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Bilancio, trasporti, Olimpiadi I dossier per il neonato Governo

Da Palazzo Marino a Palazzo Lombardia i temi caldi: il caro energia, che impatta sia sulla Pa che sulle imprese, i costi delle metropolitane in costruzione e i ritardi nei Giochi invernali del 2026

di Sara Monaci

Nuova metro. Milano intende prolungare i tracciati delle metropolitane e probabilmente realizzare, con questa giunta, almeno lo studio di fattibilità della nuova metro 6

3' di lettura

Milano e la Lombardia hanno un loro dossier da presentare al neonato governo. Per Milano le priorità sono la gestione del trasporto pubblico, una maggiore flessibilità nel bilancio comunale, l’aiuto per il caro-energia. Per la Lombardia il sostegno all’economia e, di conseguenza, nuovamente, più aiuti per ridurre l’impatto dei costi energetici. Infine, sia per Palazzo Marino che per Palazzo Lombardia, incombe un grande problema: uscire dall’impasse in cui sembrano finite le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, con ritardi da recuperare.

Trasporto e bilancio

Milano intende prolungare i tracciati delle metropolitane e probabilmente realizzare, con questa giunta, almeno lo studio di fattibilità della nuova metro 6. Il sindaco Giuseppe Sala ha parlato di raddoppiamento dei chilometri: da 100 a 200 chilometri entro il 2030. Ma chi pagherà la gestione?

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Gli investimenti per realizzare le infrastrutture paradossalmente sono il problema minore, visto che gli ultimi governi, con vari decreti, hanno garantito grandi stanziamenti (un miliardo per il prolungamento della metro 5; 730 milioni per la metro 1 e nuovi studi di fattibilità). La metro 4, che dovrebbe essere pronta per il 2024 (e che tra poche settimane dovrebbe partire con le prima 6 fermate), complicherà di non poco il bilancio dell’amministrazione comunale, perché le risorse pianificate per i prossimi anni per la gestione sono ancora un’incognita (in tutto l’opera ammonta a 3,4 miliardi con gli oneri finanziari, spalmati in trent’anni, con un picco di oneri per il Comune nel 2034).

I costi per il tpl, nel complesso, saranno un cruccio per i prossimi anni, anche perché gli utenti del trasporto pubblico a Milano sono diminuiti di circa il 15% dopo la pandemia, e questa diminuzione sembra strutturale ormai, anche per via del parziale smart-working che aziende e Pubbblica amministrazione continuano ad usare. Le entrate diminuiscono, i chilometri raddoppiano.

Palazzo Marino ha un contratto di servizio con la sua controllata del tpl, Atm, per circa 800 milioni all’anno, ma in prospettiva non potrà bastare. Ecco quindi la richiesta di maggiori finanziamenti, che dallo Stato dovrebbero transitare in Regione e quindi arrivare nelle casse dei Comuni.

Per quanto riguarda il bilancio, la richiesta al governo, affrontata anche in consiglio comunale, è quella di avere maggiore flessibilità nell’allungamento del debito, che potrebbe essere rinegoziato non solo con Cdp (come è stato recentemente fatto per 80 milioni), e nell’accantonamento del fondo di garanzia per i crediti di difficile esigibilità, che a Milano pesano per circa un miliardo. «Tutti questi temi dovranno essere affrontati con il nuovo esecutivo - dice Filippo Barberis, capogruppo del Pd in Comune - E adesso sono aggravati anche dai costi energetici, che a Milano impattano per 60 milioni in più nel bilancio. Va aggiunto inoltre che non smettiamo di svolgere compiti di assistenza, come la gestione degli asili, che per la maggior parte sono comunali ma per cui il governo ci rimborsa solo per il 10%».

L’economia in affanno

Non c’è ancora la recessione ma già le imprese temono per fine anno un calo di ordini e di export. Nella manifattura aumentano (e sono più della metà) le imprese nel Nord Ovest che dichiarano ostacoli alle esportazioni. Nel terzo trimestre 2022 raggiungono un picco le segnalazioni di criticità relative a prezzi e costi da parte del 30% delle aziende (erano il 12% prima del Covid). Inoltre, si conferma al 15% la quota di coloro che denunciano un allungamento dei tempi di consegna.

Nei servizi il calo della fiducia a settembre è più accentuato rispetto alla manifattura, anche in questo caso per effetto della riduzione della domanda e dell’evoluzione in negativo delle attese a breve sugli ordini. Il costo dell’energia sta dunque aggravando il contesto economico della regione più produttiva d’Italia, e il governo Meloni dovrà intervenire.

I ritardi delle Olimpiadi invernali

La Fondazione Milano Cortina 2026 è di fatto senza un ad da tre mesi, da quando ciò il governo ha rafforzato la presenza nella società senza però decidere chi avrebbe dovuto sostituire Vincenzo Novari. Si sono succedute ipotesi e i nomi sono stati tutti bruciati. Ultimo, quello di Letizia Moratti, vicepresidente della Lombardia, che invece intende candidarsi alle regionali.

Il nome che aveva messo d’accordo tutti era quello di Andrea Abodi, finito però a fare il ministro dello Sport. I Giochi invernali stanno intando accumulando ritardi su tutti i fronti: dall’organizzazione degli eventi agli sponsor, fino alla realizzazione delle infrastrutture stradali e ai siti dove si svolgeranno alcune gare. Il dossier è transitato sulle scrivanie di tutti gli ultimi presidenti del consiglio, ora va trovata una soluzione.

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