Oggi il giornale ha anche affermato che ci sono tensioni fra Netanyahu e l’esercito.

  • Iran minaccia Israele, ’attaccheremo la città di Haifa’

    Il comandante in seconda della Guardia Rivoluzionaria iraniana Ali Fadavi ha minacciato di attaccare Israele, indicando come obiettivo la città di Haifa. Lo scrive su X Iran International.

  • Ministero Gaza: 436 palestinesi uccisi in 24 ore

    Sono 436 i palestinesi uccisi inclusi 182 bambini nei bombardamenti israeliani su Gaza delle passate 24 ore. Fonte ministero della Sanità di Gaza.

  • Gb: “pochi arresti” filo-palestinesi, governo contro polizia

    E’ polemica nel Regno Unito fra il governo conservatore di Rishi Sunak e i vertici della polizia per il limitato numero di arresti eseguiti dagli agenti durante l’imponente manifestazione pro Palestina svoltasi sabato a Londra e in altre città sullo sfondo della rappresaglia militare di Israele sulla Striscia di Gaza in risposta al devastante attacco di Hamas del 7 ottobre. Iniziativa senza pari per partecipazione in occidente nelle ultime settimane e che nella sola capitale britannica ha visto sfilare circa 100.000 persone. Il raduno si è svolto in larghissima parte senza incidenti, con un totale di non più di 10 fermi per possesso di mortaretti o infrazioni minori all’ordine pubblico; ma senza alcun arresto per sospetti d’istigazione all’odio o all’antisemitismo. Un bilancio del quale l’esecutivo chiede ora ’conto’ ai responsabili di Scotland Yard, la Metropolitan Police di Londra, il cui comandante, Mark Rowley, è stato convocato oggi dalla ministra dell’Interno, Suella Braverman, super falco della compagine e della destra Tory. Braverman, come altri ministri, ha fatto riferimento ad alcuni video in cui si vedono drappelli di dimostranti intonare slogan contenenti la parola “jihad” per sollevare perplessità sul fatto che questo comportamento non sia stato sanzionato. E ribadire che, secondo il governo, tale parola non può essere “tollerata” nelle strade del Regno, poiché esprime sentimenti di “incitamento all’odio” o, potenzialmente, di “esaltazione del terrorismo”. Scotland Yard, in un proprio rapporto, ha viceversa sottolineato come in base alla legge attuale britannica gridare “jihad” non rappresenti di per sé una violazione della legge o un’invocazione alla violenza, poiché in arabo - come notano agli esperti di polizia - si tratta di un termine che ha “vari significati”.

  • Radio Militare, “rinvio” operazione di terra a Gaza

    Israele avrebbe deciso di “ritardare” l’offensiva di terra in attesa dell’arrivo di altre forze Usa nella regione. Lo ha riferito la Radio militare israeliana secondo cui gli Usa hanno fatto sapere a Israele la loro intenzione di schierare altre forze in Medio Oriente in vista dell’operazione di terra a causa delle minacce dell’Iran di agire su vari fronti”. La Radio militare ha detto che questa non è l’unica ragione del rinvio ma che ce ne sono anche altre, tra cui la presenza nel nord della Striscia di Gaza di 350mila civili palestinesi.

    Medio Oriente, l'arrivo a Gaza dei camion con gli aiuti umanitari
  • Ripreso il lancio di razzi da Gaza verso Israele

    Dopo molte ore di calma sono riprese le sirene di allarme per i razzi da Gaza nel sud e nel centro del Paese, in particolare nella città costiera di Ashkelon. Lo ha fatto sapere il portavoce militare.

  • Esercito, ieri a Rafah entrati 14 camion con aiuti umanitari

    Dietro assenso del governo israeliano, “14 camion” (e non 17 come detto in precedenza) “con aiuti umanitari sono passati la scorsa notte dall’Egitto a Gaza attraverso il valico di Rafah”, dopo essere stati ispezionati dalla sicurezza israeliana’. Lo ha riferito il portavoce militare Daniel Hagari. “Contenevano acqua, cibo e medicinali, ed erano destinati all’Onu” a beneficio dei palestinesi sfollati nel Sud della Striscia. Hagari ha ribadito che Israele verificherà che questi aiuti non giungano poi nelle mani di Hamas. Ha anche confermato che Israele continua ad opporsi all’ingresso di combustibile a Gaza.

