Il caso

Bielorussia, Consiglio sicurezza Onu e G7: «Liberate subito Protasevich e Sapega»

Avanza l’ipotesi di sanzioni economiche europee su export di cloruro di potassio e gas. Mosca blocca l’ingresso ai voli che evitano la Bielorussia

Bielorussia, Von der Leyen: "Stop sorvolo spazio aereo UE"

4' di lettura

Prosegue lo scontro diplomatico internazionale dopo il dirottamento da parte delle autorità bielorusse di un volo di linea Atene-Vilnius, messo in atto domenica 23 maggio per poter arrestare un attivista dell’opposizione.

L’appello di G7 e Onu

«Chiediamo l’immediato e incondizionato rilascio di Roman Protasevich, come di altri giornalisti e prigionieri politici in Bielorussia». È il monito rivolto a Minsk dai ministri degli Esteri del G7, che «rafforzeranno gli sforzi, anche con ulteriori sanzioni se opportuno», contro le autorità bielorusse responsabili. Nella dichiarazione, i ministri degli Esteri di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti e l’Alto rappresentante Ue «condannano nei termini più più forti l’azione senza precedenti delle autorità bielorusse».

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L’appello dei ministri degli esteri del G7 segue di poche ore quello dei membri Ue del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Estonia, Irlanda e Francia), insieme a Belgio, Germania, Norvegia, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno lanciato un appello all’Onu, che hanno condannato «fortemente il dirottamento» dell’aereo chiedendo «un’indagine urgente sulla Bielorussia da parte dell’Icao», l'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile, agenzia autonoma dell'Onu. «Roman Protasevich e Sofia Sapega devono essere rilasciati immediatamente», hanno aggiunto i Paesi firmatari dell’appello.

Tra le reazioni di segno opposto si registra quella di Mosca. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha invitato i Paesi occidentali a smettere di demonizzare la leadership della Bielorussia. «Insistiamo per fermare la demonizzazione delle persone che non piacciono all’Occidente», ha detto Lavrov in una conferenza stampa a Mosca.

Borrell (Ue): possibili sanzioni su export e gas

Intanto trova le prime conferme ufficiali l’ipotesi di sanzioni economiche europee in arrivo contro la Bielorussia. Nel mirino potrebbero esserci le esportazioni di cloruro di potassio e il transito del gas russo, due importanti fonti di reddito per il Paese.

Lo ha confermato all’Afp l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell. «I capi di Stato e di governo ci hanno chiesto lunedì di proporre sanzioni settoriali. Ce ne sono alcune che vengono subito in mente come le esportazioni di cloruro di potassio e il transito del gas acquistato in Russia», ha spiegato Borrell alla vigilia di una riunione informale dei ministri degli Esteri Ue a Lisbona.

Maas: «Minsk liberi 400 detenuti politici»

Ancor più deciso l’intervento del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, che via Twitter sposta l’obiettivo sul piano dei diritti umani. «Dobbiamo - scrive - aumentare la pressione» sulla Bielorussia e «come primo segnale devono essere liberati oltre 400 prigionieri politici». Maas ha twittato a margine della riunione dei ministri degli Esteri della Ue a Lisbona. Parlando ai giornalisti, ha spiegato che «tutti lavoriamo perché le sanzioni europee contro la Bielorussia siano messe in pratica in maniera veloce, ha proseguito Maas».

Cancellati i voli verso 8 Paesi (c’è anche Italia)

Con l’acuirsi della crisi, la compagnia aerea di bandiera bielorussa Belavia ha fatto sapere di aver dovuto cancellare i voli verso otto Paesi, con decorrenza immediata e fino al 30 ottobre, «a causa di un divieto sui voli imposto da un certo numero di Paesi». Secondo Belavia - riporta l'agenzia Interfax - sono stati cancellati i voli per Varsavia, Milano, Amsterdam, Roma, Francoforte, Berlino, Monaco, Hannover, Vienna, Bruxelles, Barcellona e Kaliningrad.

