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Black Friday, il 79% degli italiani farà spese (+4%)

Secondo un’indagine di Boston Consulting Group gli italiani avranno un budget di 255 euro a persona, più basso del 2021. La tendenza è la ricerca della convenienza

Black Friday, ore intense al centro Amazon ma in sicurezza

3' di lettura

Black Friday, quest’anno il 79% degli italiani farà spese. Lo rivela un’indagine di Boston Consulting Group in vista dell’appuntamento del 25 novembre. Si tratta del 4% in più rispetto al 2021, con un budget di spesa compreso fra i 100 e i 500 euro, una media di 255 euro a persona, leggermente più bassa rispetto allo scorso anno. La motivazione sta nella ricerca di convenienza: il 42% del campione ha dichiarato di farlo perché ha tagliato le spese non essenziali e un altro 42% perché ha riscontrato un aumento eccessivo dei prodotti.

Pessimismo per il 2023

A caratterizzare il prossimo Black Friday, quindi, saranno soprattutto le preoccupazioni dovute alla situazione geopolitica e finanziaria. Se da un lato gli italiani si sono lasciati la pandemia alle spalle, dall'altro l'80% di essi ha espresso preoccupazioni per la guerra in Ucraina, l'inflazione che rimane alta e una possibile recessione nei prossimi mesi.

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Un pessimismo che per il 74% durerà per tutto il 2023, mentre il 59% ritiene che ci vorranno almeno 18 mesi per tornare alla normalità.Una disposizione, questa, che ha conseguenze anche sulla gestione dei consumi.

Taglio dei prodotti non essenziali

Il 60% degli intervistati dichiara di aver tagliato gli acquisti di prodotti non essenziali. Anche nel caso in cui gli acquisti vengono fatti osserviamo nuove tendenze: il 53% compra tramite sconti o promozioni, il 49%, prima di comprare un prodotto, ne verifica il prezzo su diversi siti, il 38% frequenta più discount e outlet e il 37% acquista marchi più economici.

«Attorno al prossimo Black Friday si conferma una grande attesa, anche con margini di incremento dei consumi rispetto allo scorso anno», spiega Alessio Agostinelli, managing director e partner di BCG, tra gli autori dello studio. «La buona notizia è che quest'anno, ancor più degli anni passati, gli italiani vedranno il Black Friday non solo come un'occasione per concedersi uno sfizio, ma anche per pensare ai futuri regali di Natale in anticipo».

Abbigliamento e accessori in testa

Il 91% dei consumatori a livello globale sarà alla caccia di articoli da acquistare per gli altri, trend che in Italia ha registrato un balzo del 14% rispetto al 2021. Ma cosa comprano gli italiani nel “venerdì nero”? A farla da padrone è il comparto abbigliamento e accessori, con il 60%, seguito a ruota dai dispositivi elettronici con il 54%. Terza posizione per i prodotti di bellezza e profumi, attestati al 23%.

Per quanto riguarda i luoghi dello shopping, marketplace virtuali si apprestano a fare un boom, con il 20% di potenziali acquirenti che li navigherà con interesse per le offerte. La capolista è Amazon, citata dal 57% degli intervistati, che stacca Google, fermo al 35%. Brutte notizie per i siti dei singoli brand e lo shopping omnicanale in genere, che dopo una positiva affermazione durante il biennio del Covid-19, saranno meno frequentati, registrando una flessione di circa il 9%.

Acquisti sostenibili

Quello di quest'anno sarà un Black Friday dal consumo più consapevole, almeno nelle intenzioni. I due terzi del campione tiene conto anche di quanto i prodotti siano sostenibili. Il 67% prediligerà la scelta di prodotti che durino di più nel tempo, il 63% comprerà meno articoli, il 57% farà più attenzione alla policy delle aziende in campo di protezione dell'ambiente. Ciò significa che il 59% comprerà più da aziende locali, il 57% farà attenzione alla sostenibilità del packaging e il 54% comprerà più articoli con componenti riciclate.

Infine, una nuova tendenza: le piattaforme di second hand. Ben un terzo degli intervistati per la ricerca BCG, infatti, ammette di acquistare su questi siti, attratti dai prezzi più bassi e dalla possibilità di fare del bene al pianeta. Una tendenza, questa, che attrae soprattutto la Generazione Z, con il 50% degli intervistati, a fronte delle altre che si attestano al 24%.


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