adempimenti

Bis di incentivi sul fotovoltaico: sì al recupero in contenzioso

Sempre ammessa la correzione con integrativa del modello già inviato. Fanno eccezione soltanto le «scelte» del contribuente con termine di decadenza

di Marcello Maria De Vito


default onloading pic
(Agf)

2' di lettura

Le dichiarazioni fiscali sono sempre emendabili in contenzioso e il principio trova eccezione in un caso solo: quando la concessione di un beneficio sia subordinata a una precisa «manifestazione di volontà» da compiersi in dichiarazione e sia previsto un termine di decadenza. Sono i principi ribaditi dalla Ct di II grado di Bolzano con la sentenza 55 depositata il 17 settembre scorso (presidente Marinaro, relatore Busato; si veda anche il servizio a pagina 19).

Una società realizzava nel 2010 un impianto fotovoltaico, per il quale aveva ottenuto la tariffa incentivante. Decideva di non usufruire, in dichiarazione, dell’agevolazione Tremonti ambiente, a causa dell’incertezza sulla cumulabilità con le tariffe incentivanti. In seguito il ministero dello Sviluppo economico dava via libera all’ammissibilità. La società, quindi, incaricava un tecnico di determinare l’agevolazione. Poiché, però, la dichiarazione relativa al 2010 non era più correggibile in base all’articolo 2, comma 8-bis del Dpr 322/1998, recuperava l’agevolazione riliquidando la dichiarazione 2010 e inviava una dichiarazione integrativa per il 2012 con compilazione del quadro relativo agli errori contabili. Le Entrate, con controllo automatizzato (articolo 36-bis), disconoscevano la correzione e il conseguente riporto delle perdite ed emettevano due cartelle di pagamento per le dichiarazioni relative al 2013 e al 2014.

La società impugnava le cartelle lamentando la mancata applicazione della circolare 31/E/2013 e, comunque, eccepiva il principio della correggibilità della dichiarazione in sede contenziosa.

La Ct di I grado accoglieva il ricorso affermando che la dichiarazione è sempre emendabile in contenzioso. L’Agenzia impugnava la sentenza eccependo, tra l’altro, che in difetto di tempestiva dichiarazione integrativa, il contribuente avrebbe potuto solo chiedere il rimborso. Eccepiva, inoltre, che la mancata fruizione tempestiva dell’agevolazione equivaleva a manifestazione negoziale di rinuncia.

La Ct di II grado rileva che è contraddittorio sostenere che la mancata tempestiva fruizione equivale a una rinuncia, quando si afferma che è possibile chiedere il rimborso.

Sul principio di emendabilità della dichiarazione, la Ct richiama la giurisprudenza di legittimità e ribadisce che il contribuente ha sempre diritto di correggere la dichiarazione in sede contenziosa. Tale principio trova eccezione solo quando la concessione del beneficio è subordinata a una manifestazione di volontà da compiersi in dichiarazione attraverso la compilazione di un specifico modulo con previsione di un termine di decadenza, non richiesti per l’agevolazione in questione: perciò, conclude il collegio, l’appello dell’ufficio è rigettato.

La decisione della Ct di II grado è in linea con la consolidata giurisprudenza di legittimità. La possibilità di emendare la dichiarazione allegando errori, di fatto o di diritto, è sempre esercitabile in contenzioso per opporsi alla pretesa tributaria. La dichiarazione non ha natura di atto negoziale e dispositivo, ma reca solo un’esternazione di scienza e di giudizio, come tale sempre modificabile in base all’acquisizione di nuovi elementi.

Infatti, l’obbligazione tributaria è di natura legale, sicché il suo adempimento è correlato all’esistenza del presupposto impositivo previsto dalla legge e non di certo all’errata o mancata evidenziazione dell’imposta o del credito in dichiarazione.

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...