la repressione di lukashenko

Bielorussia: in mano al regime anche Maria Kolesnikova, ultima leader dell’opposizione

L’Unione Europea si preparerebbe a imporre sanzioni economiche contro 31 alti funzionari bielorussi

La Bielorussia torna in piazza, fioccano gli arresti: almeno 100

L’Unione Europea si preparerebbe a imporre sanzioni economiche contro 31 alti funzionari bielorussi


2' di lettura

I membri del Consiglio di coordinamento dell'opposizione bielorussa Maria Kolesnikova, Ivan Kravtsov e Anton Rodnenkov sono passati attraverso la dogana al confine con l'Ucraina. Lo ha dichiarato alla Tass il portavoce del Comitato di confine di Stato bielorusso Anton Bychkovsky. “Confermiamo che hanno passato il controllo al valico di frontiera di Alexandrovka alle 4 del mattino”. Kolesnikova è stata però arrestata. Lo riporta il canale televisivo Belarus-1, secondo cui “avrebbe cercato di fuggire illegalmente dalla Bielorussia ed è stata trattenuta alla frontiera”. Ma la dinamica dei fatti non è ancora chiara.

Delle tre donne che hanno dato vita al movimento di protesta contro Aleksandr Lukashenko in vista delle elezioni del 9 agosto scorso, Maria Kolesnikova era l’unica rimasta in patria. Il 6 settembre, secondo quanto riferito da testimoni al sito di informazioni bielorusso Tut.byt, uomini mascherati l’avevano bloccata nel centro di Minsk e portata via in un furgoncino. Maria Kolesnikova è la portavoce di Viktor Babaryko, uno dei candidati dell’opposizione tolti di mezzo da Lukashenko prima del voto, e rinchiusi in prigione.

Pur continuando ad appoggiare Svetlana Tikhanovskaya, la candidata dell’opposizione che avrebbe ottenuto la maggioranza dei voti alle presidenziali ma che è stata costretta a fuggire in Lituania, Maria Kolesnikova aveva annunciato in questi giorni l’intenzione di fondare un nuovo partito per portare avanti la battaglia contro il regime attraverso riforme costituzionali.

E il regime è responsabile del suo rapimento, attacca dall’esilio Tikhanovskaya. Intanto, secondo tre fonti diplomatiche citate dall’agenzia Reuters, l’Unione Europea si preparerebbe a imporre sanzioni economiche contro 31 alti funzionari bielorussi, tra cui il ministro degli Interni, considerati tra i responsabili della repressione del regime, sempre più dura, contro l’opposizione e contro chiunque prenda parte alle manifestazioni di protesta. Malgrado il giro di vite, alla dimostrazione organizzata domenica scorsa a Minsk hanno continuato a prendere parte decine di migliaia di persone.


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