Rifiuti organici

Biogas, così il torsolo di mela alimenta gli autobus a Trento

Bioenergia Trentino ha investito 2,5 milioni nello stabilimento di San Michele all’Adige. Il trasporto pubblico della rete urbana (67 mezzi) funziona a biogas coprendo il 57% delle percorrenze

di Ubaldo Cordellini

 A regime produrrà due milioni di metri cubi di gas metano all’anno il fabbisogno di tutti i mezzi pubblici cittadini alimentati con questo carburante

4' di lettura

Viene ricavato dal torsolo della mela, dalle croste del formaggio e dai resti degli sfalci delle siepi per poi finire direttamente nel serbatoio degli autobus di Trento. È il biometano prodotto da Bioenergia Trentino, che traduce in realtà i principi dell’economia circolare.
Dal primo di luglio la società, che ha investito oltre due milioni e mezzo di euro nello stabilimento che si trova nel comune di San Michele all’Adige per poter produrre anche metano da riscaldamento e autotrazione, immette nella rete Snam metano che poi viene ceduto alla Trentino Trasporti, società che gestisce il trasporto pubblico in provincia. È così che tutti i 67 autobus a metano della rete urbana del capoluogo funzionano oggi a biogas, con una copertura del 57% delle percorrenze del capoluogo e un risparmio più di 3 milioni di kg di Co2 equivalente. A regime lo stabilimento, costituito da un grande biodigestore di produzione francese, produrrà due milioni di metri cubi di gas metano all’anno, ovvero proprio il fabbisogno di tutti i mezzi pubblici cittadini alimentati con questo carburante. È la chiusura del cerchio, la ciliegina sulla torta di uno stabilimento che lavora l’80% del rifiuto organico di tutto il Trentino e che già riusciva a sfruttare ampiamente quella ricchezza che sono i rifiuti. Infatti, il gas meno nobile che non può essere immesso nella rete Snam viene usato nelle centrali di cogenerazione e produce 7 milioni di kilowatt ora all’anno oltre a 15 mila tonnellate di fertilizzante.

Andrea Ventura. Amministratore delegato di Bioenergia Trentino

Insomma Bioenergia Trentino garantisce una seconda vita a quella che una volta veniva chiamata immondizia e finiva dritta in discarica. Il rifiuto organico infatti produce carburante pulito e non deve essere smaltito, con relativo risparmio di costi. Quello trentino è tra i primissimi esempi di riutilizzo completo dei rifiuti organici. Tutto parte da una società controllata da Bioenergia Fiemme, che già da anni usa gli scarti di lavorazione del legno - trucioli, segatura e cippato - per alimentare il teleriscaldamento di Cavalese oltre che per produrre pallets ed energia elettrica. Spiega il Ceo delle due aziende, Andrea Ventura: «La nostra è una storia che nasce tutta dentro l’economia circolare e la cultura del riciclo e del riuso. Il progetto di produzione del biometano è stato ritardato dalla crisi del Covid. Ci stavamo lavorando già da prima della pandemia, ma poi abbiamo dovuto rallentare. Il 9 marzo scorso, abbiamo finalmente avviato la produzione e da luglio immettiamo nella rete Snam il biometano che, grazie all’intermediazione di Dolomiti Energia, viene ceduto a Trentino Trasporti. Per noi è stata una scelta naturale, la prosecuzione di una storia che ha già molti anni e che avrà ulteriori sviluppi».
Ventura, infatti, spiega che la società ha il progetto di vendere il biometano da autotrazione non solo alla Trentino Trasporti, ma anche agli automobilisti privati con un proprio distributore: «Lo scopo è quello di rendere fruibile a tutti il carburante bio e di accontentare chi vede nel riciclo del rifiuto un valore aggiunto e preferisce carburanti puliti da tutti i punti di vista». Gli orizzonti del torsolo di mela, quindi, si fanno sempre più vasti e potrebbero allargarsi ancora. E tutto nasce, come spiega con passione Ventura, da un grande pentolone in cui i rifiuti vengono messi a macerare senza ossigeno con batteri che letteralmente digeriscono la sostanza organica trasformandola in biogas: «È una lavorazione che si fa da anni, solo che prima il gas serviva alla cogenerazione di energia elettrica, mentre ora una parte di questo biogas viene ulteriormente purificata scartando le parti meno nobili e arrivando a isolare la parte metanifera che viene poi immessa nella rete. Il processo dura 20-25 giorni durante i quali i batteri mangiano letteralmente l’organico e producono il biogas digerendolo. La parte che non può essere usata per la rete di metano continua a finire nelle centrali di cogenerazione per l’energia elettrica. E non finisce qui: dopo altre due settimane il processo termina con la produzione del cosiddetto “digestato” che serve a produrre fertilizzanti usati dall’agricoltura in tutta la valle dell'Adige».
Il processo è stato reso possibile anche all’alta propensione del Trentino alla raccolta differenziata dei rifiuti. Lo stabilimento della Bioenergia Trentino, infatti, lavora circa 40 mila tonnellate di rifiuti, l’80% per cento di tutto l’organico prodotto in una provincia in cui la raccolta differenziata ha raggiunto livelli molto alti. Basti pensare che nel capoluogo circa l’84% dei rifiuti viene separato e avviato a riciclo. Tra questi, ci sono le tonnellate della frazione organica, un piccolo tesoro che va ora ad alimentare anche il trasporto urbano, oltre a concorrere alla produzione di energia elettrica e fornire fertilizzante per l'agricoltura. Da quello che una volta veniva definito scarto è nata insomma una filiera, che crea occupazione e fa bene all’ambiente.
Spiega ancora Ventura: «BioEnergia Trentino si è sempre posta l’obiettivo di trovare nuove forme di sviluppo per dare valore agli scarti. Tutto ciò al fine di offrire nuove opportunità di investimento e crescita ai nostri territori e contemporaneamente accrescere il livello di innovazione superando la dipendenza dalle fonti fossili. L’impegno del Gruppo ha consentito di dare un contributo alla strategia energetica provinciale e nazionale, contributo che viene oggi incrementato con l’avvio di questo primo impianto regionale di produzione di biometano».

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti