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Biotech, Bruxelles apre ai nuovi Ogm per rilanciare l’agricoltura Ue

La Comunicazione Farm to Fork riconosce le tecniche di coltivazione bocciate dalla Corte europea; possono aiutare biodiversità e lotta ai parassiti

di Alessio Romeo

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La Comunicazione Farm to Fork riconosce le tecniche di coltivazione bocciate dalla Corte europea; possono aiutare biodiversità e lotta ai parassiti


3' di lettura

Con la riforma della Politica agricola comune congelata in attesa di un accordo sul futuro bilancio Ue – che non sembra a portata di mano – le prime indicazioni sulle nuove regole competitive per l’agricoltura europea potrebbero arrivare dalla Comunicazione della Commissione sulla strategia “Farm to Fork”, dal campo alla tavola. Si tratta del documento che definisce il ruolo dell’agroalimentare nell’ambito del green deal europeo.

Nella bozza che circola a Bruxelles (ufficialmente sarà pubblicata a maggio) sono infatti ripresi temi chiave della riforma Pac, destinata a essere ulteriormente rinviata in assenza di certezze sui finanziamenti.

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Dai piani strategici nazionali alla riduzione dei fitofarmaci, fino all’ulteriore sostegno dell’agricoltura biologica, la Comunicazione riscrive, sovrapponendosi in una sorta di cortocircuito del processo decisionale, le regole per il rilancio dell’agricoltura europea. Soprattutto, c’è il riconoscimento delle nuove tecniche di coltivazione finora erroneamente classificate come Ogm.

Spingendosi oltre l’ambito della riforma Pac, il documento riconosce l’importanza, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di sicurezza alimentare a medio termine – vera sfida dell’agricoltura globale – delle ultime innovazioni sul miglioramento varietale. Che consentono di aumentare la produttività di molte colture mettendole al tempo stesso al riparo dalle nuove minacce dovute al cambiamento climatico, dalle malattie agli attacchi di nuovi parassiti.

«La Commissione europea valuterà la revisione delle attuali regole dell’Unione sulle nuove tecniche di ingegneria genetica – si legge nella bozza del documento – per garantire il loro contributo nel migliorare la sostenibilità della catena alimentare». Per questo prevede «l’adozione di misure nella commercializzazione delle sementi», primo passaggio dell’agribusiness dove si gioca la competizione delle grandi multinazionali per il controllo del mercato.

Una svolta “legittimata” dalla recente richiesta del Consiglio delle Accademie delle scienze dell’Ue di una revisione radicale dell’attuale normativa, che distingua nettamente le nuove pratiche di miglioramento varietale dagli Ogm di vecchia generazione. Un passaggio importante verso la revisione della direttiva europea sugli Ogm datata 2001, come conferma l’europarlamentare Paolo De Castro, che insieme a una formazione trasversale sostiene la necessità di un cambiamento, in tempi brevi, delle attuali regole, che bloccano la sperimentazione e la ricerca in campo.

«Come sostengo da tempo – spiega De Castro – queste pratiche hanno il potenziale di accelerare processi che avverrebbero in natura, con importanti benefici dal punto di vista ambientale ed economico. In un momento difficilissimo per il settore e per tutta l’Unione europea per l’emergenza coronavirus – sottolinea De Castro – dobbiamo affidarci alle certezze della scienza. La nostra politica agricola deve diventare sempre più innovativa e capace di sfruttare i risultati della ricerca, a partire dalle nuove tecniche di miglioramento varietale. Ne abbiamo bisogno per rispondere ai cambiamenti climatici, alle sfide agricole e alimentari, per non dipendere più dalle grandi multinazionali, rafforzando la collaborazione tra Università e piccoli centri di ricerca».

Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea che equipara le nuove tecniche ai “vecchi” Ogm, alla fine dello scorso anno il Consiglio Ue ha invitato la Commissione a rivedere la direttiva sugli Ogm. Anche per questo, dice De Castro «confido che la futura proposta della Commissione raccolga l’appello di scienziati e produttori, a vantaggio dei consumatori e di 500 milioni di cittadini europei».

Per approfondire:
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