Il caso

Bio-On, a rischio i posti di lavoro. Si valutano ammortizzatori sociali

Il nuovo amministratore giudiziario dovrà valutare lo stato finanziario della società, ex fiore all’occhiello del listino Aim. Tra il 2017 e il 2018 si è passati da +24,2 milioni di euro a -22,5 milioni. Una grave variazione netta in negativo per 46,7 milioni

di Ivan Cimmarusti


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2' di lettura

Il rischio è la perdita di posti di lavoro. Una eventualità che potrebbe di travolgere Bio-On spa, ex fiore all’occhiello del listino Aim, colpito dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Bologna per manipolazione del mercato e false comunicazioni sociali. Revocato il vecchio Cda, presieduto da Marco Astorri e da Guido Cicognani, il Tribunale ha nominato il nuovo amministratore giudiziario che si trova davanti numeri finanziari disastrati.

Il rischio di un fallimento con conseguente apertura di una indagine per bancarotta fraudolenta si affaccia sull’indagine condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna. È la posizione finanziaria netta a svelare il buco che è stato causato in un anno: tra il 2017 e il 2018 si è passati da +24,2 milioni di euro a -22,5 milioni. Una grave variazione netta in negativo per 46,7 milioni.

I dettagli del rendiconto finanziario sono chiari. A influire sulla posizione finanziaria sono tre aspetti: l’aumento dell’indebitamento bancario (+24 milioni), la diminuzione di titoli dell’attivo circolante (-13,2 milioni) e il decremento delle liquidità disponibili (-9,3 milioni). E così, nel volgere di un anno, Bio-On è passata da un attivo di 24,2 milioni a un passivo di 22,5 milioni.

Per questo il Tribunale ha chiesto al nuovo amministratore di verificare «la persistenza della “continuità aziendale”, anche con riferimento all’andamento ed al mantenimento in attività dell’impianto di Castel San Pietro Terme (Bologna)». Il giudice chiede una «predisposizione di un nuovo bilancio che contenga la rappresentazione fedele e corretta dell’esercizio, qualora emerga l’esigenza di procedere alla necessaria rettifica di quello più recentemente depositato».

Non solo. Aggiunge di controllare i «rapporti con agenti, dipendenti e collaboratori, anche ai fini delle relazioni sindacali e dell’avvio di eventuali ammortizzatori sociali; verifica dei rapporti con i fornitori ed i professionisti, ai fini del mantenimento di flussi e servizi indispensabili all'attività di impresa».

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