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Biden: stop a North Stream 2 se la Russia invade Kiev

Il vertice bilaterale tra il Presidente Usa e il neo-cancelliere tedesco esorcizza differenze e incertezze. Casa Bianca: un’invasione è pronta al 70%.

di Marco Valsania

Usa: se Russia invade Ucraina stop al gasdotto Nord Stream 2

4' di lettura

Sfoggio di unità sulla crisi Ucraina, tra Joe Biden e Olaf Scholz. E anche, per il Presidente americano, l’occasione di incalzare il neo-Cancelliere tedesco al suo primo vertice bilaterale transatlantico al fine di mettere a fuoco e ottenere un rafforzamento dell’arsenale collettivo delle sanzioni in mano agli alleati occidentali, compreso il blocco del gasdotto Nord Stream 2 tra Russia e Germania, in caso di aggressione contro Kiev decisa dal Cremlino.

Biden: “Germania alleato del tutto affidabile”

«È stato un incontro molto produttivo, abbiamo valori condivisi», ha affermato Biden nella conferenza stampa congiunta al termine del summit, dopo aver già accolto il Cancelliere affermando che Usa e Germania sono “in sintonia” sulla crisi con Mosca. «Se la Russia invade siamo pronti assieme», ha aggiunto. «E tutta la Nato è pronta». Prese di posizione che hanno voluto esorcizzare lo spettro di differenze e screzi nell’eventuale risposta a Mosca a base di pesanti sanzioni, un’ammissione resa urgente dalle denunce di Washington che il Cremlino ha ormai mobilitato il 70% delle forze necessarie a una invasione. «La Germania è un alleato incredibilmente affidabile», ha sottolineato Biden e ha ricordato tra l’altro gli ingenti aiuti inviati da Berlino a Kiev. «Esiste piena fiducia». Se la Russia invade, ha poi detto affrontando una delle questioni finora più delicate per la Germania, «non ci sarà più un Nord Stream 2». Ancora: «Con un invasione russa, Nord Stream 2 semplicemente non ci sarà, prometto che saremo in grado» di fermarlo. Ha inoltre indicato che Usa e Germania sostengono un “robusto piano di sanzioni”.

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Scholz: “Parlare con una sola voce”

Scholz ha da parte sua fatto fronte comune con Biden. Ha dichiarato che «è importante per gli alleati essere uniti, parlare con una sola voce». E ha promesso che «ci sarà un alto prezzo per la Russia» se invaderà. «Siamo d’accordo su severe e rapide sanzioni», ha aggiunto Scholz, «abbiamo preparato una reazione» che sarà “unanime”. E poi: «Siamo fianco a fianco», il rapporto con Washington è “indistruttibile”. Rispondendo ad una domanda specifica su Nord Stream 2 il Cancelliere si è limitato a ribadire che la Germania, gli Usa e gli alleati sono “uniti”, evitando di menzionare direttamente il gasdotto.

Una visita delicata

La visita di Scholz alla Casa Bianca è nata per mostrare che tra gli alleati transatlantici non ci sono eccessive incomprensioni quando si tratta di affrontare il Cremlino. Ancor prima dell’incontro, collaboratori di Biden avevano promosso il vertice bilaterale come «occasione per affermare i profondi e duraturi legami tra Stati Uniti e Germania, uno degli alleati più stretti e forti». Avevano sottolineato la comune «preoccupazione per la mobilitazione militare russa ai confini con l’Ucraina» e l’impegno «sia a favore degli sforzi diplomatici in corso per incoraggiare la Russia a una de-escalation delle tensioni sia agli sforzi di assicurare una deterrenza a ulteriori aggressioni russe».

“Un robusto pacchetto di sanzioni”

Cuore del summit, per la Casa Bianca, sono stati i preparativi per «un robusto pacchetto di sanzioni che imponga severi costi se la Russia invadesse ulteriormente l’Ucraina». Da parte sua Scholz si è presentato al faccia a faccia dopo aver concesso una intervista al quotidiano Washington Post nella quale aveva anticipato che un’invasione russa vedrà una risposta “unita e decisiva” degli alleati. Scholz aveva anche sottolineato il cruciale ruolo della Germania nella Nato e nel sostegno economico a Kiev.

L’escalation

La visita di Scholz è tuttavia avvenuta all’ombra della continua escalation della crisi con Mosca, che ha ammassato ingenti truppe ai confini dell’Ucraina con Washington che lancia crescenti allarmi su un possibile attacco – tra le ultime una stima di elevate vittime civili davanti a un’invasione. E mentre i canali diplomatici restano attivi – il leader francese Emmanuel Macron è volato nelle ultime ore a Mosca dopo aver parlato domenica con Biden - e però incapaci finora di dare frutti.

Le critiche del Congresso

La Germania in questo clima è stata finora apertamente criticata negli Stati Uniti, in particolare da esponenti del Congresso democratici e repubblicani, per un atteggiamento definito troppo morbido con Vladimir Putin. Ha destato polemiche la sua resistenza a chiarire le sanzioni che i paesi occidentali farebbero scattare per imporre “pesanti costi” a Mosca. L’ambasciatore tedesco negli Usa nei giorni scorsi aveva spedito in patria un messaggio per denunciare la diffusione dell’opinione che la Germania non è “un alleato affidabile”.

Biden, con il vertice bilaterale, ha cercato di archiviare simili percezioni di divergenze. Anche perché l’efficacia della sua politica estera è a sua volta sotto assedio, dopo il caotico ritiro dall’Afghanistan. Il Presidente ha discusso quello che la Casa Bianca ha descritto come un pacchetto di “rapide e severe sanzioni” contro Mosca, che può comprendere da misure finanziarie a penalizzazioni dell’elite attorno a Putin a provvedimenti economici quali, appunto, lo stop a Nord Stream 2 “in un modo o nell’altro”. Oggi il suo completamento è sospeso per un esame delle autorità Ue sul rispetto della politica energetica europea.

Gli altri temi

Scholz ha una certa familiarità con Biden, nonostante la sua recente successione ad Angela Merkel che aveva lavorato con ben quattro presidenti americani. Aveva incontrato Biden di recente, ha sottolineato l’amministrazione Usa, quando a ottobre da ministro delle Finanze aveva partecipato al G20 a Roma. La Germania da inizio anno ha inoltre assunto la presidenza del G7 e l’incontro bilaterale ha toccato anche altre comuni priorità al cospetto di sfide globali, dalla pandemia al cambiamento climatico alla promozione di prosperità economica e sicurezza internazionale fino alle relazioni con la Cina.


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