  • Inviato cinese, rischio conflitto ai confini con Israele

    La Cina considera la situazione a Gaza “molto seria” per il rischio di “un crescente conflitto terrestre” su larga scala e la diffusione di scontri armati lungo i confini vicini. E’ la valutazione dell’inviato speciale per il Medio Oriente Zhai Jun che, in visita nell’area, che ha partecipato sabato alla conferenza di pace del Cairo. Gli effetti di ricaduta nella regione e a livello internazionale si stanno ampliando, ha aggiunto Zhai nel resoconto del network statale Cctv, dato che il conflitto lungo i confini israelo-libanese e israelo-siriano si sta diffondendo, “rendendo le prospettive preoccupanti”.

    Israele: reportage da Beeri, dove Hamas ha ucciso 108 persone
  • Crosetto in visita lampo in Libano

    Il ministro della difesa italiano Guido Crosetto è in visita in Libano per incontrare gli oltre mille militari italiani dispiegati nel sud del paese a ridosso della linea di demarcazione con Israele. Nella base militare di Shamaa il ministro è stato accolto dal generale Giovanni Brafa Musicoro, a capo del contingente italiano composto principalmente dalla Brigata ’Granatieri’ di Sardegna.

    Medio Oriente, Meloni: "Siamo tutti bersaglio di Hamas, non cadiamo in trappola"
  • Esercito, in Israele trovati corpi di 1000 terroristi Hamas

    “Dall’inizio del conflitto abbiamo recuperato oltre mille cadaveri di terroristi di Hamas in territorio israeliano”, nella zona prossima alla striscia di Gaza e lungo la barriera di sicurezza. Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari. “Le ricerche proseguono ed è possibile che questo non sia il numero definitivo”. “Questo dato - ha aggiunto Hagari - dà la misura dell’asprezza dei combattimenti avvenuti in quella zona, e dell’eroismo e del coraggio dimostrato dai combattenti israeliani, maschi e femmine, nonché dei civili e di altre forze di sicurezza ”che hanno affrontato assassini barbari e assetati di sangue”.

    In una serie tv Hamas aveva raccontato il 7 ottobre
  • Israele, sale a 222 il numero degli ostaggi in mano Hamas

    E’ salito a 222 il numero degli ostaggi israeliani in mano di Hamas a Gaza. Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari secondo cui “il numero complessivo è aggiornato di volta in vota in base a informazioni di intelligence”. “In particolare - ha aggiunto - c’è voluto tempo perché tra gli ostaggi ci sono non pochi cittadini stranieri e la loro identificazione ha richiesto tempo aggiuntivo”.

    Medioriente, Papa: "Si liberino gli ostaggi a Gaza"
  • Borrell, ora più aiuti umanitari a Gaza e più in fretta

    “La cosa più importante ora è chiedere la consegna degli aiuti umanitari a Gaza. In tempi normali, senza guerra, circa 100 camion entrano quotidianamente a Gaza dunque è chiaro che 20 non sono abbastanza”. Lo ha detto l’alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell arrivando in Lussemburgo. “L’importante è fare di più, più in fretta, e in particolare portare a Gaza le cose basilari che fanno sì che l’acqua e l’elettricità vengano ripristinate”, ha detto Borrell.

    Medioriente, aiuti umanitari dall'Iraq verso Gaza
  • Nyt, Hamas rilascerà 50 ostaggi con doppia nazionalità

    - I miliziani di Hamas rilasceranno 50 ostaggi con doppia nazionalità. Lo scrive il New York Times citando un funzionario dell’esercito israeliano. Hamas, ha proseguito la fonte, ha avvertito Israele che un’invasione di terra della Striscia di Gaza ridurrà le possibilità che gli ostaggi vengano liberati. “Un alto funzionario militare israeliano ha affermato che, sulla base dei colloqui tra Stati Uniti e Qatar, Hamas potrebbe rilasciare circa 50 cittadini con doppia nazionalità separatamente da qualsiasi accordo più ampio”, si legge sul giornale.

