«PROPOSTE BUON PUNTO DI PARTENZA»

Bilancio Ue, la Farnesina: riconosciuto alle migrazioni carattere strutturale

di Redazione Roma

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(foto Ansa)


2' di lettura

«Le proposte presentate ieri dalla Commissione rappresentano un buon punto di partenza per le discussioni che dovremo sviluppare, tra Stati membri e istituzioni europee, nei prossimi mesi, con l’obiettivo di approvare un Quadro finanziario pluriennale che sia un vero strumento strategico per realizzare le priorità dell’Unione europea». È quanto si legge in una nota della Farnesina, pubblicata in serata.

La Commissione prende atto che l’Unione deve fronteggiare sfide impellenti come le migrazioni, la sicurezza, la difesa comune, l’innovazione«Nel proporre un bilancio che supera la “soglia psicologica” dell’1% del Pil europeo - si legge nel documento -, la Commissione prende atto che l’Unione deve fronteggiare efficacemente sfide impellenti come le migrazioni, la sicurezza, la difesa comune, l’innovazione, senza trascurare obiettivi importanti come la coesione sociale e territoriale ed il sostegno ad una produzione agricola di qualità. Si tratta di beni pubblici europei - aggiunge la Farnesina - che l’Europa deve perseguire mettendo in comune risorse e energie, per dare risposta alle preoccupazioni dei suoi cittadini e riguadagnare così la loro fiducia».

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Bruxelles riconosce il carattere strutturale del fenomeno migratorio
Secondo il ministero degli Affari esteri «la creazione di una rubrica dedicata alle migrazioni riconosce il carattere strutturale del fenomeno, accogliendo le insistenti richieste italiane di dotare l’Europa di una autentica politica migratoria comune. Positivo anche il maggiore spazio per temi quali sicurezza e difesa e per l’azione esterna dell’Unione».

Non indebolire la collaborazione con i Paesi sponda sud del Mediterraneo
«Su quest’ultimo aspetto, tuttavia, resta la preoccupazione di veder diluito il potenziale della Politica di Vicinato (Pev): in una situazione di fragilità del contesto internazionale come quella attuale, non bisogna indebolire la collaborazione con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo e con i vicini orientali. Occorrerà negoziare affinché si possano ripristinare strumenti finanziari specifici per la Pev, distinti dai fondi da dedicare alla cooperazione allo sviluppo», conclude la Farnesina.

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