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Biden più vicino alla vittoria, Trump si aggrappa ai ricorsi

Giornata ad alta tensione con il paese ormai spaccato. Il democratico conquista anche il Michigan mentre il presidente lancia l’accusa shock: voto rubato. L’Ocse lo censura: così mette a rischio il processo democratico

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Usa 2020, sui voti scontro Trump-Biden a colpi di tweet

Giornata ad alta tensione con il paese ormai spaccato. Il democratico conquista anche il Michigan mentre il presidente lancia l’accusa shock: voto rubato. L’Ocse lo censura: così mette a rischio il processo democratico


4' di lettura

WASHINGTON - Gli Stati Disuniti d'America. Dopo una lunga e velenosa campagna, al termine delle più costose elezioni della storia - 10,8 miliardi di dollari di spesa complessiva stimata secondo il non partisan Center for Responsive Politics - la presidenza della prima potenza mondiale si deciderà sul filo dei voti. Con il paese spaccato, lacerato in due come mai prima d'ora. Per avere i risultati definitivi ci vorrà ancora tempo, forse anche una settimana, per via del lungo conteggio dei voti anticipati, nelle due modalità dell'early voting e dei voti postali, e per via delle mutate regole elettorali attuate dai 50 stati americani nell'anno del coronavirus.

La situazione

Secondo le ultime proiezioni della Cnn, Joe Biden è in testa nella corsa per la conquista dei 270 grandi elettori necessari per vincere la Casa Bianca: 253 a 213. Il candidato democratico è avanti sui voti popolari nazionali: 71,7 milioni contro 68 milioni. Con il medesimo margine di circa tre milioni di voti in più come fu nel 2016 con Hillary Clinton. La partita si gioca in un testa a testa su alcuni stati in bilico.

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A scrutini ancora in corso, Trump è dato in vantaggio in North Carolina (15 grandi elettori), Pennsylvania (20) e Alaska (3).

Biden è dato vincente in Michigan (16 grandi elettori) e Wisconsin (10), ed è proiettato avanti in Arizona (11) e Nevada (6).

In Georgia (16 grandi elettori) i due candidati sono appaiati. Mancano al momento il conteggio di molti voti postali e il comitato elettorale ha fatto sapere che ci vorrà una settimana di tempo per avere i risultati definitivi.

Se le proiezioni verranno confermate dai risultati, ai 253 grandi elettori di Biden con Arizona e Nevada se ne aggiungerebbero altri 17 in premio, per un totale di 270 voti esatti con i quali vincerebbe le elezioni.

Trump con gli altri tre stati dove è avanti ne avrebbe 38 da aggiungere ai 213 che già conquistati, per un totale di 251 grandi elettori. Senza considerare i 16 della Georgia che resteranno in palio tra i due e che non basterebbero comunque a Trump per vincere la presidenza (267). Con tutti i ma e i se del caso, considerando che si tratta di dati non definitivi.

Il Senato, sempre seguendo le proiezioni della Cnn, resterebbe con una maggioranza minima ai repubblicani. Mentre la Camera resterebbe democratica.

Lo scenario peggiore

Nel complesso, ha vinto l'incertezza, lo scenario peggiore che non piace a nessuno. Chiunque conquisterà la Casa Bianca si troverà davanti una situazione politica che rappresenta esattamente l'America polarizzata di oggi, con il Congresso diviso in due. Ed enormi difficoltà a far approvare qualsiasi decisione di spesa.

Ha perso l'America. E ha perso la democrazia americana, con il presidente eletto della più grande democrazia occidentale che nella lunga notte elettorale prima della chiusura dello spoglio, come un dittatore di una repubblica delle banane qualsiasi, ha dichiarato la vittoria, aggiungendo: «Stanno tentando di rubarci le elezioni, una frode per gli americani. Andremo davanti alla Corte Suprema». Ben consapevole che l'Alta Corte ha sei giudici su tre di nomina conservatrice, grazie alla nuova entrata Amy Coney Barrett.
Termini eversivi censurati da Facebook e Twitter che rischiano di accendere gli animi dei suoi sostenitori più estremi, come già avvenuto alla vigilia del voto.

Biden: tutti i voti devono essere contati

Joe Biden nella notte ha parlato con toni presidenziali: «Più di 150 milioni di persone hanno votato, è chiaro che stiamo vincendo in un numero sufficiente di Stati per raggiungere quota 270. Non sono qui per annunciare la mia vittoria, ma per dire che tutti i voti devono essere contati. Per andare avanti dobbiamo smettere di trattare i nostri avversari come nemici. Non siamo nemici. Io ho fatto la campagna da democratico, ma governerò da presidente americano».

Trump nella fortezza blindata

Il mancato riconoscimento di una vittoria ai punti di Biden da parte di Trump rischia di scatenare proteste infinite e nuove dolorose fratture sociali. La Casa Bianca, da maggio dopo le proteste per l'uccisione di George Floyd, è impossibile da avvicinare. Appare come una fortezza blindata più che la casa di tutti gli americani. Circondata da due anelli di recinzioni alti tre metri e dagli agenti in assetto anti sommossa, con il presidente rinchiuso dentro che - ormai è chiaro - non accetterà la sconfitta.

Gli osservatori internazionali dell'Ocse che stanno controllando la regolarità delle elezioni puntano il dito contro le accuse mosse da Trump verso l'attendibilità del processo elettorale americano affermando che mettono a rischio la fiducia nella democrazia.

Le manifestazioni a protezione del voto

All'indomani dell'Election Day con un tam tam sui social sono state organizzate un centinaio di manifestazioni “a protezione del voto” da movimenti e associazioni di sinistra, da Black Lives Matter a Greenpeace. La più importante a New York davanti alla Biblioteca centrale a Manhattan. A Detroit ci sono state tensioni con alcune centinaia di supporter di Trump che hanno manifestato invocando la sospensione del conteggio, come ha fatto il presidente con un’azione legale poco prima dell’assegnazione dello stato a Biden.

La fallibilità dei sondaggi

Quello che ha detto già il voto americano è che i sondaggi, come nel 2016, hanno completamente sbagliato le previsioni. Trump è stato aiutato dal voto dei latinos in Florida e Texas, dove ha aumentato i consensi. Latinos che sono diventati il gruppo etnico più numeroso del paese superando gli afroamericani per numero di votanti.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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