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Biden al Congresso: «Avanti America, non fermiamoci». Piano da 1.800 miliardi per le famiglie finanziato da tasse sui ricchi

“Ho un’agenda da operai per costruire il Paese”, dice invocando una nuova era di spesa e riforme sociali. I repubblicani lo accusano di socialismo

di Marco Valsania

Aggiornato il 29 Aprile 2021, alle ore 08:45

Il presidente americano Joe Biden (Reuters)

6' di lettura

Una nuova era di spesa pubblica e interventi per trasformare l'America, che faccia davvero grande e unito il Paese. Joe Biden ha lanciato dal Congresso a Camere riunite, anche se con presenze ridotte dalle precauzioni pandemiche, la sua rivoluzione sociale. Che vede il governo strumento non solo al servizio della crescita ma protagonista di una vasta espansione, senza precedenti da decenni nel Paese, di assistenza, istruzione e iniziative per una riscossa e allargamento dei ceti medi.

“Dobbiamo dimostrare che la democrazia funziona ancora. Che il nostro governo funziona e può portare a risultati per la gente”, ha intonato il Presidente giunto al traguardo dei primi cento giorni della sua Casa Bianca. “L'America torna ad avanzare. Non possiamo fermarci adesso. Siamo ad un momento cruciale nella storia. Dobbiamo fare di più che ricostruire. Occorre ricostruire meglio”. Build Back Better, lo slogan principe della sua presidenza.

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“Da crisi a opportunità”

Ancora, ha incalzato: “Stiamo trasformando il pericolo in possibilità. La crisi in opportunità. Le battute d'arresto in nuova forza”, ha continuato. E ha definito la sua proposta come “un'agenda da operai per costruire l'America”, un “Blue collar Blueprint”. Pagata anzitutto da aumenti delle tasse su grandi aziende e redditi più elevati. L’ultimo, decisivo, tassello lo ha svelato proprio ieri: l’American Families Plan che prescrive 1.800 miliardi di dollari di spesa per le famiglie, da istruzione a assistenza e crediti d’imposta anti-povertà, che si aggiunge ai 2.300 miliardi del progetto su infrastrutture, occupazione e ambiente e ai 1.900 miliardi già varati in aiuti d’emergenza. In tutto seimila miliardi, dei quali 4.100 oggi in gioco.

“America, vaccinati”

Biden non ha dimenticato le ferite ancora aperte della crisi americana. Quella economica, “la più grave dalla Grande Depressione”. E quella politica, con il “più grave attacco alla democrazia dalla guerra civile” culminato nell’assalto al Congresso del 6 gennaio orchestrato da sostenitori dello sconfitto Donald Trump. E non dimentica neppure la lotta alla pandemia da tenere alta: “Vai a vaccinarti, America”. Ma ha aggiunto che occorrerà impegnarsi a fondo, domani, per molto di più, per investimenti destinati a chi “sente di essere stato lasciato indietro, dimenticato in un'economia che cambia rapidamente”.

Due donne simbolo di cambiamento

A evidenziare la svolta che Biden vuole imprimere non sono mancati i simboli del cambiamento. Alle sue spalle durante il discorso, per la prima volta, due leader donne, la vice Presidente Kamala Harris e la Speaker della Camera Nancy Pelosi. E Biden ha anche invitato cinque americani come ospiti virtuali per dare un volto concreto alle sue priorità. Il Presidente sa però di dover fare i conti con critiche e resistenze dell'opposizione repubblicana, che denunciano i suoi programmi come radicali e eccessivi. E si è rivolto a loro con un messaggio a metà tra diplomazia e ultimatum. Si è offerto di discutere qualunque idea, eccetto l'idea di non agire. “Il mondo non ci aspetta. Voglio essere chiaro. Non fare nulla non è un'opzione”.

Positivi i primi sondaggi

Biden, per procedere nella sua scommessa, dovrà anche convincere la nazione a seguirlo, un elettorato che rimane ideologicamente e politicamente polarizzata e divisa. Anche se gli iniziali sondaggi della rete Tv Cnn dopo il suo discorso danno un responso favorevole, con oltre il 70% che esprime maggior ottimismo e che vede Biden condurre il Paese nella direzione giusta. Alla vigilia, tuttavia, il suo tasso di approvazione era tra il 53% e il 55%, positivo ma pur sempre tra i più bassi del Dopoguerra nel primo scorcio di una presidenza.

La dura replica repubblicana: “Socialista”

La risposta repubblicana - dura e negativa - non è tardata, affidata all'unico senatore afroamericano del partito Tim Scott. “Il nostro miglior futuro non arriverà da trame di Washington o sogni socialisti, ma dalla popolazione americana”, ha affermato. Scott ha poi difeso l’eredita dell’amministrazione repubblicana precedente, che aveva già “invertito la rotta” della crisi. E ha ridimensionato mali sociali da affrontare evocati da Biden quali la discriminazione: “L’America non è un Paese razzista”.

