intelligenza artificiale

Biotestamento, una chatbot risponde alle domande dei cittadini sui diritti

di A.Mac.


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2' di lettura

CitBot, l’intelligenza artificiale per le libertà civili, è la prima chat bot in grado di consentire al cittadino la difesa delle proprie libertà civili. Al momento risponderà alle domande standard relative all’applicazione della legge sul testamento biologico, sopperendo - nelle intenzioni dell’Associazione Luca Coscioni che l’ha ideata - a una lacuna dello Stato, che ancora non ha realizzato alcuna campagna di comunicazione sul tema. Coinvolti nella prima fase di prova gli iscritti all’associazione. La chatbot è disponibile anche su Telegram e a breve su Whatsapp, Facebook e con Google Assistant, Siri, Alexa.

“Siamo partiti con il testamento biologico perché abbiamo toccato con mano la fame di conoscenza da parte dei cittadini. Nonostante la legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento preveda un obbligo di informazione per cittadini e medici, nulla è stato fatto dal Governo in questa direzione. – spiega l’avvocato Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni -. Abbiamo perciò deciso di sopperire, con l'aiuto della tecnologia, a una vera e propria diserzione dello Stato nel garantire il diritto alla conoscenza su un tema così importante e delicato”.

Guida al biotestamento

“Oggi i grandi investimenti sull'intelligenza artificiale sono realizzati fondamentalmente con due obiettivi: aumentare l'efficacia nel vendere i prodotti, oppure nel controllare i cittadini. È indispensabile investire anche su un modello alternativo: l’intelligenza artificiale civica, per rafforzare il potere del cittadino nel difendere i propri diritti e libertà fondamentali”, nota Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e ideatore di CitBot.

CitBot ha completato la prima fase di prova che ha coinvolto gli iscritti dell’Associazione.

“Come associazione abbiamo offerto agli utenti sul nostro sito quasi 50mila moduli per il testamento biologico e risposto a migliaia di domande di chiarimento sul tema - annuncia Pietro Migliorati, vice-tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatore del progetto -. Grazie anche al contributo di attivisti volontari, sono oggi circa mille le domande e risposte cui è in grado di rispondere CitBot, aiutando il cittadino a orientarsi per usufruire della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento. Per ora il sistema riesce solo a rispondere a domande semplici, ma abbiamo avviato questa seconda fase di prova rivolta al pubblico generale proprio per migliorare le prestazioni di CitBot - il sistema creato tecnicamente da Revevol Italia - che imparando dall’esperienza aumenterà la propria affidabilità”.

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