AL VIA IL 21 GIUGNO

Biennale Danza, Teatro e Musica, Baratta: quest’anno più coinvolgimento del pubblico

di Gerardo Pelosi


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Antonio Latella, Marie Chouinard, Paolo Baratta e Ivan Fedele (foto Ansa)

3' di lettura

C'è un filo rosso che lega la Biennale Danza, Teatro e Musica: il rapporto con il pubblico e il tema del suo coinvolgimento. Sarà questo “il filone di ricerca comune” dell’edizione 2019 delle tre rassegne secondo il presidente della Biennale, Paolo Baratta che ha presentato oggi a Roma in una conferenza stampa tre mesi di spettacoli, incontri e promozione di nuovi artisti insieme ai direttori della Danza, Marie Chouinard della Musica, Ivan Fedele e del Teatro, Antonio Latella.

Edizione che introduce forti elementi di intersettorialità con riferimento alle problematiche di comunicazione tra artisti e pubblico. «Si tratta – ha spiegato Baratta – di un processo evolutivo che accomuna lo spettatore di teatro, l’ascoltatore di musica, l’osservatore del movimento, il visitatore di una mostra e che ci riporta in ultima analisi alla vitalità dell’opera d’arte».

Un «piccolo miracolo» con soli due milioni e 400mila euro
Un «piccolo miracolo» secondo il presidente della Biennale se si pensa che i tre direttori sono riusciti a organizzare 73 alzate di sipario con soli 2 milioni e 400mila euro. Quanto agli elementi che caratterizzeranno le singole sezioni la Musica dopo avere negli anni scorsi esplorato i legami con gli Stati Uniti torna a concentrarsi sugli sviluppi recenti in Europa. Il Teatro dopo essersi concentrato sul rapporto tra Attore e Performer si è dato come tema di fondo le drammaturgie mentre per la Danza il punto di partenza torna ad essere il corpo. La manifestazione verrà aperta il 21 giugno con la consegna del Leone d’oro alla carriera al performer Alessandro Sciarroni e quello d’argento a Theo Mercier & Steven Michel. Dopo l’apertura dedicata alla sezione Danza, diretta da Marie Chouinard, sarà la volta del Teatro guidato da Antonio Latella con, tra gli altri, i Leoni a Jens Hillje e Jetse Batelaan (dal 22 luglio). Chiude la Musica, con il programma firmato da Ivan Fedele, i Leoni a George Benjamin e Matteo Franceschini e un omaggio ai Solisti aquilani a dieci anni dal terremoto del 2009 (dal 27 settembre).

Musica: si torna a guardare al Vecchio continente
Secondo Ivan Fedele il 63. Festival di Musica contemporanea della Biennale continuerà ad ispirarsi alla progettualità che ha avuto come obiettivo prioritario l’interpretazione del concetto di contemporaneità esteso e trasversale. Dopo i temi trattati nelle due edizioni precedenti con i rapporti tra musiche e culture del continente asiatico (2017) e di quello americano (2018) il Festival si occuperà del Vecchio continente come punto di riferimento della musica.

Teatro: dalla regia alla drammaturgia
Il direttore della Biennale Teatro Antonio Latella ha spiegato che dopo il focus sulla regia e sulla differenza tra attore e performer ora la ricerca si concentra sulle nuove drammaturgie, scritture che prevedono dalla destrutturazione del testo alla distruzione di quello che chiamiamo personaggio.

Danza: al centro il corpo e il suo “momento di grazia”
Per il direttore di Biennale Danza Marie Chouinard «la complessità dello strumento umano è incommensurabile se paragonata agli strumenti musicali: l’essere umano è complesso e fluttuante e la sua accordatura è un’impresa fenomenale». L’arte del danzatore è una «condivisione di presenza». Il corpo sarà proprio al centro di questa edizione di Biennale Danza. La danzatrice, sostiene Chouinard cerca sempre «un momento di grazia». Lei «è sola cerca l’istante in cui sentirà che tutte le forse sono in armonia, in un recitato libero, centrato e spontaneo, in una limpidezza delle percezioni; allora questo le dà fiducia, non fiducia in sé stessa ma fiducia nell’al di là, nella sua capacità di entrare in relazione con quel che è al di là».

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