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Bitcoin, offerta delle valute virtuali con le regole dell’intermediazione finanziaria

Via libera al sequestro per l’ipotesi dei reati di esercizio abusivo dell’attività finanziaria e autoriciclaggio, se non si rispettano le regole di trasparenza e tutela dell’investitore

di Patrizia Maciocchi

Afp

2' di lettura

La valuta virtuale va considerata uno strumento di investimento, perché è un prodotto finanziario. Le norme di riferimento sono dunque quelle disegnate dal Tuf sull’intermediazione finanziaria. E chi eroga questi servizi deve innalzare gli obblighi informativi verso il consumatore per consentirgli di conoscere nel dettagli l’offerta e fare una scelta meditata. Partendo da questo principio la Cassazione (sentenza n. 44378) ha accolto il ricorso del Pm contro il no al sequestro preventivo di un wallet con 30 bitcoin. Alla base della misura richiesta l’ipotesi dei reati di esercizio abusivo dell’attività finanziaria e autoriciclaggio. Nel mirino una raccolta di fondi «che aveva avuto come scopo la creazione di una piattaforma decentralizzata di servizi logistici». A chi aveva contribuito erano stati corrisposti in cambio Lwf Coin, come titoli per utilizzare i servizi della piattaforma”. Per la guardia di finanza aveva evidenziato che il White paper del progetto Lwf era un documento fondamentale per l’avvio di una Coin Offering, finalizzato a descrivere ai potenziali investitori il progetto relativo alla creazione di nuove start-up ed iniziative da avviare nel mondo virtuale ed i suoi aspetti tecnici-finanziari-economici. Pertanto non erano necessari ulteriori accertamenti, e i 30 Bitcoin, oggetto della richiesta di sequestro probatorio integravano l’ipotesi dei reati di esercizio abusivo di attività finanziaria e autoriciclaggio. Reati esclusi dal Tribunale del riesame che aveva rigettato la richiesta del Pm di disporre il sequestro preventivo. Una decisione che dovrà essere rivista.

I caratteri dell’investimento finanziario

Per la Cassazione ci sono, infatti, i caratteri distintivi dell’investimento finanziario: un impiego di capitale che può corrispondere anche ad una valuta virtuale, un’aspettativa di rendimento e un rischio proprio dell’attività prescelta correlato all’impiego di capitali. I soggetti interessati all’investimento, per ottenerlo: hanno erogato capitali (in bitcoin). L’aspettativa era di avere un rendimento, costituito dalla corresponsione di altre monete virtuali che avrebbero permesso di partecipare alla piattaforma, dal valore variabile a seconda del momento dell'acquisto, con un maggior valore se il progetto della piattaforma avesse avuto successo. Infine hanno assunto il rischio connesso al capitale investito.

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