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Biella tocca il record di cassa integrazione

2' di lettura

I dati Istat sull’occupazione relativi al mese di aprile 2022, evidenziano come il numero di occupati sia stato per il secondo mese consecutivo superiore ai 23 milioni di unità (con un leggero calo rispetto a marzo), vale a dire quasi un milione in più rispetto al giugno 2020. Anche se ancora distante di circa 200mila unità rispetto ai valori massimi storici. Al momento tali informazioni non sono territorializzabili e pertanto per leggere cosa accade al mercato del lavoro nei territori occorre ricorrere a fonti integrative. Tra queste si possono citare la cassa integrazione guadagni-Cig (Inps) e le previsioni di assunzione delle imprese (sistema informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal). L’utilizzo della Cig si sta avviando ad un ritorno su livelli normali. In termini assoluti nel Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria) sono state autorizzate nel primo quadrimestre del 2022, circa 21,7 milioni di ore di cassa, il 73,1% in meno rispetto all’analogo periodo del 2021. E si è assistito ad una decisa ridefinizione del tipo di interventi che va anche questo in una direzione di normalità. Se nei primi 4 mesi del 2021, quasi il 38% degli interventi era in deroga (ovvero destinato a segmenti economici solitamente esclusi da queste misure), dodici mesi dopo questo tipo di utilizzo è pressoché sparito (meno del 10% delle autorizzazioni), lasciando ampio spazio alle ore straordinarie (utilizzate per affrontare crisi aziendali). Da un punto di vista territoriale, la Cig è un fenomeno quasi esclusivamente piemontese, sia in termini assoluti che relativi, rapportando cioè il numero di ore autorizzate al numero di occupati. Nei primi 4 mesi del 2022, nella regione si sono sfiorate le 11 ore per occupato (arrivando a quota 21 in provincia di Biella, una delle 5 province italiane che più si avvale di questo strumento) mentre nel resto dell’area si superano a stento le 4 ore. I dati sulle previsioni occupazionali delle imprese extra-agricole indicano in circa 39.000 le entrate previste per il mese di maggio 2022 che diventano oltre 136.000 se si estende l’orizzonte temporale fino a luglio 2022. Il primo dato appare in leggero deficit rispetto a quello di maggio 2019. Inoltre se lo si rapporta alla popolazione residente 15-64 anni si osserva come il Piemonte mostri una difficoltà ad assumere tra le più alte del Centro-Nord (10,1 entrate per 1.000 abitanti, con Asti che si ferma a quota 6,3 una delle quattro province italiane a più bassa densità di entrate). Il dato del periodo maggio-luglio 2022 è invece superiore rispetto a quello dell’analogo periodo del 2019, risultando fortemente influenzato dalla componente legata alla stagionalità turistica. Una componente che premia, in particolare, la Valle d’Aosta che, con un tasso di entrata di 77,4, si colloca alle spalle solo delle province autonome di Bolzano/Bozen e Trento. Il Piemonte, invece, anche in un contesto temporale più ampio conferma le proprie difficoltà.

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