Black Lives Matter

Black art: musei e artisti in protesta

Messaggi e opere d'arte per sostenere i manifestanti in strada. Diverse istituzioni si sono attivate per raccogliere fondi. È la nuova avanguardia

di Silvia Anna Barrilà e Giuditta Giardini

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“A man was lynched yesterday” flag, NAACP headquarters, 69 Fifth Avenue, New York City, 1936

Messaggi e opere d'arte per sostenere i manifestanti in strada. Diverse istituzioni si sono attivate per raccogliere fondi. È la nuova avanguardia


4' di lettura

Assomiglia a una guerra civile la rivolta che è esplosa dopo che George Floyd, cittadino di colore, è stato arrestato e soffocato dalla polizia di Minneapolis (Minnesota). Il poliziotto colpevole, Derek Chauvi, è stato licenziato e condannato per omicidio di secondo grado, ma questo non è basato. Il caso Floyd è stata la miccia che ha fatto esplodere tensioni represse di una parte della popolazione che si sente straniera in patria, non cittadina a tutti gli effetti e senza pari diritti. A gettare benzina sul fuoco ci ha poi pensato Donald Trump che in un tweet ha minacciato di usare l'esercito e aprire il fuoco. I cortei violenti e non hanno preso le strade delle principali città americane al grido di “I can't breathe”, le ultime parole di Floyd, le stesse che volavano sopra i cieli di Detroit, Miami, Dallas, Los Angeles e New York stampate su grandi striscioni trainati da aerei per iniziativa di Jammie Holmes, artista di 36 anni di base a Dallas. Il 2 giugno, a New York, dalle ore 20, a Manhattan è stato ordinato il coprifuoco e separata dal Bronx (96th street) per contenere gli scontri.

L'arte della Black Lives Matter

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Le iniziative di artisti e musei
In questo clima teso, i principali artisti americani, sui social, supportano il movimento “Black Lives Matter” prendendo parte al “blackout Tuesday” e usando messaggi e opere d'arte per sostenere i manifestanti in strada. L'artista di colore Nikkolas Smith ha realizzato il ritratto di Floyd che ha invaso Instagram. Il supporto arriva da ogni parte e sembra che questa volta artisti e pubblico di colore permettano anche ai bianchi di lottare con loro. Sembra così superata la questione “Open Casket”, quando attivisti di colore si scagliarono contro l'opera di Dana Schutz (2016), esposta alla biennale del Whitney del 2017, definendo l'artista indegna - in quanto donna bianca - di rappresentare il dramma della black community.
Lo stesso Whitney Museum ha aperto le fila dei musei-attivisti il 1° giugno, postando l'opera dell'artista-attivista Dread Scott, una bandiera nera recante la scritta “A Man Was Lynched by Police Yesterday” (2015), che è anche il titolo dell'opera. Il Whitney ha anche organizzato un incontro, andato in onda il 2 giugno alle 6 (ora americana) su “collective memory in black contemporary art”. Nel comunicato stampa fatto circolare ieri dal Brooklyn Museum in supporto alla protesta e contro il razzismo delle istituzioni si ricordano i nomi di altre vittime in un elenco aperto in cui compaiono i casi più recenti, Breonna Taylor e George Floyd. Il MoMA , che ha da poco rinnovato collezione e sale per fare spazio agli artisti delle minoranze sottorappresentate, ha aderito al movimento con le opere di Jacob Lawrence, in particolare la «Migration Series», che rappresenta scene di violenza razziale durante e dopo la Prima Guerra Mondiale. L'appoggio è arrivato anche dal Metropolitan Museum e dal Guggenheim con link e storie sul black art movement, mentre il National Museum of African American History and Culture di Washington ha lanciato un portale chiamato “Talking About Race” con video, articoli e contenuti multimediali per aiutare le persone ad avviare conversazioni costruttive sul tema razziale.

Diverse istituzioni e artisti si sono attivati per raccogliere fondi a favore della protesta, per esempio a Filadelfia è nato l' Art for Philadelphia Community Bail Fund , che ha messo in vendita a 300 dollari l'una edizioni di artisti come Tiona Nekkia McClodden, Alex Da Corte e Jonathan Lyndon Chase, già tutte esaurite; i ricavi sono andati a favore del Philadelphia Community Bail Fund. Anche Artforum ha chiesto ai lettori di fare donazioni alle organizzazioni che combattono le incarcerazioni di massa.

Il successo dell'arte impegnata
Già da tempo la scena artistica contemporanea è investita da una nuova ondata di arte politica americana, che mette al centro contenuti legati all'identità nera. Le istituzioni si sono rese conto delle lacune nel modo in cui finora è stata narrata la storia dell'arte e stanno cercando di recuperare; il mercato segue e gli artisti afroamericani risultano sempre più apprezzati non solo in Usa ma anche in Europa.
Arthur Jafa, con i suoi video toccanti, è uno degli esempi più celebri. Per lui il successo è stato fulmineo: nell'arco di un paio d'anni è entrato nella scuderia di Gavin Brown , dove le sue opere quotano da 50.000 a 500.000 dollari, le sue opere sono state acquistate dai principali musei americani e nel 2019 ha vinto il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia .
Anche Nick Cave, artista di Chicago, è famoso a livello internazionale per i suoi «Soundsuits», armature colorate che combinano la scultura, la performance e la moda e che, nascondendo ogni indicazione di genere, classe e razza, costringono a superare i pregiudizi. Il primo, realizzato nel 1992, è nato proprio come reazione al pestaggio di Rodney King da parte della polizia di Los Angeles. Rappresentato da Jack Shainman Gallery , quotano sui 150.000 dollari.
Carrie Mae Weems, la prima donna afroamericana ad avere una retrospettiva al Guggenheim nel 2013, ha raggiunto la fama nei primi anni ’90 con la serie “Kitchen Table”; un'installazione con 20 fotografie da questa serie accompagnate da 14 testi le ha fruttato il record d'asta da 237.500 dollari lo scorso novembre da Christie's a New York.
Kara Walker, film-maker ed artista americana, con le sue opere è diventata una paladina delle lotte di razza e genere, nonché una delle principali esponenti dell'arte contemporanea americana. Celebrata per “Sugar Baby”, una gigantesca sfinge di zucchero dai tratti africani (alla Domino Sugar Factory di Brooklyn), oggi le sue opere sono esposte nei maggiori musei americani, come MoMA e High Line . Le stesse battaglie della Walker sono combattute da Frida Orupabo, esposta alla Biennale di Venezia del 2019. Orupabo pone l'accento su violenza e femminicidi in epoca post-coloniale. Njideka Akunyili Crosby, un'altra artista-attivista di origine nigeriana, nel maggio 2018, ha realizzato un record personale con «Bush Babies» battuto all'asta da Sotheby's New York per 3,4 milioni di dollari.

Una nuova avanguardia
Negli ultimi 20 anni, una nuova avanguardia di artisti afro-americani ha contribuito a definire il XXI secolo. Oggi, per la prima volta dagli anni ’70, la black art e la vita politica degli Stati Uniti si sono sovrapposte. Questa convergenza di mondi, che ora sfila per le strade e protesta sui muri, non tarderà a trasporsi in opere d'arte politiche che vedremo presto in gallerie, biennali e fiere.

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