  • Tajani, vi sono rischi di un allargamento del conflitto

    I rischi di un allargamento del conflitto in Medio Oriente “ci sono” ed è per questo che stiamo lavorando perché “ciò non si trasformi in realtà”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando in Lussemburgo per il Consiglio Esteri. “Tutti noi, Usa e Ue, ci stiamo impegnando sulla via diplomatica e l’Italia ha assunto un ruolo di primo piano: l’obiettivo è evitare l’incendio del Medio Oriente”, ha aggiunto Tajani. “La via diplomatica è quella che premia sempre”, ha precisato Tajani.

  • 17 morti in bombardamento campo profughi a Gaza

    Almeno 17 persone sono rimaste uccise stamane in un bombardamento israeliano nell’affollato rione di Jabalya, a nord di Gaza. Lo riferisce il ministero degli Interni di Gaza, secondo cui si tratta di membri del clan familiare el-Batash, parenti di uno dei leader politici della Jihad islamica. A quanto pare, secondo testimoni sul posto, sotto le macerie ci sono altre vittime. Fonti locali aggiungono che gli abitanti di Jabalya hanno finora ignorato i ripetuti appelli giunti dalle forze armate di Israele di spostarsi nel sud della Striscia, oltre il Wadi Gaza.

    Medioriente, nuovi raid israeliani su Gaza
  • Tajani, de-escalation ma Hamas non può fare quel che vuole

    - Ora serve “una de-escalation”, con “l’interruzione del lancio di razzi da parte di Hamas ed Hezbollah”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando in Lussemburgo. Sulla necessità o meno di chiedere immediatamente una tregua, Tajani ha però sottolineato che “non si può permettere ad Hamas di fare quel che vuole”. “Israele - aggiunge - ha il diritto di difendersi ma in modo proporzionato, senza colpire indiscriminatamente la popolazione civile a Gaza”.

  • Gaza: Borrell, attenzione ai doppi standard, Mosca osserva

    “La guerra in Israele e Ucraina hanno diverse radici e conseguenze ma causano egualmente scosse telluriche in tutto il mondo. La Russia si sta certamente avvantaggiando di questa situazione. Le accuse di doppi standard c’erano prima della guerra e ora ritornano: dobbiamo essere molto attenti a mostrare la stessa preoccupazione per ogni civile ucciso. Certo, diamo forte sostegno a Israele perché ha patito uno degli attacchi più forti contro il popolo ebraico, ma dobbiamo anche prendere in considerazione l’uccisione dei palestinesi, anche loro sono vittime di Hamas”. Lo ha detto Josep Borrell arrivando in Lussemburgo.

  • Madrid: serve una conferenza internazionale di pace

    «Dobbiamo avere la forza di promuovere una conferenza internazionale di pace che porti alla creazione di uno stato palestinese». Lo ha detto il ministro degli Affari esteri spagnolo, José Manuel Albares, arrivando in Lussemburgo (la Spagna detiene la presidenza di turno dell’Ue). «L’Ue deve parlare con una sola voce e dobbiamo condannare sia la violenza di Hamas che gli attacchi alla popolazione civile di Gaza», ha aggiunto. «Questo è il momento di una tregua: che si fermi la violenza e si guardi avanti».

    Ieri, il capo del governo spagnolo ad interim, Pedro Sánchez, ha avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, durante il quale ha ribadito la sua condanna per gli attacchi terroristici di Hamas contro Israele e il suo diritto alla difesa, e allo stesso tempo ha chiesto che gli aiuti umanitari raggiungano la popolazione di Gaza in modo «sufficiente e duraturo». Il premier spagnolo ha sottolineato a Netanyahu che Israele ha il diritto di difendersi contro Hamas «entro i limiti del diritto internazionale e umanitario» e ha ribadito la sua solidarietà alle famiglie delle vittime. «Gli ostaggi devono essere rilasciati immediatamente e senza condizioni», ha detto Sánchez al suo omologo, come ha spiegato lo stesso premier in un messaggio pubblicato sul social network X.

    Allo stesso modo, Sánchez ha espresso la sua «profonda preoccupazione» per la protezione di tutti i civili, chiedendo un «cessate il fuoco umanitario». «Dobbiamo evitare che il conflitto si estenda al resto della regione. Dobbiamo affrontare una soluzione definitiva per la pace, basata sulla soluzione di due Stati, Israele e Palestina, che coesistono in pace e sicurezza», ha aggiunto. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ringraziato Sánchez, per aver espresso il suo sostegno a Israele e ha ribadito che la vittoria di Israele su Hamas sarebbe una conquista «per il mondo intero».