Biden chiede anche riforme di immigrazione e polizia

Il Presidente non ha però temperato le sue ambizioni, toccando molti altri temi scottanti domestici e di politica estera. Ha chiesto una riforma dell'immigrazione che spiani la strada alla legalizzazione di 11 milioni di clandestini che già vincono negli Stati Uniti. E riforme della polizia, il passaggio entro maggio del George Floyd Justice in Policing Act, sull'onda delle continue uccisioni di cittadini di colore da parte delle forze dell'ordine. Sul fronte internazionale ha rivendicato il ritiro dall'Afghanistan concordato con gli alleati entro l'anniversario dell'11 settembre, per porre fine alle “guerre infinite”.

L’American Families Plan

Ma il focus del discorso è rimasto la svolta sociale. Era stata messa nera su bianco nelle ore precedenti con l'annuncio dei dettagli dell'American Families Plan: un piano da 1.800 miliardi di sostegno esplicito a ceti medi e disagiati. Che prende di mira diseguaglianze sociali e razziali e pagato con aumenti delle tasse sui più abbienti. Il progetto è stato delineato in un fitto documento di 15 pagine che Biden spera diventi legge approvata dal Parlamento, anche a costo di forzare la mano con manovre procedurali, di rinunciare a sforzi bipartisan e far leva solo sulla fragile maggioranza democratica contro un'opposizione repubblicana unanime.E’ “un investimento nei nostri figli, nelle famiglie, nel futuro”, si legge nella presentazione del piano.

15 pagine e grandi cifre

Le 15 pagine cominciano subito con due maxi-cifre: mille miliardi di spesa e 800 tra sgravi e crediti d'imposta. Con un'enfasi su istruzione, assistenza sanitaria e all'infanzia, permessi pagati sul lavoro, aiuti anti-povertà. Significativa anche la concentrazione degli aumenti delle imposte sull'1-2% degli americani con redditi oltre i 400.000 dollari l'anno: porteranno, stando ai calcoli dell’amministrazione, in dote all’erario 1.500 miliardi in dieci anni e copriranno interamente gli investimenti promessi in 15 anni.

Riforme ambiziose

I dettagli del piano Biden si spingono anche oltre, mettendo nero su bianco un complesso ventaglio di programmi che non nasconde le ambizioni trasformative, di rilancio e allargamento di classi medie oggi troppo spesso impoverite o lacerate da sperequazioni e discriminazioni. Il Presidente ha invocato “azioni coraggiose” necessarie in momenti di crisi. Più aggressive, per gli effetti redistributivi e progressisti ipotizzati, di quelle dei suoi più recenti predecessori democratici nello Studio Ovale, Barack Obama e Bill Clinton.Sul fronte delle tasse l'aliquota individuale più alta tornerà al 39,6% dal 37% al quale l'avevano ridotta i repubblicani nel 2017. Una percentuale che sarebbe pagata, senza agevolazioni, anche su capital gains e dividendi da chi guadagna oltre un milione l'anno, lo 0,3% della popolazione. Saranno cancellati “sconti” sui redditi dei re degli hedge fund. Modifiche nelle imposte di successione alzeranno oneri sulle plusvalenze negli asset ereditati. E controlli scatteranno sui contribuenti più facoltosi: la Casa Bianca è convinta che occultino fino a un quinto del reddito e intende rastrellare 700 miliardi in dieci anni.

Spesa per l’istruzione in evidenza

Sono tuttavia spese e sgravi per i meno abbienti a fare la parte del leone nel piano Biden. In tutto per l'accesso al settore educativo arrivano oltre 500 miliardi, con quattro, inediti anni di scuola e università gratuiti per tutti: due di pre-kindergarten (209 miliardi) e due di community college (109 miliardi), che possono preludere a una laurea quadriennale. Ulteriori 200 miliardi scattano in sussidi per studenti bisognosi, di università afroamericane e per qualificazione e assunzione di insegnanti. Maggior assistenza all'infanzia, 225 miliardi, sarà mirata a famiglie con salari fino a una volta e mezza il reddito mediano in ogni stato, affinchè nessuno spenda più del 7% di quanto guadagna in simili servizi. Queste carenze costerebbero all'economia Usa 57 miliardi l'anno.

Paid leave e crediti anti-povertà

Ancora: un programma nazionale da oltre 200 miliardi garantirebbe 12 settimane di assenze pagate dal lavoro (fino all'80% del salario) per ragioni familiari o di salute . Senza la “paid leave” gli americani perdono ogni anno 22,5 miliardi in compensi e 64 miliardi in attività economica. Sussidi rafforzati, 200 miliardi, aiuteranno l'acquisto di polizze sanitarie Obamacare. E saranno estesi fino al 2025, anche se non resi permanenti, rivoluzionari incrementi nei crediti d'imposta per i figli a carico contenuti nel pacchetto anti-crisi da 1.900 miliardi di marzo, versati con assegni mensili e volti a dimezzare la povertà minorile.Abbastanza perchè la Casa Bianca rivendichi la sua agenda come la visione di un'altra America: “inclusiva”, che “reinveste nel futuro di economia e lavoratori”. Capace con queste armi di “battere la concorrenza della Cina e di altri paesi”. Di un “Biden Boom” che non sia, solo, quello di Wall Street.

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