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Biden, la nuova politica estera americana è all’insegna di diplomazia e alleanze

La svolta da Trump nella prima visita al Dipartimento di Stato: basta alla guerra in Yemen, niente ritiro di truppe dalla Germania, durezza con Mosca

di Marco Valsania

(EPA)

4' di lettura

«America is back. Diplomacy is back». Ancora: «Ricostruiremo le alleanze, saremo impegnati nel mondo, difenderemo la democrazia, i diritti umani. Affronteremo la sfida del cambiamento climatico». Joe Biden ha arringato il corpo diplomatico degli Stati Uniti nella sua prima visita ufficiale al Dipartimento di Stato.

Una visita per lanciare un’intera visione di politica estera incentrata anzitutto sul multilateralismo, sulla valorizzazione dei rapporti con i tradizionali partner e sulla riscossa di una leadership internazionale di Washington quando in gioco sono tematiche globali scottanti. Vale a dire per mettere nero su bianco la discontinuità dall’America First del predecessore Donald Trump.

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Le truppe Usa restano in Germania

Tra le prime decisioni, svelate durante la visita, Biden indicato di aver chiesto al Segretario alla Difesa Lloyd Austin una generale revisione della situazione delle forze americane nel mondo, congelando la scelta dell'amministrazione Trump di ritirare truppe dalle Germania. Quella di Trump era stata giudicata una scelta punitiva, in risposta ai tesi rapporti di allora tra Washington e Berlino.

Basta sostegno alle offensive saudite nello Yemen

Biden ha inoltre annunciato un’altra immediata discontinuità. La fine del sostegno alle operazioni offensive guidate dall'Arabia Saudita nel conflitto in Yemen, comprese le vendite di armi giudicate «rilevanti». Ha detto che «la guerra ha creato una catastrofe umanitaria e strategica. Deve finire». E ha sostenuto che la sua decisione è in sintonia con i nuovi valori della sua Presidenza, di diplomazia, democrazia e diritti umani. Biden ha anche indicato che incaricherà un inviato speciale per la crisi dello Yemen.

Diritti Lgbtq e rifugiati

Non basta. Presto scatteranno inoltre decreti per la difesa su scala internazionale dei diritti della comunità Lgbtq. E un aumento del tetto annuale dei rifugiati ammessi negli Usa a 125.000, che equivale a otto volte il limite imposto sotto Trump e supera i livelli raggiunti durante la stessa amministrazione di Barack Obama, nella quale Biden era stato vice-presidente.

New Start e nuovo inviato sull’Iran

In questi giorni Biden, sul fronte della proliferazione nucelare, ha inoltre esteso di cinque anni l'accordo sulla limitazione degli ordigni atomici intercontinentali con la Russia New Start, l’ultimo rimasto in vigore e in scadenza questa settimana dopo che Trump aveva annullato un separato accordo sugli arsenali a medio raggio . E ha nominato un nuovo inviato speciale sull'Iran, Robert Malley, che è stato tra gli originali artefici dell'accordo multilaterale con Teheran sul nucleare poi strappato da Trump. La nomina di Malley è stata letta come una indicazione della volontà di riportare in carreggiate l'intesa.

La Russia pagherà prezzi più alti

Affrontando il più vasto nodo delle tensioni con la Russia, ha chiesto nuovamente la liberazione del dissidente Alexei Navalny affermando che «non esiteremo ad alzare il prezzo» pagato da Mosca, Ha aggiunto che“difenderemo i nostri interessi vitali e i nostri cittadini”. Raccontando lo scambio di vedute già avuto con Vladimir Putin, Biden ha affermato che la sua amministrazione sarà ben diversa da quella di Trump: “I giorni dell'acquiescenza degli Stati Uniti alle azioni aggressive russe, all'interferenza nelle elezioni, ai ciber-attacchi, all'avvelenamento di suoi cittadini, sono finiti”. Ha riservato avvertimenti anche alla Cina, affermando tuttavia che per controllare le ambizioni di Pechino, che vuole “rivaleggiare con gli Stati Uniti”, oltre che di Mosca sono cruciali forti alleanze. Biden ha anche difeso la libertà di stampa su scala globale, “essenziale alla salute delle democrazia”.

Ricostituire la cooperazione

Biden ha citato i colloqui già avuti con leader di paesi alleati a sostegno della possibilità di mettere in pratica la sua visione. Ha indicato di aver discusso la “ricostituzione di abitudini alla cooperazione e la ricostruzione della forza delle alleanze democratiche che si sono atrofizzare negli ultimi anni di abbandono e direi anche di abusi. Le alleanze americane sono il nostro più grande asset”. Biden ha sottolineato a questo fine il ruolo centrale dei diplomatici, spesso trascurati e umiliati dalla precedente amministrazione Trump. «Dobbiamo affrontare il momento di sfide globali sempre più rapide, dalla pandemia alla crisi del clima, alla proliferazione nucleare, che possono essere risolte da nazioni che lavorano assieme e in comune. Non possiamo farlo da soli. Dobbiamo cominciare con la diplomazia».

L’appello ai diplomatici

Parlando direttamente a dipendenti e funzionari del Dipartimento di Stato ha detto: «Siete il volto dell'America e contate molto». Ha promesso che li sosterrà come loro sosterranno gli interessi della popolazione americana. «Avrete il potere di fare il vostro lavoro, non vi prenderemo di mira e non vi politicizzeremo», ha aggiunto. «Vogliamo un dibattito rigoroso che dia spazio a tute le prospettive, al dissenso. E' così che avremo i migliori risultati in termini di politiche. Gli Stati Uniti guideranno di nuovo non solo con l'esempio della loro forza ma con la forza del loro esempio». Infine: «Abbiamo molto da fare e molto da ricostruire”. Nel farlo, ha chiesto al corpo diplomatico di agire “sempre con integrità, trasparenza e responsabilità per ricreare fiducia nell'America; di lavorare al servizio degli americani, non del proprio interesse; di promuovere diversità, giustizia, inclusione, ovunque perché i nostri diplomatici a ogni livello devono rispecchiare la piena diversità del nostro grande Paese».


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