sostenibilità

Big tech scommette sul green: gli impegni dei big verso il carbon free

L'annuncio di Google per l’utilizzo di energia pulita arriva dopo gli impegni di Microsoft, Apple e Amazon

di Marco Trabucchi

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Reuters

L'annuncio di Google per l’utilizzo di energia pulita arriva dopo gli impegni di Microsoft, Apple e Amazon


3' di lettura

Poco meno di un anno fa Greta Thunberg usava parole di fuoco: «Interi ecosistemi stanno crollando. Siamo all'inizio di un'estinzione di massa. E tutto ciò di cui riuscite a parlare sono i soldi e le favole della crescita economica infinita. Come osate!». Un vero e proprio «J'accuse» rivolto ai leader mondiali presenti al Climate Action Summit 2019, un vertice che doveva fare il punto sulle cose da fare con urgenza per far fronte al cambiamento climatico e perseguire concreti sforzi sulla decarbonizzazione, ma che poco è servito. I governi non si sono trovati d'accordo per fare fronte comune.

Appare chiaro oggi che la spinta verso un futuro più green, più che dalla politica, partirà dal mercato sulla spinta delle grandi aziende tecnologiche. Microsoft ha annunciato a gennaio che vuole diventare carbon negative entro il 2030; a luglio Apple ha fatto sapere che sarà neutrale in termini di emissioni di carbonio in tutta la sua intera catena di approvvigionamento e produzione entro il 2030, mentre Amazon ha fissato l'obiettivo carbon neutral per il 2040.

E ora arriva anche l'impegno di Google, il più ambizioso, a utilizzare energia carbon-free, senza emissioni di carbonio, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, entro il 2030. La miccia che ha fatto esplodere il detonatore green di Google sono stati – come ha scritto lo stesso Ceo Sundar Pichai - gli incendi che stanno devastando la California. «La scorsa settimana molti di noi si sono svegliati con un cielo arancione nella California settentrionale a causa degli incendi – scrive Pichai – La scienza parla chiaro, il mondo deve attivarsi ora per evitare le peggiori conseguenze del cambiamento climatico»

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L'impegno di Google, si stima, genererà oltre 20.000 nuovi posti di lavoro per l'energia pulita e nei settori associati, negli Usa e nel resto del mondo, entro il 2025. « È un obiettivo di gran lunga più complesso rispetto all'approccio tradizionale in cui si compensa l'utilizzo di energia con fonti rinnovabili, ma stiamo lavorando per raggiungere questo risultato entro il 2030. Renderemo disponibili 5 gigawatt di energia pulita, aiutando 500 città a ridurre le emissioni di carbonio e 1 miliardo di persone a fare scelte sostenibili».

Un impegno enorme quello di Big G a fronte di un dispendio energetico che solo nel 2018 ha comportato 4,9 milioni di tonnellate di gas a effetto serra, circa la quantità che più di 1 milione di veicoli potrebbero emettere in un anno. Un impatto enorme che dal 2007 è a emissioni zero, il che significa che Google compensa le emissioni che genera dalla combustione di combustibili fossili investendo in progetti di energia rinnovabile, riforestazione e altre iniziative che estraggono l'anidride carbonica dall'atmosfera e lo immagazzinano.

Il nuovo impegno di Google soddisfa una delle richieste avanzate lo scorso anno da oltre 2.000 dei suoi lavoratori, che si sono uniti allo sciopero globale per il clima con altri lavoratori del settore tecnologico.«La sostenibilità – prosegue Pichai – è stata un valore fondamentale per noi da quando Larry e Sergei hanno fondato Google vent'anni fa. Nel 2007 siamo stati la prima grande azienda a raggiungere la neutralità del carbonio. Siamo stati anche la prima grande azienda ad abbinare il nostro consumo di energia con alternative rinnovabili al 100%, nel 2017. Il nostro cloud globale è il più pulito del settore e siamo il più grande acquirente aziendale di energie rinnovabili al mondo».

Una sfida ambiziosa, che apre ad una sfida tecnologica senza precedenti. Prima che Google possa fare affidamento completamente sull'energia senza emissioni di carbonio avrà bisogno di migliori e più efficienti batterie per immagazzinare e fornire energia quando il sole non splende e il vento si ferma. Non solo, il ruolo dell'intelligenza artificiale per prevedere la domanda di elettricità dell'azienda e diventare più efficiente dal punto di vista energetico sarà di primaria importanza, specifica l'azienda californiana.

«Queste iniziative aiuteranno a creare 12.000 posti di lavoro entro il 2025. Pensiamo che il nostro impegno possa accelerare la disponibilità di energia pulita per le persone in tutto il mondo, aiutando a risolvere quelle sfide che hanno finora impedito l'uso costante e duraturo di queste risorse» afferma il CEO.Quanto alle città, che «creano il 70% delle emissioni a livello globale», il piano Environmental Insights Explorer di Google ne aiuta già oltre 100 a tracciare e ridurre le emissioni di edifici e mezzi di trasporto e a massimizzare il loro utilizzo di energia rinnovabile.

Iniziative che fanno di Google il capofila di un cambiamento che si spera epocale, con la speranza che altri giganti dell'hi-tech americani si spingano oltre, intensificando programmi di decarbonizzazione e spingendo la green economy a fare il salto di qualità che si aspetta da tempo.

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