La notizia è la conseguenza delle misure immediate varate dai 27 Paesi Ue e scattate lunedì 24 maggio, il giorno dopo il dirottamento, che prevedono una no-fly zone sui cieli della Bielorussia e il congelamento di 3 miliardi di euro di aiuti.

Anche su questo piano la Russia si è schierata, non dando oggi, giovedì 27 maggio, il permesso alla compagnia aerea austriaca Austrian Airlines per l’ingresso nel suo spazio aereo di un volo partito da Vienna e diretto a Mosca, ma attraverso una rotta alternativa che non passa attraverso lo spazio aereo della Bielorussia. Lo riporta la Tass. Un caso analogo è capitato ad Air France, che sia ieri che oggi ha cancellato il suo volo da Parigi a Mosca, a quanto pare per l’analogo motivo.

Due mesi di carcere per Sofia Sapega

La compagna di Protasevich, la cittadina russa Sofia Sapega, fermata insieme all'oppositore a Minsk, è stata arrestata per due mesi. Lo riporta Meduza che cita il suo avvocato Alexander Filanovich. «Sofia è stata interrogata. È stata accusata di un reato. È stata disposta una misura preventiva: la detenzione per due mesi. Il luogo di detenzione è il centro di detenzione preventiva del KGB. L'indagine è condotta dal Dipartimento Investigativo Principale del Comitato Investigativo bielorusso».

Accusata di incitamento all’odio razziale, nazionale, religioso o altro, la ragazza rischia fino a 12 anni di carcere. Secondo la madre, Sofia Sapega non è una attivista, una giornalista o una blogger, e non avrebbe neanche preso parte alle proteste contro Aleksandr Lukashenko prima di lasciare la Bielorussia, lo scorso agosto, per trasferirsi a studiare a Vilnius.

Onu: i responsabili ne rispondano

All’indomani del dirottamento dell'aereo passeggeri di Ryanair, i paesi membri del Consiglio di Sicurezza avevano definito l'incidente «senza precedenti e inaccettabile» e avevano chiesto «che i responsabili ne rispondano». «Questi atti sono un palese attacco alla sicurezza dell'aviazione civile internazionale e alla sicurezza europea e mostrano un flagrante disprezzo per il diritto internazionale», era stato il commento.

L’ipotesi bomba a bordo, poi smentita

In un primo momento il governo bielorusso aveva respinto le accuse di dirottamento, sostenendo che il volo sarebbe atterrato a Minsk per una bomba collocata a bordo dal gruppo palestinese di Hamas. La ricostruzione è stata poi smentita dalla stessa organizzazione palestinese, che definisce «oltraggiose» le ipotesi di accostamento all’episodio che risale al 23 maggio. «Sono menzogne - ha risposto - La campagna di Hamas è solo contro l'occupazione di Israele», ha riferito il gruppo che governa la Striscia di Gaza».

Cremlino, Lukashenko riferirà a Putin

Il Cremlino conferma, anche se parzialmente, il prossimo incontro fra Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko. Ma, si precisa, si tratta di un incontro «in programma da tempo, prima degli eventi di domenica». Si svolgerà «negli ultimi giorni di questo mese» (una delle ipotesi più accreditate è che il colloquio si potrebbe tenere domani, venerdì 28 maggio, a Sochi).

«Se l'incontro si terrà effettivamente, il Presidente Lukashenko avrà di certo una opportunità di fornire al capo di Stato russo una spiegazione sulle circostanze e le cause di quello che è accaduto. Renderemo presto note la data e il luogo dell'incontro», ha quindi spiegato il portavoce di Mosca, Dmitry Peskov.

Una eventuale assistenza di Mosca a Minsk «in relazione al volo Ryanair dipende su quello che la Bielorussia dirà all'incontro con Putin», ha concluso Peskov.

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