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Bilancio Ue, fallisce il vertice. Sassoli: Consiglio incapace di trovare accordo

Niente da fare al summit di Bruxelles. L’Europa si spacca sul budget e i rebates, gli sconti ai contributori netti. L’Italia lavorerà a una contro-proposta

di Beda Romano


Ue, Conte: Europarlamento pronto a bocciare bilancio inadeguato

3' di lettura

È terminata con un drammatico nulla di fatto anche la seconda giornata di un vertice straordinario tutto dedicato al bilancio comunitario 2021-2027. Nonostante i tentativi del presidente del Consiglio europeo Charles Michel di trovare una intesa, i Ventisette hanno deciso ieri sera di rinviare il negoziato a un nuovo summit. Le differenze di approccio tra i paesi membri si sono rivelate incolmabili. L'esito dell'incontro getta una ombra di imbarazzo sull'Unione a un mese da Brexit.

L'ammissione di fallimento, dopo pressoché 28 ore di negoziato, è giunta per bocca del presidente del Consiglio europeo Charles Michel: «Non è stato possibile trovare un accordo. Abbiamo bisogno di più tempo. Sono trattative molto difficili perché devono riconciliare importanti differenze tra i paesi membri». L'ex premier belga non ha voluto fissare nuovi appuntamenti: «Dipenderà dai colloqui informali che avremo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane».

La proposta di Michel
Base delle discussioni tra i leader è stata la proposta presentata dal presidente Michel, pari all'1,074% del reddito nazionale lordo (1.095 miliardi di euro), in calo rispetto alla bozza originaria della Commissione europea. Rispetto al bilancio 2014-2020, il piano Michel prevedeva una diminuzione della spesa nell'agricoltura e nella coesione, e un aumento delle uscite nei settori nuovi della ricerca, dell'innovazione, della sicurezza e della migrazione (si veda Il Sole/24 Ore di giovedì).

Il 21 febbraio dopo una lunga e defatigante serie di incontri e negoziati tra i Ventisette a margine del summit, la Commissione europea ha preparato per la presidenza del Consiglio europeo non tanto una nuova proposta di bilancio quanto un documento tecnico che metteva nero sui bianco i vari desiderata dei paesi membri. Il risultato finale di questo esercizio prevedeva un leggero calo degli impegni di bilancio – dall'1,074 all'1,069% del reddito nazionale lordo.

L'obiettivo era di venire incontro a quattro paesi del Nord Europa (i cosiddetti «frugali») che puntano su un piano finanziario minimalista - l'Austria, la Svezia, l'Olanda e la Danimarca. La soluzione prevedeva un aggiustamento di molte poste di bilancio, riducendo la taglia delle prospettive finanziarie su un periodo di sette anni per circa 10 miliardi di euro, e tagliando soprattutto nelle riserve. Sono bastati trenta minuti ai leader per bocciare il nuovo esercizio contabile.

Il pacchetto ha scontentato molti, se non tutti. Il bilancio appariva troppo generoso per i paesi del Nord; non abbastanza generoso per i paesi dell'Est e del Sud. Ha commentato il presidente francese Emmanuel Macron: «Non voglio sacrificare la politica agricola. Lo dico chiaramente: non è l'agricoltura che pagherà per Brexit». A complicare la quadratura del cerchio è stato infatti il buco di bilancio provocato dalla partenza del Regno Unito (60-75 miliardi di euro sui sette anni di bilancio comunitario).

Anche da parte italiana, non sono mancate le critiche. Nell'esercizio contabile della Commissione europea, il desiderio di Germania, Olanda, Austria, Danimarca e Svezia di mantenere particolari sconti avrebbe comportato nei fatti u n aumento dell' onere finanziario per i paesi che non godono di rebates. «I Paesi frugali hanno dimostrato una rigidità che riteniamo ingiustificata», ha commentato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla fine della riunione.

Ottenuti sulla scia del Regno Unito negli anni 80, gli sconti sul contributo al bilancio comune «non si giustificano più» - ha aggiunto il premier - e la loro «rimeditazione deve riguardare anche la Germania» che era infelice di rebates che nel 2021-2027 sarebbero rimasti stabili solo nominalmente.

Il mandato a Italia, Romania e Portogallo per la controproposta
Intanto, un gruppo di paesi, favorevoli a un aumento della taglia del bilancio, hanno dato mandato all'Italia, alla Romania e al Portogallo di preparare una possibile controproposta di piano finanziario.
A tre settimane da Brexit, l'esito del vertice mostra una Unione in difficoltà. Sempre difficili, quest'anno i negoziati mettono in mostra le gravi tensioni nazionalistiche che segnano i Ventisette. Il caso olandese parla da sé: dietro alle posizioni rigide del premier Mark Rutte si nasconde un governo con una maggioranza risicatissima. Il Parlamento europeo, che dovrà dare il suo consenso al bilancio, si è detto «deluso dall'incapacità del Consiglio europeo di trovare un accordo», secondo il presidente David Sassoli.

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