LIFE SCIENCE

Biotech, molte opportunità ma servono visione e pianificazione

L’Italia, pur forte delle sue eccellenze, deve affrontare diverse sfide per non perdere il passo in termini di competitività in un settore strategico per la crescita dei prossimi anni

di Francesca Cerati


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(Afp)

3' di lettura

Se si guardano i trend mondiali, i dati confermano che quello delle Life science è un settore strategico: la spesa mondiale in R&S nel farmaceutico è stata di 179 miliardi di dollari nel 2018, in aumento del 6,5% rispetto all’anno precedente con una previsione di crescita annua 3,0% fino al 2024 arrivando a superare i 210 miliardi di dollari; la Digital Health - dove gli investimenti in startup ammontano a 18 miliardi di dollari nel 2018 (+56% rispetto allo stesso periodo nel 2017) raggiungono i 45 miliardi di dollari raccolti dai fondi di venture capital negli ultimi 6 anni. E nel 2024 il valore globale di questo mercato potrebbe raggiungere i 400 miliardi di dollari.

E in Italia? Nonostante l’ecosistema delle Life science sia in costante crescita, per competere con i più importanti hub globali del settore serve una visione unitaria e una pianificazione di medio-lungo termine in modo da colmare il gap tra eccellenza scientifica e creazione di valore e attirare i capitali. In sintesi, se si riuscissero a sbloccare le potenzialità della ricerca scientifica italiana in questo settore, le opportunità sarebbero enormi. È quanto è stato sottolineato ieri nell’incontro di apertura della Biotech Week 2019, dove nel campus scientifico OpenZone si sono riuniti interlocutori del mondo delle Scienze della vita e della finanza per discutere sulle azioni necessarie affinchè la Lombardia - territorio che si conferma la prima regione in Italia per numero di imprese biotech (181, il 28% del totale), con un fatturato di oltre 5,5 miliardi di euro, il 48% del totale - possa fare il grande salto e giocare la partita con i principali player globali, creando un effetto volano per il Paese.

«Nelle biotecnologie, e in generale nelle Scienze della Vita, esiste un continuum che parte dal bancone del laboratorio e arriva al letto del paziente. È un percorso fatto di ricerca, sviluppo, produzione e accesso al mercato che al momento è ostacolato da un’eccessiva frammentazione – precisa Riccardo Palmisano, presidente di Assobiotec-Federchimica e Ceo di MolMed – Oltre a una governance efficace e centralizzata che comprenda l’importanza del trasferimento tecnologico, serve una strategia nazionale di lungo periodo che conduca anche a una migliore capacità di attrarre capitali. Una primo passo potrebbe essere l’istituzione di un One Stop Shop, cioè uno sportello unico, un punto di riferimento per chiunque voglia investire nel nostro Paese». E aggiunge: «Abbiamo voluto cogliere un segnale positivo da parte della politica con la recente istituzione di un ministero dell’Innovazione, che speriamo possa essere un interlocutore importante in questo processo. La Lombardia, grazie ai numeri registrati negli ultimi anni e alle eccellenze ed esperienze di cui è ricca, può essere il locomotore dello sviluppo per l’intero Paese».

 «In Italia si fa un’ottima ricerca e i dati confermano una buona produzione scientifica di base - interviene Luca Benatti, Ceo di EryDel e presidente di Italian angels for biotech (Iab), che investe in nuove idee, aiutando le startup nella prima fase del percorso per renderle appettibili ai venture capital -. Poi, però, le imprese del nostro territorio stentano a fare il salto e restano di dimensioni troppo piccole. Questa situazione rischia di farci perdere il passo in termini di competitività in un settore come quello delle Scienze della vita, e delle biotecnologie in particolare, che è cardine per lo sviluppo economico». «L’eccellenza - conclude - sul lato scientifico non cammina, quindi, in parallelo con le risorse finanziarie a disposizione e c’è bisogno di creare un ecosistema che favorisca anche gli investimenti privati specializzati e nuovi modelli di sostegno alle imprese per far sì che le migliori idee possano trasformarsi in soluzioni innovative creando un circolo virtuoso in grado di porre l’Italia tra i protagonisti di questa nuova rivoluzione tecnologica».

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