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Biotech, intelligenza artificiale e diritto agroalimentare: più food all’università

Gli atenei rispondono all’esigenza di figure specializzate difficili da reperire sul mercato, come quelle legate alle tecnologie agricole hi-tech

di Maria Teresa Manuelli

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Gli atenei rispondono all’esigenza di figure specializzate difficili da reperire sul mercato, come quelle legate alle tecnologie agricole hi-tech


3' di lettura

Il mondo universitario e dell'alta formazione in ambito alimentare è pronto per ripartire con il nuovo anno accademico. Turni per la frequenza ai corsi più affollati, lezioni online, videoregistrate e inserite in una piattaforma per garantire a tutti il diritto allo studio in sicurezza: atenei e istituti scaldando i motori per la ripartenza, o meglio la riapertura “in presenza” e in sicurezza. Oppure preferendo formule “miste” tra online e presenza fisica e strutturando piattaforme nelle quali far confluire le lezioni dei diversi docenti, che potranno essere viste dagli studenti fuori sede - non necessariamente in tempo reale – secondo i fusi orari dei rispettivi Paesi e permettere così la frequenza anche degli stranieri. E, nonostante le difficoltà dovute al momento di crisi, non si ferma neppure l’innovazione in campo formativo con proposte sempre più specializzate e interdisciplinari.

La formazione di professionalità che mancano alle imprese del food

Sarà erogato in modalità completamente online nell'anno accademico 2020/2021 il nuovo Corso di Laurea in Diritto agroalimentare dell’Università di Torino, primo in Italia nel settore giuridico legato all’agroalimentare, da poco presentato. Di durata triennale, afferirà alla sede di Cuneo dell’Ateneo e fornirà agli studenti una preparazione in ambito giuridico con l’apporto di alcune essenziali discipline di ambito agroalimentare, come il diritto agrario, il diritto dell’ambiente, il diritto dei mercati agroalimentari e il diritto vitivinicolo. L’obiettivo sarà quindi formare giuristi per le imprese agroalimentari, per le amministrazioni preposte alle attività di controllo del comparto agroalimentare ed esperti legali per le imprese e gli enti pubblici.

Si tratta di figure professionali tanto richieste quanto paradossalmente difficili da reperire. E spesso le imprese, anche quelle più strutturate, oggi devono ricorrere a consulenze esterne. «Un corso – spiega Stefano Geuna, rettore dell’Ateneo – dedicato a una materia di assoluta attualità e in costante evoluzione. La legislazione alimentare infatti, di matrice europea e nazionale, disciplina un settore che rappresenta a livello internazionale il Paese e in particolare il territorio del cuneese ricco di imprese, eccellenze e di prodotti di qualità noti in tutto il mondo. Gli insegnamenti che compongono il percorso formativo sono stati pensati per formare professionisti e competenze in grado di supportare un settore strategico per l’economia nazionale».

Per rispondere alla domanda di formazione specialistica legata al mondo delle biotecnologie, dell’alimentazione e della nutrizione umana è nata la Laurea in Scienze Biotecnologiche, degli Alimenti e della Nutrizione Umana, una magistrale interclasse inaugurata dall’Università di Foggia. «Il nuovo corso, unico in Italia – afferma Rosaria Viscecchia, coordinatrice del corso – parte dalla duplice esigenza di rafforzare e modernizzare la formazione del biologo nutrizionista, arricchendola di competenze biomolecolari, oggi oggetto di crescente interesse tanto per gli aspetti culturali che per le ricadute professionali e lavorative, nonché di formare al contempo un biotecnologo provvisto di competenze nel settore alimentare e nutrizionale, settore oggi sempre più considerato cardine del benessere e della salute umana».

5 corsi per il Dottorato in intelligenza artificiale applicato
al comparto alimentare

e Infatti l’apprendimento di nuove discipline per nuove figure professionali, spesso frutto dell’interazione e integrazione tra settori molto diversi tra loro, rappresenta una leva fondamentale per accrescere il vantaggio competitivo del food italiano. Come dimostra ad esempio il nuovo Dottorato nazionale in Intelligenza artificiale (AI), finanziato dal Miur. Si articolerà in cinque corsi, promossi sul territorio nazionale da raggruppamenti di università ed enti pubblici di ricerca, ciascuno coordinato da un’università capofila. In particolare, per l’alimentare il “PhD-AI.it: Area agrifood e ambiente” sarà coordinato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Gli altri indirizzi saranno “Area salute e scienze della vita” coordinato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma; “Area sicurezza e cybersecurity” da Sapienza Università di Roma; “Area industria 4.0” dal Politecnico di Torino; e “Area società”, coordinato dall’Università di Pisa. Prenderà avvio con l’anno accademico 2021/2022 e sono già disponibili 194 borse, per un investimento complessivo che supera i 15 milioni di euro. «L’intelligenza artificiale moderna – specifica Barbara Caputo, responsabile del corso del Politecnico di Torino – ci permette anche di essere incisivi nell’analisi di immagini da satelliti come supporto all’agricoltura, di sviluppare nuovi modelli di e-commerce in grado di cambiare e personalizzare l’esperienza di acquisto online e supportare il settore a 360 gradi, dalla gioielleria al tessile all’alimentare». Si stima che il settore delle AI porterà entro il 2030 a una crescita del 16% del Pil mondiale e avrà un impatto sul 70% delle aziende.

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