  • Scontri con Israele in Cisgiordania, uccisi 2 palestinesi

    Due palestinesi sono morti e 4 sono rimasti feriti in violenti scontri con l’esercito israeliano avvenuti nel campo profughi di Jalazoun, a nord di Ramallah in Cisgiordania. Lo ha fatto sapere, citato dalla Wafa, il ministero della Sanità dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) che ha identificato i due morti in Mahmoud Saif Al -Tarish Nakhla e Muhammad Nidal Alyan, uccisi «da proiettili».

  • Israele: no a cessate il fuoco a Gaza, priorità ostaggi e annientare Hamas

    Non ci sarà «nessun cessate il fuoco» a Gaza, come ha chiesto Hamas e mentre gli Stati Uniti e il Qatar lavorano per liberare più di 200 ostaggi che si trovano nell’enclave assediata. Lo ha dichiarato un alto funzionario israeliano alla Cnn, aggiungendo di «non essere a conoscenza» delle richieste degli Stati Uniti per rinviare la prevista operazione di terra a Gaza. Israele e gli Stati Uniti vogliono che tutti gli ostaggi vengano rilasciati «il più rapidamente possibile», ha aggiunto. «Non si può permettere che gli sforzi umanitari abbiano un impatto sulla missione di smantellare Hamas», ha affermato il funzionario.

    Israele, le voci dei familiari degli ostaggi
  • Media, Israele bombarda dozzine obiettivi a Gaza

    Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, aerei militari israeliani hanno effettuato attacchi vicino agli ospedali Al-Shifa e Al-Quds nella città di Gaza. Non ci sono informazioni immediate sulle vittime o sugli obiettivi degli attacchi, avvenuti dopo che le forze di difesa israeliane avevano annunciato che stavano bombardando dozzine di siti collegati ad Hamas nella Striscia.

  • Israele: colpita struttura militare di Hezbollah in Libano

    Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato su Telegram di aver colpito alcuni obiettivi di Hezbollah in Libano, tra cui anche una struttura militare e un posto di osservazione. Inoltre un aereo dell’Idf ha colpito una cellula terroristica che operava lungo il confine.

     

  • Biden: Israele consentirà un «flusso continuo» di aiuti a Gaza

    Il presidente Joe Biden e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno affermato in una telefonata domenica che Israele consentirà un «flusso continuo» di assistenza umanitaria a Gaza, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca. Biden ha sottolineato l’arrivo dei primi due convogli di assistenza umanitaria dopo l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre, che hanno attraversato il confine con Gaza e vengono distribuiti ai palestinesi bisognosi, secondo un comunicato della Casa Bianca. «I leader hanno affermato che ora ci sarà un flusso continuo di questa assistenza fondamentale a Gaza». I primi due convogli di aiuti hanno raggiunto i palestinesi questo fine settimana, dopo che il valico di frontiera tra Egitto e Gaza è stato aperto sabato per consentire cibo e assistenza medica nella regione. Durante la telefonata di domenica, Biden e Netanyahu hanno anche discusso degli sforzi «per garantire il rilascio di tutti gli altri ostaggi presi da Hamas – compresi i cittadini statunitensi – e per garantire un passaggio sicuro ai cittadini Usa e ad altri civili a Gaza che desiderano partire», secondo la Casa Bianca.

    Biden: entro 24-48 ore i primi camion di aiuti a Gaza
  • Biden e alleati: «Israele si difenda, ma rispetti il diritto internazionale»

    Il presidente Usa Joe Biden e i leader di Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia, nel corso di un colloquio telefonico, hanno ribadito «il loro sostegno a Israele e al suo diritto di difendersi dal terrorismo e hanno chiesto il rispetto del diritto internazionale, compresa la protezione dei civili». Lo riferisce la Casa Bianca in una nota sul colloquio tra il presidente americano e Rishi Sunak, Justin Trudeau, Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Giorgia Meloni. I leader hanno accolto con favore l’annuncio dei primi convogli umanitari a Gaza e hanno chiesto il rilascio immediato degli ostaggi nelle mani di Hamas.

    Per approfondire / Israele, dichiarazione congiunta Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito

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