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Bilancio Ue, Michel propone una tassa sulla plastica

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha presentato una sua proposta negoziale. Il pacchetto sarà discusso al vertice di giovedì 20 ma le posizioni tra paesi e con le altre istituzioni Ue restano distanti

di Beda Romano


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2' di lettura

A sei giorni da un vertice europeo straordinario dedicato al prossimo bilancio comunitario 2021-2027, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha presentato venerdì una sua proposta negoziale. L’ex premier belga suggerisce di inserire maggiore flessibilità nella gestione nazionale del denaro europeo nel tentativo di strappare un difficile accordo nel summit di giovedì prossimo. Molti diplomatici temono che un altro vertice sarà necessario per giungere a un accordo all’unanimità.

Il pacchetto illustrato prevede un bilancio pari all’1,074% del prodotto nazionale lordo dell’Unione europea, ossia 1.094,8 miliardi di euro. L’ammontare è grosso modo in linea con il bilancio dell’attuale settennato. La posta più importante rimane quella della coesione (380 miliardi di euro), seguita dall’agricoltura (354), dal mercato unico (149), dal vicinato (102). In coda l’amministrazione (73), l’immigrazione (22), la sicurezza e la difesa (14).

Nelle (accese) trattative, il confronto tra i Paesi membri è doppio: riguarda l’ammontare e le priorità. Alcuni Paesi – come l’Olanda, l’Austria, la Svezia, la Danimarca – non vogliono che il bilancio superi l’1,0% del reddito nazionale lordo. Altri insistono perché le politiche più tradizionali o ritenute tali – come la coesione e l’agricoltura – lascino spazio alle politiche più attuali, come la ricerca, il digitale, la difesa, l’innovazione. A complicare il tutto è il buco di bilancio provocato da Brexit.

Analizza Jorge Núñez, specialista del bilancio europeo del Center for European Policy Studies qui a Bruxelles: «La proposta di Charles Michel è molto simile a quella che presentò a fine 2019 la presidenza finlandese dell’Unione e che fu bocciata da moltissimi stati membri. Rispetto alla proposta della Commissione europea del maggio 2018 prevede tagli, in alcuni casi anche profondi, a molte politiche nuove, dal dossier migratorio alla sicurezza. In questo senso, è deludente».

Preservato è il bilancio della zona euro, di un ammontare previsto di 19,1 miliardi di euro. Aumentano le possibilità per i paesi di spostare denaro da una posta all’altra a seconda delle necessità nazionali. Da un lato, si potrebbe diluire la filosofia di fondo del bilancio comunitario, strumento per raggiungere obiettivi comuni. Dall’altro, però, si cavalca la sussidiarietà in un contesto che si vuole sempre più federale, e soprattutto si offrono agli Stati membri nuove leve per trovare un compromesso.

Il presidente Michel propone nuove risorse proprie, oltre ai contribuiti nazionali: una tassa sulla plastica non riciclabile e l’extra gettito prodotto dallo scambio di quote di emissioni (in tutto per 15 miliardi di euro all’anno). Altro tema controverso sono gli sconti di cui godono l’Olanda, la Danimarca, la Germania, la Svezia e l’Austria. Nella proposta questi subiscono un calo, ma non scompaiono del tutto. Infine, è stato annacquato l’iter per bloccare i fondi europei nel caso di violazione dello stato di diritto.

Le prime reazioni sono state negative, a iniziare da Olanda e Germania. Il Parlamento europeo, che deve dare il suo consenso, già giovedì aveva chiesto più soldi per le nuove priorità. Critico su questo fronte è stato il Partito popolare europeo.

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