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Big Tech batte le attese di bilancio, guidato da Amazon e Alphabet

Sopra i pronostici anche i risultati a fine settembre di Facebook, Twitter e Apple, che però teme ancora «venti contrari»

di Marco Valsania

Apple al lavoro su un motore di ricerca alternativa a Google?

Sopra i pronostici anche i risultati a fine settembre di Facebook, Twitter e Apple, che però teme ancora «venti contrari»


3' di lettura

Big Tech batte le attese nei bilanci trimestrali. Amazon con la sua leadership nel commercio elettronico ha riportato entrate in rialzo del 37% al record di 96,15 miliardi di dollari, con utili triplicati a 6,3 miliardi pari a 12,37 dollari per azione. Apple ha comunicato utili scesi del 7,4% a 12,67 miliardi, pari a 0,73 dollari per azione, ma ugualmente migliori del previsto come anche il fatturato, in lieve aumento a 64,7 miliardi nonostante abbiano deluso le vendite di iPhone e siano diminuiti i ricavi dalla Cina. Il direttore finanziario Luca Maestri ha definito l’andamento nell’intero anno fiscale del gruppo, segnato dalla pandemia, come «straordinaria».

Non basta: Alphabet, spinta da rilanci nella raccolta pubblicitaria digitale dopo un periodo meno brillante, ha registrato revenue in rialzo del 14% a 46,17 miliardi e utili balzati del 59% a 11,25 miliardi pari a 16,40 dollari per azione. Facebook ha visto ricavi saliti del 22% a 21,47 miliardi e utili lievitati del 29% a 7,85 miliardi pari a 2,71 dollari per azione, pur davanti a declini negli utenti in Nordamerica. Anche Twitter ha superato le aspettative sia di profitti che di giro d’affari.

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In evidenza Alphabet nel dopo mercato

I titoli di numerosi protagonisti tech sono già stati tra i più premiati durante la crisi da coronavirus. Apple ha guadagnato da gennaio il 54%, Amazon il 71%, Facebook il 34% e Alphabet il 15 per cento. La reazione immediata nel dopo mercato è stata così mista. Amazon ha ceduto l’1 per cento. Alphabet, finora fanalino di coda, ha corso con guadagni di oltre il 7 per cento. Apple, leader della market cap, ha invece ceduto oltre il 4%, con investitori più cauti davanti a mancanza di guidance e a timori per l’andamento stagione delle fese di fine anno. Il Ceo Tim Cook ha inoltre citato la continua esistenza di «venti contrari».

Amazon

Il confronto con le previsioni dà la misura della forza complessiva mostrata dai colossi tech. Amazon era attesa a un giro d’affari trimestrale di 92,7 miliardi e a utili per azione di 7,41 dollari. L’avanzata è stata trainata da commercio elettronico e dalla divisione di servizi cloud, Aws (dove la crescita del 29% è però stata inferiore al 30% e più sperato da alcuni analisti). La pandemia ha generato impennate negli acquisti online dominati dal gruppo, che rimane contemporaneamente leader nel cloud per aziende nonostante l’avanzata di concorrenti quali Microsoft.

Apple

Apple, che ha riportato i conti del suo quarto trimestre fiscale, doveva sollevare il sipario su ricavi per 63,48 miliardi e utili per azione di 70 centesimi, sostenuti da avanzate nei servizi che comprendono lo streaming di Apple Tv+. Bene hanno fatto anche laptop Mac e iPad. L’attenzione è tuttavia puntata anzitutto sul futuro dopo il lancio solo il mese scorso dello strategico e nuovo modello di iPhone 12, il primo abilitato al 5G.

Facebook e Alphabet

Alphabet e Facebook hanno da parte loro potuto contare sulla presa che vantano sulla pubblicità digitale per volare oltre le attese. Per Alphabet le stime di entrate erano pari a 42,9 miliardi e quelle di utili per azione di 11,29 dollari. Le cruciali entrate da pubblicità a Alphabet sono state negli ultimi tre mesi di 37,10 miliardi, rispetto a 33,80 miliardi l’anno scorso, con una impennata del 32% a YouTube, dando slancio ai risultati. Per Facebook le revenue attese e superate erano di 19,82 miliardi e gli utili per azione 1,94 dollari.

Sul futuro l’ombra dell’Antitrust

I conti di Big Tech sono tuttavia all'ombra di sfide di portata più vasta delle performance trimestrali, legate a offensive politiche e antitrust. Il Dipartimento della Giustizia Usa ha fatto scattare contro Google il più aggressivo ricorso contro un gruppo tech in vent'anni, prologo di azioni nei confronti di altri protagonisti tecnologici. Social media quali Facebook, Twitter e YouTube di Google sono inoltre nel mirino per attività di gestione del contenuto, con i repubblicani che li accusano di censurare voci di destra e i democratici di non combattere invece a sufficienza la disinformazione ultra-conservatrice. Preoccupazioni che sono salite alla ribalta con audizioni al Senato avvenute mercoledì, a pochi giorni dalle elezioni americane.

Per approfondire

Antritrust contro Google, l’effetto dei monopoli sulle piccole scelte quotidiane

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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