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Bitcoin sulle montagne russe: perde fino al 17% dopo che Musk parla di quotazioni «alte», poi risale

Le prese di profitto dopo il record del weekend innescate da un tweet di Wlon Musk, grande sostenitore delle criptovalute, che parlava di quotazioni alte

Rischio bolla di criptovalute sui mercati

2' di lettura

Investire in bitcoin, si sa, è come salire sulle montagne russe. Lo conferma una giornata come quella di oggi, lunedì 22 febbraio, quando la criptovaluta più famosa del mondo è scesa anche del 17% a quota 47.400 dollari prima di risalire in parte la china. In poche ore ha fluttuato di oltre 10mila dollari.

Il bitcoin in serata perde così circa il 6,5% a quota 54.300 dollari, il giorno dopo aver superato il proprio record sopra i 58.000 dollari; venerdì, la maggiore criptovaluta ha superato i mille miliardi di dollari di capitalizzazione. Elon Musk, cofondatore di Tesla, che avrebbe ottenuto un profitto di circa 1 miliardo di dollari dall'investimento in bitcoin, ha twittato sabato che il valore della criptovaluta «sembra alto». Essendo Musk uno dei grandi sostenitori della valuta basata sulla blockchain, la sua uscita via social ha convinto molti investitori a vendere.

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Lo scivolone del bitcoin va di pari passo con quello di Tesla, che anche lunedì è in flessione a Wall Street e che nell’ultima settimana è scesa da 820 dollari per azione ai 743 odierni.

Lo scivolone di lunedì può anche essere legato al fatto che nel weekend i movimenti della criptovaluta sono dettati da piccoli investitori domestici che alimentano la volatilità e hanno fatto salire le quotazioni al nuovo record, mentre a inizio settimana scendono in campo i trader professionali che, anche in seguito al tweet di Elon Musk, hanno preferito ridurre l’esposizione.

Sul tema è intervenuta anche Janet Yellen, ministro del Tesoro del governo americano ed ex presidente della Fed, la Banca centrale Usa. Il bitcoin, ha detto l’economista californiana, è un «asset altamente speculativo» e «la gente deve fare attenzione»; inoltre, è «estremamente inefficiente» per condurre transazioni ed è spesso usato per compiere «illeciti».

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