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Biodiversità, in Toscana un progetto per tutelare l’habitat delle api

È il Bee Hotel, creato nel territorio di Scarperia in provincia di Firenze: una struttura replicabile in altre parti d’Italia. Il piano realizzato da Sanpellegrino, Federparchi e la Scuola Sant’Anna di Pisa

di Niccolò Gramigni

L'allarme del Wwf sulla biodiversità: -69% vertebrati dal 1970

3' di lettura

Sos api. Negli ultimi dieci anni, in Europa, il numero di impollinatori ha subito un importante declino mettendo a rischio l’80% dei fiori selvatici e delle colture delle zone temperate e oltre il 70% delle colture agricole in Italia, per un valore stimato di circa 2 miliardi di euro l’anno. Da qui l’idea di creare in Italia una struttura per aiutarle. A Scarperia, a circa 40 chilometri da Firenze, è nato così l’hotel a tutela delle api. Si tratta di una struttura di circa 3 metri per 3 metri, in grado di creare l’habitat naturale per questi insetti così preziosi, messi a rischio da pesticidi e cambiamenti climatici, e favorirne la riproduzione. Una struttura che in futuro, perché no, potrebbe essere replicata anche in altre zone d’Italia.

Bee Hotel

L’innovazione, un vero e proprio laboratorio della biodiversità, nasce dalla collaborazione tra Sanpellegrino, Federparchi e la Scuola Sant’Anna di Pisa e fa parte del più ampio progetto “La fonte della biodiversità di Acqua Panna”, azienda che fa parte del gruppo Sanpellegrino. Il “Bee Hotel” è in legno, canne di bambù, corteccia e legno forati e funge da rifugio per api e farfalle diurne, la cui sopravvivenza è messa in pericolo.

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Intorno alla struttura ci sono microhabitat sabbiosi e a suolo nudo per favorire la riproduzione degli impollinatori: saranno, inoltre, incrementate le coltivazioni di vegetali in campo aperto per l’alimentazione degli imenotteri, dei sirfidi e delle farfalle diurne, con la creazione di siepi e filari di vegetali e di microhabitat di acqua dolce per favorire la disponibilità di acqua.

L’idea e il monitoraggio Federparchi

Un’area dunque che rappresenta una risposta all’allarme api: la tenuta di Acqua Panna è enorme, è grande 1300 ettari, in passato utilizzata come riserva di caccia dalla famiglia Medici e rimasta incontaminata nel corso degli ultimi cinque secoli. L’idea della creazione del Bee Hotel è venuta dopo che sono stati resi noti i risultati del monitoraggio della flora e della fauna, avviato da Federparchi: da un lato si è verificata la necessità di tutelare gli insetti inpollinatori, dall’altro va detto che questo territorio si mantiene in buono stato ed è pieno di risorse.

Ci sono infatti 121 specie di vertebrati - tra cui 11 specie di anfibi, 10 di rettili, 66 di uccelli e 34 di mammiferi. Si trovano specie minacciate, rare e protette come l’Averla capirossa e il Torcicollo. E sono state individuate presenze di Averla piccola, Re di Quaglie, Succiacapre e Tottavilla, uccelli con stato di conservazione non soddisfacente a livello nazionale ed europeo.

Biodiversità

Questa è un’isola felice e può essere un modello italiano. Si parte dalla tutela delle api per arrivare alla tutela delle tante specie protette che si trovano in pericolo nel Paese: per quanto riguarda gli insetti impollinatori l’obiettivo è migliorare la condizione di vita perché come è stato sottolineato più volte “dal loro benessere dipende anche il nostro, come salute e catena alimentare”.

«Il progetto ’Fonte della biodiversità di Acqua Panna’ si inserisce nel più ampio impegno del gruppo Sanpellegrino per la tutela e la valorizzazione di territori e fonti, laddove le nostre acque sgorgano – ha detto Stefano Marini, amministratore delegato del gruppo Sanpellegrino -. Siamo partiti con il censimento e il monitoraggio della flora e della fauna nella bellissima riserva di Acqua Panna: oggi rendiamo concreta questa attività attraverso il primo progetto di tutela della biodiversità che prende in considerazione la tutela degli impollinatori, un aspetto fondamentale per la tutela delle attività agricole, per l’alimentazione e quindi per la nostra salute».

Fabiana Marchini, responsabile della sostenibilità del gruppo Sanpellegrino, ha evidenziato che «riuscire a dare il proprio contributo per la tutela degli impollinatori è fondamentale». Soddisfatta anche il vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi che ha parlato di «Scarperia come area pilota per interventi di questo tipo», mentre il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri ha detto che «l’impegno del gruppo Sanpellegrino è virtuoso». Le api hanno lanciato un sos, a noi tocca proteggerle il più possibile.

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