Tensione tra vecchi nemici

Biden: «sì, penso che Putin sia un assassino»

Il presidente del Parlamento russo Volodin: «è un attacco alla Russia», frutto di «isteria provocata dalla debolezza».

Navalny trasferito in una colonia penale a 100 km da Mosca

2' di lettura

«Sì lo penso». Così Joe Biden ha risposto alla domanda di George Stephanoupolos della Abc che, nell'intervista a Good Morning America, gli ha chiesto se pensa, visto che lui lo «conosce bene», che «Vladimir Putin sia un assassino» riferendosi alla vicenda Navalny.

Il Fondo Anti-Corruzione (FBK) di Navalny commenta subito su Twitter: «Biden chiama Putin “un assassino”. Perché è veramente così. Per qualcuno sarà difficile accettarlo ma il presidente della Russia è un assassino. A tutti quelli che dubitano, fategli vedere il nostro video su come Vladimir Putin ha cercato di uccidere Alexey Navalny».

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Reagiscono anche le autorità russe, tramite il presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin che dichiara: «Le parole del Presidente degli Stati Uniti, che in una intervista alla Abc ha detto di considerare Vladimir Putin come un assassino, costituiscono «un attacco alla Russia» dice Volodin che ha aggiunto, è frutto di «isteria provocata dalla debolezza».

Ma Biden non sembra intimidito, anzi ha circostanziato accuse pesanti a Putin, connotandolo come avversario a tutto tondo: il presidente russo «pagherà un prezzo», per aver cercato di influire sull'esito delle scorse elezioni presidenziali, dice il presidente americano. Putin è dunque anche accusato di aver cercato di danneggiare la candidatura dello stesso Biden e di esacerbare le tensioni nel Paese, secondo quanto emerso da un rapporto dell'intelligence statunitense.

I russi avevano risposto anche sulle interferenze. Le accuse «sono prive di fondamento, di prove e sono sbagliate», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «Non siamo d'accordo con le conclusioni dell'Intelligence nazionale Usa sul nostro Paese. La Russia non ha interferito nelle elezioni precedenti e non lo ha fatto in quelle del 2020 a cui fa riferimento il rapporto. La Russia non è coinvolta in campagne contro alcuno dei candidati», ha aggiunto Peskov. «In generale, possiamo ancora una volta esprimere rincrescimento per tali accuse, che sono ben lontane dall'essere sostanziali, e sono usate come scusa per introdurre la questione di nuove sanzioni contro il nostro Paese».

Sembra difficile a questo punto che si possa realizzare la terza affermazione di Biden, sempre nell’intervista alla Abc, cioè di credere che i due Paesi possano comunque «lavorare insieme nell'interesse comune».

Nella stessa intervista, Biden chiarisce anche che le cose sono cambiate con l’Arabia Saudita, storico alleato americano in Medio Oriente, e con il principe Mohammed bin Salman. In particolare che «le cose sarebbero cambiate» con la diffusione del rapporto sull'uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi, brutalmente ucciso nel consolato del suo Paese a Istanbul nell'ottobre del 2018. «Sono quello che ha diffuso il rapporto», ha rivendicato il presidente americano rispondendo a George Stephanoupolos riferendosi al rapporto dell'intelligence Usa mai diffuso durante l'Amministrazione Trump, sull'operazione per “catturare o uccidere” Khashoggi. «Abbiamo ritenuto responsabili tutte le persone in quell'organizzazione, ma - ha detto secondo le dichiarazioni diffuse dalla Abc - non il principe ereditario, perché, che io sappia, quando abbiamo un'alleanza con un Paese, non siamo mai andati contro un capo di stato di fatto punendo quella persona». Poi Biden ha aggiunto di aver sottoposto ai sauditi «un elenco di cose che ci aspettiamo facciano», a cominciare dal «porre fine alla guerra in Yemen».

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