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Biden presenta un piano di compromesso da 1.850 miliardi per welfare e clima

La revisione di Build Back Better alla partenza per il viaggio in Europa, tra G20 a Roma e Cop26 dell’Onu a Glasgow. Per il clima 550 miliardi

di Marco Valsania

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2' di lettura

Joe Biden, alla partenza per l'Europa con un'agenda fitta di delicati incontri bilaterali e multilaterali, dal G20 a Roma a Cop26 dell'Onu sul clima a Glasgow, vara una nuova versione dimezzata del suo grande piano sociale e ambientale Build Back Better. Una versione che spera possa diventare il compromesso sul quale il partito democratico può unirsi. E la sua leadership, non solo negli Stati Uniti ma sul palcoscenico internazionale, rilanciarsi.

Un compromesso per il futuro della Casa Bianca

Dopo essersi recato al Congresso per colloqui in extremis, il Presidente ha sollevato il sipario su un progetto di rafforzamento del welfare e di lotta al cambiamento climatico da forse 1.850 miliardi di dollari, contro i 3.500 miliardi inizialmente proposti. Lo ha definito un “compromesso”, dove nessuno – leggi tanto le correnti progressiste che moderate del partito democratico - ottiene tutto ciò che ha chiesto. Ma che rappresenta ugualmente un “investimento storico nel Paese, fiscalmente responsabile e interamente pagato”.

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L’attesa per un voto

Biden ha detto che il destino stesso della sua presidenza e della maggioranza al Parlamento dei democratici dipenderà dal successo del piano, vale a dire da un voto che lo trasformi al più presto in legge. Parallelamente quell'approvazione, che dovrà avvenire con tutti i voti democratici per superare l'opposizione repubblicana, dovrebbe sbloccare un parallelo voto a favore del già pronto piano infrastrutturale da mille miliardi, che gode in vece di sostegno bipartisan. Negoziati tra i democratici per arrivare al voto in aula potrebbero tuttavia richiedere quantomeno giorni. Nell'immediato sono ancora mancate dichiarazioni di ottimismo esplicito da parte degli esponenti più in vista dell'ala moderata e progressista.

Per il clima 550 miliardi di dollari

Tra i capisaldi della versione rivista, il piano stanzia 550 miliardi, rivendicati come il maggior investimento federale contro l'effetto serra. Fondi dedicati anzitutto (320 miliardi) a incentivi per veicoli elettrici e per la transizione energetica alle fonti rinnovabili dal fossile, gas e carbone.

Sul fronte sociale sopravvivono asilo nido universale e sussidi all'infanzia che abbatteranno la povertà, per un totale di 600 miliardi di dollari. Cancellati appaiono invece programmi nazionali di congedo familiare pagato e di abbattimento dei costi dei farmaci, come anche due anni di college pubblico di base gratuito per gli studenti.

Fondi da tasse su grandi aziende e redditi multimilionari

La formula per trovare la risorse fa leva su nuove imposte mirate a grandi aziende e redditi multimilionari. Le risorse sono in particolare rastrellate da una minimun tax su aziende con profitti di oltre il miliardo l'anno. E con una sovrattassa del 5% su redditi personali oltre i 10 milioni, maggiorata di un altro 3% oltre i 25 milioni. Nessun aumento generalizzato invece delle aliquote.


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