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Bilancio 2021-2027, ecco la tabella di marcia per le nuove entrate di bilancio

Uno dei temi più importanti del negoziato tra Consiglio e Parlamento Ue è quello delle nuove fonti di entrata dell’Unione, necessarie per finanziare il rimborso delle obbligazioni emesse per fronteggiare le conseguenze economiche della pandemia (750 miliardi in totale)

di Antonio Pollio Salimbeni

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Uno dei temi più importanti del negoziato tra Consiglio e Parlamento Ue è quello delle nuove fonti di entrata dell’Unione, necessarie per finanziare il rimborso delle obbligazioni emesse per fronteggiare le conseguenze economiche della pandemia (750 miliardi in totale)


2' di lettura

Uno dei temi più importanti del negoziato tra Consiglio e Parlamento Ue su bilancio 2021-2027 e Next Generation Eu è quello delle nuove fonti di entrata dell’Unione, necessarie per finanziare il rimborso delle obbligazioni emesse per fronteggiare le conseguenze economiche della pandemia (750 miliardi in totale).

Se non ci saranno nuove entrate toccherà agli Stati intervenire con un aumento dei loro contributi. I governi hanno concordato solo che dal primo gennaio 2021 ci sarà un prelievo basato sui rifiuti di plastica non riciclati; tassa-carbonio alle frontiere e imposta sui gruppi digitali dovranno essere introdotte dal 2023.

Sulle entrate derivanti dall’estensione del sistema di scambio delle quote di emissioni inquinanti al trasporto aereo e marittimo e dall’imposta sulle transazioni finanziarie c’è solo un generico impegno a presentare una proposta.

Una tabella di marcia precisa

Il Parlamento propone una tabella di marcia precisa: 1 gennaio 2021, il contributo nazionale basato su rifiuti da imballaggi di plastica non riciclati; 1 gennaio 2021, risorse basate sul sistema di scambio delle emissioni ; 1 gennaio 2023, tassazione di servizi digitali (assicurando un’equa tassazione su economia digitale); 1 gennaio 2024, tassazione delle transazioni finanziarie; 1 gennaio 2026, risorse fondate sulla base imponibile consolidata comune per le imposte sulle società (una percentuale sui profitti calcolata secondo regole comuni nella Ue).

Altro elemento del negoziato, la richiesta degli eurodeputati di abolire gli sconti sui contributi al bilancio di cui dopo la Brexit continueranno a beneficiare Austria, Danimarca, Germania, Olanda e Svezia.

La ripartizione delle entrate

Attualmente le entrate del bilancio Ue sono così ripartite: dazi doganali (fino al 2018 includevano anche le tasse sullo zucchero) che valgono circa il 16% del totale; l’Iva, in termini di trasferimento alla Ue di una parte del gettito degli Stati, che rappresenta circa il 12% delle entrate totali; il contributo degli Stati basato sul reddito nazionale lordo che viene calcolato per coprire le spese allo scopo di garantire il pareggio del bilancio. Vale circa il 71% del totale delle entrate. Infine le entrate da ammende a imprese che vìolano le regole di concorrenza, contributi versati da Paesi terzi a favore di determinati programmi Ue.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)


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