Lazio

Big e Pmi, il mix del rilancio

Negli ultimi tre anni il cluster aerospaziale è cresciuto per fatturato, addetti ed esportazioni Grazie alle grandi missioni e a un drappello di imprese hi-tech che competono sui mercati

di Andrea Marini


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Un rendering di progetto del nuovo Vega C che sarà costruito nello stabilimento Avio di Colleferro

3' di lettura

Le nuove Sentinelle 1 C/D, satelliti per il controllo orbitale dell’ambiente. Il volo inaugurale, nel 2020, del nuovo lanciatore Vega C, il vettore spaziale di nuova generazione. Lo sviluppo del super paracadute per la missione Exomars 2020, il primo rover europeo per esplorare Marte. Sono solo alcuni dei fiori all’occhiello del polo aerospaziale del Lazio, 250 aziende, 23mila addetti complessivi e un fatturato annuo di oltre 5 miliardi (di cui 1,6 destinati all’export). Una filiera con 10 organismi di ricerca e 5 università pubbliche. A Roma, zona Tor Vergata, ha sede anche l’Agenzia Spaziale Italiana, con circa 260 dipendenti.

Secondo gli ultimi dati di Infocamere, nel comparto “core”, cioè la fabbricazione di aeromobili e veicoli spaziali, nel Lazio a settembre 2019 erano attive 54 aziende (36 a Roma), contro le 53 del 2016. Nella riparazione e manutenzione di aeromobili e veicoli spaziali ci sono invece 25 realtà (17 a Roma), contro le 23 del 2016.

«L’aerospazio – dice Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma – è centrale nelle politiche regionali e, nell’ultimo ciclo di programmazione dei fondi europei, ha assorbito oltre 58 milioni di euro, 12 dei quali per la ricerca. L’Italia conta complessivamente 5 distretti produttivi aerospaziali e fra questi il Lazio è il principale». Anticipa Paolo Orneli, assessore regionale allo Sviluppo: «All’inizio dell’anno prossimo intendiamo riunire gli “Stati Generali dell’Aerospazio” con le imprese e gli stakeholder di questo settore», punto di partenza per la stesura del prossimo ciclo di programmazione dei fondi europei, su cui si punta a mantenere lo stesso impegno economico del precedente ciclo.

Secondo il sondaggio del centro studi di Unindustria di ottobre, l’aerospazio «registra andamenti positivi grazie alla domanda estera e in particolare grazie all’esportazione di prodotti ad elevato contenuto tecnologico». Nel primo semestre 2019, dati Istat, l’export del comparto laziale ha segnato un +55,1% rispetto al 2018 (+3,8% la media nazionale), portando la quota sul totale dell’export italiano dal 17,2 al 25,7%. La punta di diamante è Leonardo: degli oltre 46mila addetti, più di 29mila sono in Italia, di cui 6.500 nel Lazio. In più in regione ci sono gli occupati nelle sue controllate/partecipate. Come i 780 addetti di Telespazio (più e-Geos, al 20% dell’Agenzia spaziale italiana e all’80% di Telespazio) società al 67% di Leonardo e al 33% di Thales. Oppure Thales Alenia Space (33% Leonardo e 67% Thales), con circa 950 addetti.

Dopo avere contribuito alla realizzazione della costellazione di 4 satelliti COSMO-SkyMed di prima generazione già operativa in orbita, Thales Alenia Space ha lavorato al primo satellite COSMO-SkyMed di seconda generazione pronto al lancio il 17 dicembre. A seguito della progettazione e dello sviluppo dei satelliti Sentinel 1 A e 1 B del programma europeo Copernicus, Thales Alenia Space sta ora lavorando alle Sentinelle 1 C/D.

A Colleferro, poi, ha il proprio quartier generale Avio (389 milioni di fatturato, +15% l’anno; mille addetti, di cui 850 nel Lazio), oggi una public company con Leonardo (25,9%) come azionista rilevante. Nel 2020 verrà effettuato il volo inaugurale del nuovo lanciatore Vega C. In attesa del 2024 quando sarà la volta del Vega E, in grado di rilasciare più satelliti in orbite diverse nella stessa missione. «Il 95% del distretto è costituito da piccole imprese che lavorano in rapporto simbiotico con le grandi. Poi c’è una ridotta percentuale di piccole aziende che compete da sola sul mercato internazionale», spiega Silvio Rossignoli, presidente di Federlazio (associazione di piccole e medie imprese). Rossignoli è anche presidente della Arescosmo, 90 addetti e 15 milioni di fatturato in provincia di Latina. L’azienda sta sviluppando il sistema di paracadute di 35 metri del rover per la missione Exomars 2020. «Il settore va molto bene – spiega Stefano Lombardi segretario Fim Cisl Roma-Rieti – il che ci lasca sperare per la tenuta occupazionale». «Ci sono i presupposti per future assunzioni, – aggiunge Claudio Cesari, segretario Fiom Cgil Rieti - Roma Est– soprattutto di personale altamente qualificato».

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