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Big data e digitale, le Authority chiedono più poteri

di Alessandro Longo


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2' di lettura

Servono nuovi poteri di acquisizione delle informazioni, con la possibilità di irrogare sanzioni amministrative. E serve anche l’elaborazione di un nuovo quadro normativo che affronti il tema dell’utilizzo delle informazioni personali. Solo in questo modo sarà possibile cogliere i vantaggi del digitale e tutelare gli interessi collettivi.

È questo il messaggio chiave contenuto nelle linee guida sui big data, pubblicate nei giorni scorsi sui siti del Garante privacy, dell’Antitrust e dell’Agcom.

«Le sfide poste dallo sviluppo dell’economia digitale e dai big data richiedono uno sfruttamento pieno delle sinergie esistenti tra strumentazione ex ante ed ex post, a tutela della privacy, della concorrenza, del consumatore e del pluralismo», spiega il documento, risultato di un’indagine conoscitiva congiunta.

Il primo effetto è che ora le Autorità «si impegnano a strette forme di collaborazione negli interventi che interessano i mercati digitali, anche attraverso la sottoscrizione di un memorandum of understanding». Sarà istituito un coordinamento permanente fra le tre autorità.

Non basta. Si ritiene che Agcom e Antitrust dovrebbero ottenere alcuni dei poteri forniti al Garante Privacy dal regolamento Gdpr: «Poteri di acquisizione delle informazioni al di fuori dei procedimenti istruttori», con «la possibilità di irrogare sanzioni amministrative in caso di rifiuto o ritardo nel fornire le informazioni richieste o in presenza di informazioni ingannevoli od omissive».
Ne discende un appello a Parlamento e Governo per elaborare un «appropriato quadro normativo che affronti la questione della piena ed effettiva trasparenza nell’uso delle informazioni personali».

    Questa è anche la prima delle 11 raccomandazioni esposte nel documento. Tra le altre, «ridurre le asimmetrie informative tra utenti e operatori digitali, nella fase di raccolta dei dati, nonché tra le grandi piattaforme digitali e gli altri operatori che di tali piattaforme si avvalgono».

    È la regolamentazione delle grandi piattaforme una delle principali sfide, infatti, come emerge anche dalle altre raccomandazioni: si chiede una riforma del controllo sulle acquisizioni (di questi giorni lo stop dell’Antitrust britannico all’investimento Amazon in Deliveroo). Come anche di «agevolare la portabilità e la mobilità di dati tra diverse piattaforme».

    «L’idea di fondo: l’uso di dati (personali e non) è il motore dell’economia digitale, di cui sono numerosi i messaggi. Ma l’abuso (dal punto di vista privacy o di concentrazione antitrust) è pericoloso», dice Gianpiero Ruggiero, tecnologo del Cnr.

    Un messaggio che si può leggere anche come un lascito ai nuovi vertici delle Autorità privacy e Agcom in procinto di essere nominati, mentre il nuovo presidente Antitrust si è insediato a maggio.

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