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Blackout in serie a Milano e Torino per il caldo africano

Le temperature sopra la media fanno lievitare i consumi elettrici e provocano interruzioni della corrente

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3' di lettura

Temperature torride che mettono sotto stress la rete elettrica e fanno aumentare i consumi fino al blackout. Succede ogni anno, e questo giugno 2022 che si candida ad essere uno dei più caldi di sempre non fa eccezione.

A Milano le temperature da giorni costantemente sopra i 30 gradi e il conseguente aumento dell’uso dei condizionatori stanno provocando non pochi problemi in numerose zone della città. Giovedì 16 giugno nel tardo pomeriggio per circa mezz’ora è saltata la luce in pieno centro, con problemi per tutti i grandi negozi di corso Vittorio Emanuele e per i turisti in coda per salire in Duomo. Non cambierà la situazione nel weekend dato che sono previste giornate di sole con temperature anche sopra i 35 gradi a Milano e in tutta la Lombardia, con i condizionatori quindi sempre accesi e prevedibili altri disagi per blackout. Semafori in tilt da giorni in diversi incroci cittadini.

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Alla Bovisa niente elettricità per 6 ore

Sono rimaste senza luce dalle 10 di venerdì 17 giugno numerose abitazioni del quartiere Bovisa, nella periferia nord di Milano. Unareti, società che gestisce la distribuzione di energia elettrica e gas, parla in una nota di «disservizio in zona Bovisa del quale è previsto ripristino nel tardo pomeriggio». Nel complesso, Unareti spiega che nell’ultima settimana è stato registrato a Milano un ulteriore aumento dei consumi di energia elettrica e quello di ieri è stato di 25GWh, +10% rispetto al giorno precedente e +25% rispetto alla scorsa settimana. Nella giornata di ieri, prosegue la nota, «si sono verificate alcune interruzioni del servizio, che hanno interessato anche la zona centrale della città, risolte nella grande maggioranza dei casi in pochi minuti grazie al sistema di telecontrollo e all’attività dei tecnici sul territorio per i casi più complessi. In generale i guasti si possono verificare in qualsiasi area della città, anche in base all’andamento dei consumi che influenzano lo stress della rete».

Blackout anche a Torino

Anche diversi quartieri di Torino sono rimasti al buio giovedì sera e questa notte a causa di alcuni blackout che sono durati da mezz’ora fino a 3 ore e mezza, come nella zona di Vanchiglietta. Secondo quanto riferito dall’Iren, si sono registrati alcuni guasti sulla rete di media tensione, con il rientro in servizio nel corso della notte. Quello dei blackout estivi, in particolare nel mese di giugno, quando le ore di luce solare sono lunghe, è un fenomeno che tende a ripetersi, e la causa, come noto, risultano le alte temperature che causano stress ai cavi interrati, insieme alla maggiore richiesta di energia elettrica da parte degli utenti. Solo nell’ultima settimana a Torino si è registrato un aumento dei consumi dell’11-12% rispetto alla settimana precedente. L’Iren ha avviato da alcuni anni un Piano resilienza per la sostituzione progressiva della rete per dotarla di cavi in grado di reggere meglio il cambiamento dei consumi sia le mutate condizioni climatiche. Secondo quanto rilevato dall’azienda energetica al momento i consumi sono tornati ai livelli pre-pandemia del 2019.

A Torino bollino rosso domenica

Proprio Torino sarà la grande città italiana più torrida del weekend, con bollino arancione per le ondate di calore oggi e domani e bollino rosso domenica 19 giugno. Bollino arancione oggi anche a Perugia, Firenze e Brescia. Lo indica il Ministero della Salute sul portale dei bollettini sulle ondate di calore in Italia, che monitora 27 città italiane. Per Milano e Roma «solo» bollino giallo per tutto il weekend.

Le ondate di calore si verificano quando si registrano temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione. Queste condizioni climatiche possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione e soprattutto dei soggetti vulnerabili, ovvero anziani, malati cronici, bambini, donne in gravidanza. Per prevenirne i possibili effetti il Ministero pubblica quotidianamente, con previsioni a 24, 48 e 72 ore per individuare, giornalmente le condizioni meteo-climatiche a rischio per la salute.

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