Il summit sul clima

Biden, Usa dimezzeranno l’inquinamento entro la fine del decennio

Per il premier italiano Draghi quanto fatto non è sufficiente, bisogna invertire la rotta ora

Clima, un viaggio nel futuro per salvare l'Italia che conosciamo

3' di lettura

Nel Giornata della Terra, con un video che mostra gli effetti del cambiamento climatico, si è aperto il vertice sul clima convocato online da Joe Biden. «Nessuna nazione può risolvere questo problema da sola, e questo summit è un passo verso una strada per garantire un futuro sicuro, prospero e sostenibile», aveva twittato il presidente americano poco prima di dare avvio al vertice internazionale. «Siamo risoluti ad agire. Rispondendo e combattendo i cambiamenti climatici vedo l’occasione di creare milioni di posti di lavoro. È il decennio decisivo per evitare le conseguenze peggiori: dobbiamo agire. Questo vertice è il primo passo del cammino che dobbiamo fare insieme», ha affermato Biden dalla East Room della Casa Bianca avviando i lavori del vertice dei leader mondiali.

Il presidente Usa ha poi dichiarato che gli Stati Uniti «ridurranno il loro inquinamento della metà entro la fine di questo decennio» (rispetto al 2005). «Abbiamo l'opportunità di creare posti di lavoro ben retribuiti, equità ed accesso sostenibile all'energia», gli ha fatto eco il segretario di Stato Usa, Antony Blinken.

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L’obiettivo ha trovato concorde anche il presidente cinese Xi Jinping, secondo cui le nazioni della terra devono impegnarsi per uno sviluppo verde, per un'economia sostenibile per le future generazioni. «Questa è la via per rafforzare la produttività». Per il leader di Pechino il progetto della Via della Seta «può contribuire a un maggiore benessere e a creare un mondo più pulito». «La Cina sarà a emissioni zero entro il 2060», ha poi annunciato Xi.

Anche il primo ministro canadese Justin Trudeau ha dichiarato che il Paese americano taglierà in modo «aggressivo» le emissioni di gas serra nel prossimo decennio, promettendo una riduzione tra il 40% e il 45% sotto i livelli del 2005 entro il 2030. Si tratta di un obiettivo più ambizioso di quello fissato nel 2015, pari al 30%.

DOSSIER / La Giornata della Terra

E se il presidente russo Vladimir Putin ha ipotizzato possibili agevolazioni per investimenti stranieri in energia pulita in Russia, per Angela Merkel è l’ora di «cambiare e trasformare completamente il modo in cui viviamo e lavoriamo». La cancelliera tedesca ha ricordato che l'Ue prevede di ridurre del 55% le emissioni entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, mentre il presidente francese Macron ha sottolineando la necessità di «cambiare completamente il nostro sistema finanziario e di utilizzare tutte le leve a nostra disposizione, ossia innovazione, trasformazione del sistema finanziario, regolamentazione dei prezzi» e in particolare occorre «fissare un prezzo per l'energia legata al carbone, altrimenti non ci sarà alcuna transizione».

Per il premier italiano Mario Draghi, in questi mesi «abbiamo combattuto la pandemia ma non possiamo perdere di vista altre sfide come quella del cambiamento climatico». «Il Piano per la Ripresa dalla pandemia ci offre un'opportunità unica, quella di trasformare le nostre economie e realizzare un'economia più verde e inclusiva. Il nostro obiettivo è sostenere la transizione sostenibile in Europa e fare in modo che l'Ue raggiunga la neutralità climatica per il 2050», ha specificato Draghi al summit. «Gli impegni in materia di clima che prendiamo nel 2021 - ha sottolineato il presidente del Consiglio in un altro passaggio del suo intervento - possono determinare le nostre possibilità di affrontare efficacemente il cambiamento climatico nel prossimo decennio e oltre. Vogliamo agire ora, non rimpiangere dopo». Circa l'Italia, Draghi ha ricordato che è «un Paese bellissimo ma molto fragile. La battaglia per il cambiamento climatico è una battaglia per la nostra storia e per il nostro paesaggio. Ci dedicheremo alla sostenibilità e, allo stesso tempo, avremo un approccio multilaterale».

Infine il primo ministro Boris Johnson ha dichiarato che il Regno Unito taglierà le emissioni di biossido di carbonio del 78% entro il 2035, presentando il piano di Londra - che anticipa l'obiettivo di 15 anni - come il più ambizioso al mondo. Johnson ha poi appoggiato l'impegno del presidente Joe Biden a tagliare le emissioni del 50-52% entro il 2030, definendola una «svolta» e ringraziandolo per «aver riportato gli Stati Uniti in prima linea nella lotta contro il cambiamento climatico». Per il premier britannico non si tratta “soltanto” di una questione ambientalista ma anche di crescita e posti di lavoro.

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