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Biotestamento, lo conosce bene solo un italiano su cinque

Appena il 19,3% degli italiani dichiara di conoscere bene il testamento biologico. Uno su tre non ne ha mai sentito parlare. Lo rivela la prima indagine di Vidas su scala nazionale

di Valentina Melis


Si puo' chiedere stop cure senza Testamento biologico

3' di lettura

Dat, queste sconosciute. Solo un italiano su cinque dice di conoscere bene la legge sulle disposizioni anticipate di trattamento, ovvero la legge 219 del 2017 che consente a ogni cittadino di mettere nero su bianco le proprie volontà sui trattamenti sanitari ai quale vuole (o non vuole) essere sottoposto, anche in previsione di una futura incapacità di decidere.

Il 28% degli italiani dice di non aver mai sentito parlare del cosiddetto testamento biologico, mentre il 52,6% dice che ne ha sentito parlare ma che non ne conosce nel dettaglio i contenuti. Sono alcuni dei risultati della «Ricerca sulle percezioni della popolazione italiana in merito al testamento biologico» promossa dall’associazione Vidas (attiva nell’assistenza ai malati con patologie inguaribili) e realizzata da Focus Mgmt, che sarà presentata venerdì 13 dicembre a Milano.

HA MAI SENTITO PARLARE DELLA LEGGE 219/2017 SUL TESTAMENTO BIOLOGICO?

Livello di conoscenza della normativa, in % (Fonte: Vidas)...

Il quadro a un anno dall’entrata in vigore della legge

La legge sul testamento biologico è in vigore dal 31 gennaio 2018. Come ha riportato Il Sole 24 Ore del 26 novembre, a livello nazionale sono state depositate finora 62.030 Dat (relazione del ministero della Salute al Parlamento di aprile 2019).

Per la prima volta l’indagine di Vidas sulla conoscenza della normativa si estende all’ambito nazionale e sintetizza le risposte di un campione significativo di 1602 cittadini italiani maggiorenni.

La fascia di età degli over 70 è quella meno preparata sul fine vita: il 57,3% non conosce affatto la legge 219. Quella tra 26 e 40 anni registra invece il miglior livello di conoscenza (il 25,7% sa bene di che cosa si tratta).

Coloro che si dichiarano credenti conoscono la normativa in modo meno approfondito: non ha mai sentito parlare della legge il 27,9% dei credenti, contro il 23,6% degli atei.

Osservando la distribuzione delle risposte nel territorio, i cittadini di Lombardia e Liguria sono quelli più informati sulle Dat. Nelle Regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Puglia Campania, Basilicata e Calabria) il 33% dei residenti non ne ha mai sentito parlare.

In generale, solo tre persone su dieci si sono poste il problema di dover scegliere gli aspetti del proprio fine vita. La percentuale sale fra atei e agnostici (rispettivamente 43,2% e 47,5%). Il 78% delle persone che dichiarano di aver riflettuto sul tema, l’ha fatto in seguito a casi di cronaca che hanno suscitato un vivace dibattito pubblico, come i casi di Piergiorgio Welby, Eluana Englaro, Dj Fabo.

Il livello medio di favorevolezza a livello nazionale sulle Disposizioni anticipate di trattamento, una volta esplicitato il significato della normativa, è di 4,5 su una scala di 7.

SI È MAI POSTO IL PROBLEMA DI DOVER SCEGLIERE GLI ASPETTI DEL SUO FINE VITA?

In % (Fonte: Vidas)...

Lo sportello informativo di Vidas
Secondo Barbara Rizzi, responsabile scientifico di Vidas, «l’attivazione della banca dati nazionale delle Dat (per la quale il ministro della salute Roberto Speranza ha firmato il decreto, come anticipato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore, ndr) è la rimozione di un masso sulla piena applicazione della legge, perchè consentirà la conoscibilità delle volontà espresse dai cittadini su tutto il territorio nazionale. Restano da rimuovere però - aggiunge - una serie di sassolini: ovvero in tutti i Comuni italiani dovranno essere attivati e resi accessibili gli sportelli per la raccolta delle Dat. Oggi non è così».

Spesso i cittadini non sono adeguatamente informati sui trattamenti medici ai quali potrebbero essere sottoposti e alle conseguenze di una rinuncia espressa in forma scritta (ma sempre revocabile). Proprio per dare informazioni qualificate, l’associazione Vidas ha aperto a Milano dal 27 novembre un servizio di consulenza gratuito sulle disposizioni anticipate di trattamento (Dat), a cura di un medico e di uno psicologo esperto in cure palliative. Lo sportello è attivo il mercoledì dalle 17 alle 19, su appuntamento (chiamando lo 02 725111 o scrivendo a biotestamento@vidas.it), presso la Casa sollievo bimbi, in via Ojetti 66.

Le indicazioni dei Notai
Le disposizioni anticipate di trattamento possono essere depositate presso un notaio come atto pubblico o come scrittura privata autenticata. In alternativa, si possono redigere come scrittura privata, da consegnare all’ufficio di stato civile del Comune di residenza, o alla Asl (se è prevista una raccolta tramite il fascicolo sanitario elettronico).

Il Consiglio nazionale del Notariato ha pubblicato un vademecum scritto e un videoforum per spiegare come redigere le Dat e fornire indicazioni ai cittadini sul testamento biologico.

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