Bossi (Banca Ifis) 

Bitcoin: no all’anonimato e più regole per tutelare i risparmiatori

dall'inviato Gianluca Di Donfrancesco

AFP PHOTO / Mark RALSTON

2' di lettura

DAVOS - Il valore di mercato delle criptovalute è passato in poco tempo da meno di 20 a oltre 540 miliardi di dollari. Frodi destinate a distruggere il risparmio di investitori inconsapevoli, schermo per attività illegali o strumento di investimento, Bitcoin & Co si sono guadagnate l’attenzione del World Economic Forum, dove il direttore generale dell’Fmi Christine Lagardeha suonato l’allarme: è «inaccettabile» l’utilizzo delle criptovalute per occultare gli illeciti come il finanziamento del terrorismo e il riciclaggio.
Giovanni Bossi, amministratore delegato di banca Ifis, ha partecipato a uno dei tanti panel del Wef in cui si è discusso il problema.
«Dobbiamo avere sistemi - afferma Bossi - che ci assicurino che le criptovalute non possano essere usate per attività illecite. Ed è facile che questo accada. Nessuna valuta, reale o digitale, deve poter essere usata per attività illecite. Le norme Ue sono molto chiare e impongono agli operatori di identificare le controparti, l’utilizzo delle criptovalute non può aggirare queste normative. Se questo è l’obiettivo, allora questa tecnologia diventa di colpo cattiva».

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Banca Ifis, insieme ad Ambrosetti e insieme a Finint e Microsoft, ha di recente avviato una serie di incontri per mettere a confronto gli operatori (banche e fintech), i regolatori e le aziende sulle nuove tecnologie in ambito finanziario.
C’è poi un secondo aspetto che preoccupa, aggiunge Bossi: «Le criptovalute sono trattate come una forma di investimento, questo ne spiega l’estrema volatilità. Personalmente, mi lascia perplesso ogni forma di investimento in un asset che non generi flussi di cassa». Inoltre, aggiunge Bossi, se la criptovaluta è un investimento, allora devono valere le regole fiscali che si applicano agli investimenti in valuta tradizionale: «A maggior ragione non ci può essere anonimato».

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Con il fiorire delle criptovalute, prosegue, «credo stiamo consentendo a soggetti poco o nulla regolati di operare con i risparmi dei cittadini, un anacronismo in un mondo iper regolato come quello del risparmio oggi».
Ma dureranno? «Le criptovalute – dice Bossi - troveranno stabilità quando saranno inserite in un ambiente trasparente, non anonimo e regolato. La domanda allora è: in un ambiente così, avranno ancora senso? Probabilmente sì, ma non saranno più oggetto delle enormi oscillazioni di questi mesi, che non rappresentano la maggior tutela del risparmio».

Altra cosa, secondo Bossi, è la blockchain, la tecnologia che sorregge le criptovalute: «Un mondo ancora praticamente inesplorato, difficile dire che possa avere aspetti deteriori. La blockchain è qui per restare».

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